✕

Manifestazione per Gaza, ipotesi 7 giugno a Roma

Ascolta l'audio

Schlein sente i leader del centrosinistra e della Cgil Landini. Intesa sulla data. Conte: “Il Movimento ci sarà”. Renzi: “Disponibili, ma no alle derive antisemite”
1 minuti di lettura

Ora la data più probabile per la grande manifestazione pro Gaza è sabato 7 giugno a Roma. A questo stanno lavorando i leader del centrosinistra, per mettere in campo un raduno il più possibile unitario. Ieri sera c’è stato un colloquio tra la segretaria Pd Elly Schlein e il segretario della Cgil Maurizio Landini dopo che per tutta la giornata si sono succeduti contatti, colloqui telefonici, riunioni a vari livelli, tra Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. «Tutti in piedi per Gaza», ha scritto Conte sui social. «L’M5S come sempre c’è». «Bisogna farla prima possibile», dice il verde Bonelli. Il 7 giugno è la vigilia del referendum sul lavoro e la cittadinanza. «Ma all’indomani - ricorda Bonelli - si rinnova il memorandum di cooperazione militare Italia-Israele. Un accordo che viene aggiornato tacitamente ogni cinque anni, dal 2005: la nostra complicità nel genocidio di Netanyahu».

Ora la data più probabile per la grande manifestazione pro Gaza è sabato 7 giugno a Roma. A questo stanno lavorando i leader del centrosinistra, per mettere in campo un raduno il più possibile unitario. Ieri sera c’è stato un colloquio tra la segretaria Pd Elly Schlein e il segretario della Cgil Maurizio Landini dopo che per tutta la giornata si sono succeduti contatti, colloqui telefonici, riunioni a vari livelli, tra Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. «Tutti in piedi per Gaza», ha scritto Conte sui social. «L’M5S come sempre c’è». «Bisogna farla prima possibile», dice il verde Bonelli. Il 7 giugno è la vigilia del referendum sul lavoro e la cittadinanza. «Ma all’indomani - ricorda Bonelli - si rinnova il memorandum di cooperazione militare Italia-Israele. Un accordo che viene aggiornato tacitamente ogni cinque anni, dal 2005: la nostra complicità nel genocidio di Netanyahu».

I promotori in queste ore si sono interrogati proprio sulla data, avendo l’ambizione di portare nella Capitale migliaia di manifestanti. Troppo presto sabato 7? «No, c’è un’indignazione che pervade anche l’elettorato del centrodestra. La gente, anche con poco preavviso, verrà», giura Bonelli. Ieri la sindaca di Montevago, nel Palermitano, Margherita La Rocca Ruvolo - è anche deputata regionale di Forza Italia - ha aderito alla Giornata di digiuno per Gaza promossa dalla rete di Trieste, che coinvolge oltre mille amministratori locali.

Anche i centristi saranno della partita. «Siamo assolutamente disponibili per dire a Israele di fermarsi però vogliamo essere sicuri che non ci siano bandiere di Hamas, che non si inneggi alla morte degli ebrei e che non ci sia alcun tipo di atteggiamento antisemita» ha annunciato il leader di Azione, Carlo Calenda. «Dipende da che tipo di piazza fai, se la piattaforma è la condanna del governo Netanyahu sono il primo», ha spiegato Matteo Renzi. «La mia posizione è quella di Liliana Segre: durissima condanna del governo israeliano ma nessuna possibilità di accettare che si trasformi in un atteggiamento antisemita». Ci sarà +Europa. «La conduzione dell’azione militare di Netanyahu a Gaza non ha nulla a che vedere con il diritto di Israele a difendersi, da troppo tempo il premier israeliano sta compiendo veri e propri crimini di guerra», ha spiegato Riccardo Magi. Il 7 giugno sembra l’unica data possibile. Il primo giugno c’è il Giro d’Italia a Roma. Il 14 il Gay Pride. Il 15 la marcia Save Gaza, da Marzabotto a Monte Sole. Il 21 la manifestazione pro Gaza promossa dalle reti Stop Rearm Europe e Fermiamo il Riarmo, un vasto fronte di associazioni progressiste, pacifiste e del terzo settore, tra cui Arci, Acli, Cgil. «Noi manifesteremo comunque» ha confermato Walter Massa, il presidente nazionale dell’Arci.

Leggi i commenti