Un "obbrobrio". Di più, un testo "che erode lo Stato di diritto e estende le vostre amate disuguaglianze perfino alla materia penale". Un decreto "che voi chiamate sicurezza ma autorizza il terrorismo di Stato". Dai banchi dell'opposizione c'è chi evoca Ferrajoli, il grande giurista che ha parlato della paura "come leva del consenso per una deteriore cultura del giustizialismo" e chi invece cita Hitler: "Siete quelli di reprimere reprimere reprimere".
In aula, alla Camera, si è consumato oggi, dopo la seduta no stop in notturna arrivata fin quasi all'alba, l'ultima barricata della sinistra prima dell’ok di Montecitorio al decreto Sicurezza, approvato con 163 sì, 91 no e un astenuto. Il decreto ora andrà in Senato per la seconda lettura.
Il dl, approntato e varato in Cdm in poche ore il 4 aprile, dopo che quel testo aveva attraversato oltre un anno di iter parlamentare e cento sedute, è finito sotto la scure non solo della minoranza, ma anche di Anm e giuristi: per metodo e merito, e p…
Un "obbrobrio". Di più, un testo "che erode lo Stato di diritto e estende le vostre amate disuguaglianze perfino alla materia penale". Un decreto "che voi chiamate sicurezza ma autorizza il terrorismo di Stato". Dai banchi dell'opposizione c'è chi evoca Ferrajoli, il grande giurista che ha parlato della paura "come leva del consenso per una deteriore cultura del giustizialismo" e chi invece cita Hitler: "Siete quelli di reprimere reprimere reprimere".
In aula, alla Camera, si è consumato oggi, dopo la seduta no stop in notturna arrivata fin quasi all'alba, l'ultima barricata della sinistra prima dell’ok di Montecitorio al decreto Sicurezza, approvato con 163 sì, 91 no e un astenuto. Il decreto ora andrà in Senato per la seconda lettura.
Il dl, approntato e varato in Cdm in poche ore il 4 aprile, dopo che quel testo aveva attraversato oltre un anno di iter parlamentare e cento sedute, è finito sotto la scure non solo della minoranza, ma anche di Anm e giuristi: per metodo e merito, e per i non esigui profili di dubbia costituzionalità.
L'approvazione è arrivata con "l'89esima fiducia posta in 30 mesi di governo, che fa una fiducia ogni 10 giorni, più o meno", sottolinea il dem Gianni Cuperlo, alla Camera. Ma l'ultimo rush si è consumato per ore di fronte ai banchi della maggioranza completamente deserti, scena messa all'indice da tutti gli esponenti del centrosinistra mentre il sottosegretario presente, il leghista Nicola Molteni, fa spallucce, poi esplode in battute sprezzanti ed è costretto a scusarsi.
Già la leader Pd, quando il dibattito parlamentare è arrivato alle ore piccole, aveva alzato l'indice sulla maggioranza. "Useremo ogni minuto a disposizione - sottolinea Schlein - per bloccare lo sfregio giuridico che state cercando di far passare, che ci porta piu' indietro ed è peggio del fascista codice Rocco". Anzi: "E' vostra la firma su questo fascistissimo decreto", aveva già detto Riccardo Magi di Più Europa. Cuperlo più tardi, nel condannare con nettezza il decreto, correggerà con il sottosegretario: "Non vi addebito progetti fascisti, sottosegretario: si registra piuttosto in alcuni di voi una diffusa nostalgia, un riflesso che fa pensare al dottor Stranamore".
La maratona notturna
Alle spalle, la maratona durata quasi tutta la notte: con gli ordini del giorno delle opposizioni sistematicamente bocciati, e con alcuni siparietti sgraditi alla destra. Come quello del deputato dem Claudio Mancini che, in piena notte e a stanchezza ormai dipinta sui volti, è riuscito a far sorridere anche i commessi mentre si esibiva nell'ironica e composta imitazione dell'immobilismo degli avversari. "Signor presidente, eravamo d'accordo che avrei fatto l'intervento riprendendo le argomentazioni del governo in questo dibattito. Quindi per i prossimi otto minuti io farò l'intervento del governo in aula" e quindi: muto e fermo, per alcuni lunghi minuti, tra applausi e divertimento degli alleati, e l'irritazione di esponenti come Salvatore Caiata (FdI) e Rossano Sasso (Lega) che hanno protestato, alzato la voce, e sono stati ripresi da Mulé. Mancini ha concesso il bis della perfomance: "Adesso farò il sottosegretario Molteni, che è stato in silenzio ma ha masticato la gomma per tutto il pomeriggio". Ed eccolo in versione svogliata e muta, fingendo di avere in bocca un chewing gum. A quel punto Mulè con ritmo teatrale: "È la gomma del ponte, è lungo". Per poi tornare nell'alveo istituzionale: "Cerchiamo di non volare né alto né basso, voliamo al livello di questa istituzione".
Alla ripresa, dai banchi delle opposizioni arrivano gli strali sui contenuti del testo che introduce 14 nuovi reati e 9 aggravanti di pena. Laura Boldrini, nel demolire il dl "repressivo e liberticida", contesta in particolare "il fatto che questo dl autorizza il terrorismo di Stato. Parlo dell'articolo 31, una cosa di una gravità inaudita: qui si consente, con una firma della presidente del Consiglio, che un agente dei Servizi segreti possa creare e dirigere organizzazioni terroristiche con finalità sia di terrorismo internazionale che di eversione dell'ordine democratico e può fabbricare e detenere materiale esplodente". Molto applaudito anche l'intervento del dem Giuseppe Provenzano: "Il valore che date alla sicurezza è ben evidente dalla folla che oggi occupa i banchi della maggioranza - rileva sarcasticamente -. Con questo decreto non solo si erodono le fondamenta dello stato di diritto, si ledono le garanzie costituzionali e si aumentano le vostre amate disuguaglianze sociali, estendendole perfino al diritto penale". Provenzano cita Ferrajoli, con la paura usata come leva di consenso per "una cultura regressiva della materia penale, voi siete l'opposto del garantismo, parola che suona ormai con penosa irrisione sulla bocca del ministro Nordio: e quell'opposto si chiama arbitrio, giustizialismo e repressione cieca".
Mentre Gaetano Amato di M5S, poco dopo: " Mentre imponete più carcere e più bastone per i deboli, per chi proteste per chi esprime dissenso, sparite dall'aula, lasciate qui un sottosegretario, un solo esponente di maggioranza e volete ridurci a marionette che devono pigiare un bottone su ordine del governo. Questa si chiama visione hitleriana". Mentre già nella notte i pentastellati avevano picchiato sulle "bugie del governo: che raccontano la frottola delle assunzioni di nuovi poliziotti, mentre si tratta della banale doverosa sostituzione di tutti quelli che sono andati in pensione"
Da Avs, Marco Grimaldi usa una provocazione: "Se la vostra idea è che il dissenso sia pratica criminale, allora noi diventeremo criminali. Ma l'avete letto il vostro testo? Ma lo sapete che fosse stato applicato il vostro articolo che reprime la riunione in strada per esprimere la contrarietà a un fatto o a una norma, il popolo della pace, cioè quei testimoni nella storia di inclusione e non violenza sarebbero in galera?". E ancora, Francesca Ghirra, dalla stessa formazione, si rivolge al governo sull'articolo che vieta la commercializzazione della canapa industriale: "Voi state rendendo illegali 3mila aziende, mettete sulla strada 20mila tra lavoratrici e lavoratori, ed è tutto made in Italy, una filiera che oggi vale circa 2 miliardi di euro l'anno e che distruggete mentre con quelle parole vi riempite la bocca. Ma spiegatelo: cosa vi ha fatto la canapa? Ora ve la prenderete con i pomodori, con le zucchine?", risate in mezzo alle proteste. È lapidario Roberto Giachetti, di Iv: "Resterà la gravità di questa vostra scelta: che tanto farà la stessa fine di altri provvedimenti che sbandieravate come immediati e blindati, che sono stati rasi al suolo dalla Corte Costituzionale, vedi autonomia. Solo che in questi casi avete giocato direttamente sulla pelle e sulla libertà delle persone. E vi toccherà risponderne"