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Papa Leone, appello per la pace: “Nel dialogo serve perseveranza”

Papa Leone XIV e Roberto Gualtieri

Papa Leone XIV e Roberto Gualtieri

 (reuters)

Il Pontefice si insedia come vescovo della città. L’incontro in Campidoglio con il sindaco Gualtieri

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Coraggio e perseveranza. Papa Leone torna a fare appello per la pace nel mondo e invoca per i responsabili politici queste due virtù. Se nei giorni scorsi il nuovo Pontefice aveva messo a disposizione il Vaticano come luogo dove i nemici possono negoziare, Robert Francis Prevost non desiste dal pregare per la pace anche ora che Mosca ha bocciato l’ipotesi di un incontro sull’Ucraina a Roma. «La nostra preghiera abbraccia tutti i popoli che soffrono a causa della guerra», ha detto Leone XIV al Regina Coeli di mezzogiorno, il primo che ha recitato dalla finestra del palazzo apostolico: «Invochiamo coraggio e perseveranza per quanti sono impegnati nel dialogo e nella ricerca sincera della pace».

Il tema della pace ha attraversato tutta la giornata del Papa, che ieri si è formalmente insediato come vescovo di Roma prendendo possesso, tra gli applausi dei fedeli, della sua cattedra a San Giovanni in Laterano. Il pomeriggio romano di Leone è iniziato al Campidoglio, dove il nuovo Papa ha fatto tappa per il tradizionale omaggio della città di Roma. Prevost ha rispolverato un’antica tradizione, la breve sosta a piazza dell’Aracoeli, ai piedi della scalinata michelangiolesca, lungo la “cavalcata” che i Papi facevano per andare al Laterano. «Appena dopo l’elezione», ha detto Leone, «ricordavo ai fratelli e alle sorelle convenuti in piazza San Pietro che sono con loro cristiano e per loro vescovo: a titolo speciale, oggi posso dire che per voi e con voi sono romano».

Il sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato che «la pace è la più forte vocazione universale di Roma». «Pace a voi» erano state le prime parole del Papa la sera della fumata bianca, «pace a voi» le parole che Leone ha ripetuto affacciato dalla loggia di San Giovanni, la cattedrale del vescovo di Roma, invitando i fedeli, nel corso del giubileo della speranza, a testimoniare la speranza ad «un mondo che soffre tanto, tanto dolore per le guerre, la violenza, la povertà».

Durante la messa Prevost ha citato Giovanni Paolo I, il Papa che governò per soli 33 giorni, l’ultimo ad aver fatto tappa al Campidoglio nelle modalità adottate ieri dal Papa venuto dalle Americhe, per presentarsi: «Posso assicurarvi che vi amo, che desidero solo entrare al vostro servizio e mettere a disposizione di tutti le mie povere forze, quel poco che ho e che sono». Prima di rientrare in Vaticano, il Papa ha visitato ufficialmente l’ultima delle quattro basiliche papali (oltre a San Pietro, dove ha dato avvio al pontificato una settimana fa, e a San Paolo fuori le Mura, che ha visitato martedì), Santa Maria Maggiore. Lì ha pregato davanti all’icona di Maria salus populi romani, «che ha accompagnato tante volte il popolo di Roma nelle sue necessità»», ed ha sostato dinanzi alla tomba di Francesco.

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