Franco Cardini, storico, anche gli esponenti del centrodestra dovrebbero partecipare alla manifestazione per Gaza il 7 giugno a Roma?
«E perché non dovrebbero? È vero che sono filo Israele, ma non è una manifestazione contro il Paese, ma per dire al suo governo che deve fermarsi subito: Netanyahu sta facendo un male straordinario, anche ai suoi stessi cittadini».
Lei ci andrà?
«Se potrò sì. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità in questo momento. Secondo le rispettive possibilità occorre esercitare un dovere civico. Io posso scriverne, dare interviste, farmi vedere».
Come definirebbe quanto sta accadendo a Gaza?
«Una mattanza».
Persino la Germania, da sempre vicina ad Israele, si è scagliata contro Netanyahu.
«Netanyahu rischia di consegnare il suo Paese mani e piedi all’antisemitismo. Sta andando contro il ruolo storico esercitato da Israele. E così spingerà la popolazione palestinese ancora verso Hamas. Spero che tutto ciò non sia però esattamente quello che lui vuole: sem…
Franco Cardini, storico, anche gli esponenti del centrodestra dovrebbero partecipare alla manifestazione per Gaza il 7 giugno a Roma?
«E perché non dovrebbero? È vero che sono filo Israele, ma non è una manifestazione contro il Paese, ma per dire al suo governo che deve fermarsi subito: Netanyahu sta facendo un male straordinario, anche ai suoi stessi cittadini».
Lei ci andrà?
«Se potrò sì. Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità in questo momento. Secondo le rispettive possibilità occorre esercitare un dovere civico. Io posso scriverne, dare interviste, farmi vedere».
Come definirebbe quanto sta accadendo a Gaza?
«Una mattanza».
Persino la Germania, da sempre vicina ad Israele, si è scagliata contro Netanyahu.
«Netanyahu rischia di consegnare il suo Paese mani e piedi all’antisemitismo. Sta andando contro il ruolo storico esercitato da Israele. E così spingerà la popolazione palestinese ancora verso Hamas. Spero che tutto ciò non sia però esattamente quello che lui vuole: seminare ancora più Hamas e raccogliere ancora più mattanze».
Da storico come definisce quanto sta avvenendo?
«È una risposta terroristica. Non hanno voluto fare un’operazione mirata. Hanno sparato nel mucchio. Come si fa ad accettare la morte di tutti quei bambini?».
Non sono stati superati tutti i limiti di disumanità?
«Israele controlla tutto, anche la fame degli abitanti. È una reazione abnorme, per la quale non vale nemmeno il diritto di guerra».
Cosa vuole esattamente Netanyahu?
«Trasformare i palestinesi in partigiani di Hamas e quindi condannabili a morte. Non sarà più possibile prefigurare due popoli e due Stati, perché uno dei due popoli rischia di scomparire».
Si discute se sia genocidio.
«È l’assassinio seriale degli abitanti di una grande città, colpita giornalmente».
Non è una forma di pulizia etnica?
«Ma per dire che lo sia, da un punto di vista giuridico, non basta l’effettivo impegno alla distruzione, serve anche una precisa volontà pianificatrice».
In questi mesi la critica politica ad Israele viene spesso scambiata per antisemitismo.
«Ma questo può affermarlo solo chi è in malafede. Israele è una democrazia, si vanta di essere l’unica in Medio Oriente, e quindi deve anche poter accettare le critiche. E chi non dissente è moralmente corresponsabile».
Perché?
«Perché il suo governo sta infangando l’onore e la dignità del Paese».
Cosa dice a chi pensa di poter andare in piazza per inneggiare ad Hamas?
«Non posso dire molto a queste persone».
C’è il rischio che queste frange rovinino la manifestazione?
«Non vorrei vedere una sola bandiera bruciata, un solo pupazzo di Netanyahu calpestato, tutto questo ci allontanerebbe dal nostro centro, che è quello di essere cittadini democratici».
Qual è il pericolo?
«Faremmo il gioco di Netanyahu. E di chi gli tiene il sacco. Non bisogna dare il minimo appiglio. Però ho 84 anni, ne ho viste di tutti colori, e temo che qualcosa alla fine accadrà».
Molti definiscono Netanyahu un fascista.
«L’epiteto fascista è inflazionato. Chiamiamo le cose con il loro nome».
Come lo definirebbe allora?
«È un violento, un assassino. Sa anche che il suo ruolo di statista è segnato, sarà maledetto dai suoi stessi compatrioti. La cosa peggiore che possa capitare a un politico».