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Gaza, contatti tra i leader di opposizione. Conte: “M5S al lavoro per la piazza contro il genocidio”

Il leader del M5S, Giuseppe Conte

Il leader del M5S, Giuseppe Conte

 

Il leader del M5S sui social rilancia l’iniziativa e attacca il governo Meloni. +Europa “disponibile a partecipare”. Si offrono anche Renzi e Calenda che avvertono: va bene se è contro Netanyahu, no a un atteggiamento antisemita

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"Tutti in piedi per Gaza". Si apre così il post del presidente M5S Giuseppe Conte sui social. "Se governo e maggioranza Meloni restano seduti, noi ci alzeremo in piedi. Il M5S come sempre c'è e sta lavorando in queste ore per mobilitazioni corali e di piazza contro il genocidio in corso a Gaza, contro la condotta criminale di Netanyahu. L'ignavia è una vergogna che riguarda i nostri governanti, non certo il popolo italiano”, scrive il leader 5S.

I partiti del centrosinistra si stanno mobilitando per chiedere al leader israeliano Benjamin Netanyahu l’immediato stop ai bombardamenti. Si intensificano i contatti tra i leader dei partiti di opposizione. Pd, M5S e Avs sono impegnati ad allargare il perimetro dei partecipanti all'iniziativa ben oltre le sigle dei partiti, rivolgendosi alle reti civiche e alle forze sociali. Allargare, dunque, ma fare anche presto: per conoscere la data della mobilitazione non si dovrà aspettare troppo a lungo, assicurano fonti parlamentari. Difficile, comunque, che la manifestazione possa essere convocata prima del referendum dell'8 e 9 giugno. L'obiettivo è fare arrivare un messaggio di solidarietà a chi vive sotto le bombe, ma anche esercitare la massima pressione possibile sul governo italiano al quale il centrosinistra chiede di "attivarsi e non rimanere a guardare", come spiega Sergio Costa, deputato del M5S e vicepresidente della Camera. "È ora che il governo italiano si schieri dalla parte del diritto internazionale, che ha già accusato Netanyahu di crimini contro l'umanità”, dice anche Marco Grimaldi di Avs. Anche +Europa, dice il segretario Riccardo Magi, "è disponibile a partecipare alla manifestazione delle opposizioni affinché Israele interrompa le azioni militari, purché ci sia la netta condanna non solo del folle operato di Netanyahu ma anche delle azioni di Hamas e della strage del 7 ottobre”.

Intanto, il presidente del M5S con un post sui social rilancia la manifestazione, che si rifarà proprio alla mozione unitaria siglata insieme. Tira in ballo le parole del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Ora basta, la popolazione civile di Gaza sta soffrendo troppo”. “Solo ora i civili palestinesi stanno soffrendo troppo? – osserva Conte – Dov'era Tajani mentre in questi mesi morivano quasi 60mila palestinesi, 15mila bambini? Ve lo dico io: era nel governo Meloni che su questa mattanza si è astenuto alle Nazioni Unite, che ha ministri che stringono le mani sporche di sangue di Netanyahu, che si oppone in Europa alla revisione degli accordi con Israele e che dice sempre no a embargo armi e sanzioni contro l'esecutivo criminale che guida Israele".

Continua l’ex premier nel suo post: “Questa complice copertura internazionale - aggiunge - ha fatto saltare ogni paletto, ogni limite, ogni santo giorno. Come stamattina, quando l'esercito israeliano ha colpito un'altra scuola: altri civili palestinesi trucidati, altre donne e bambini. Poche ore prima una pediatra aveva perso 9 dei suoi 10 figli per gli attacchi israeliani. Il governo Meloni ci risparmi almeno l'ipocrisia, dopo aver coperto di vergogna l'Italia con la sua ignavia".

E Magi aggiunge: “Da tempo la conduzione dell'azione militare di Netanyahu a Gaza non ha nulla a che vedere con il diritto di Israele a difendersi e da troppo tempo il premier israeliano sta compiendo veri e propri crimini di guerra ai danni della popolazione civile. Tutti dobbiamo concorrere alla sforzo di esercitare pressioni sul governo israeliano affinché interrompa il massacro di civili palestinesi e consenta l'ingresso degli aiuti umanitari alla popolazione. Allo stesso modo, devono essere messe in campo tutte le iniziative perché Hamas rilasci gli ostaggi, la smetta di usare i civili come scudi umani e lasci al più presto la Striscia, consentendo la nascita di uno Stato palestinese democratico e non sotto il giogo del fondamentalismo islamico”, conclude il segretario di +Europa.

Al momento "non risultano ancora contatti ufficiali" fra i vertici dei partiti e il leader Cgil, Cisl e Uil, ma la volontà di 'triangolare' con il mondo del lavoro c'è. A offrirsi, invece, sono i centristi Matteo Renzi e Carlo Calenda che, tuttavia, avvertono: va bene se è una manifestazione contro Netanyahu, ma non ci saremo se diventerà un pretesto per attaccare gli ebrei. "Dipende da che tipo di piazza fai, se la piattaforma è la condanna del governo Netanyahu sono il primo", dice Renzi. "La mia posizione è quella di Liliana Segre: durissima condanna del governo israeliano ma nessuna possibilità di accettare che si trasformi in un atteggiamento antisemita", aggiunge il leader di Italia Viva. "Siamo assolutamente disponibili a fare una grande manifestazione per dire a Israele di fermarsi però vogliamo essere sicuri che non ci siano bandiere di Hamas, che non si inneggi alla morte degli ebrei e che non ci sia alcun tipo di atteggiamento antisemita", sottoscrive Carlo Calenda.

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