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Dl sicurezza, ok tra le polemiche. Schlein: come il codice fascista

(ansa)

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Bagarre e cartelli in aula per il primo via libera. Il governo accelera su premierato e giustizia. L’ira delle opposizioni
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La maggioranza festeggia e grida in aula: «Siamo noi gli alfieri della socialità. Voi continuate a scegliere i centri sociali contro le divise». Il decreto sicurezza passa alla Camera, in tempi record, con 163 sì e 91 no (un astenuto) e già si fissa analoga maratona al Senato. Ma proprio nel giorno in cui il governo Meloni porta a casa, con il primo via libera, il testo ribattezzato “decreto paura” — con i cartelli sollevati dalle opposizioni: “Né liberi né sicuri”, “Non si arresta la protesta” — si affaccia la nuova forzatura sul premierato. Il ddl caro a Meloni potrebbe essere inserito nel calendario di luglio della Camera, accanto alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere. Provocando l’ira delle opposizioni.

Quasi due giorni di seduta-fiume, notte compresa: e il dl Sicurezza, già nato con una forzatura (trasformato in decreto dopo un iter parlamentare di un anno e mezzo, “regalo” a Salvini che stava per aprire il suo congresso) prenota il secondo sì di Palazzo Ma…

La maggioranza festeggia e grida in aula: «Siamo noi gli alfieri della socialità. Voi continuate a scegliere i centri sociali contro le divise». Il decreto sicurezza passa alla Camera, in tempi record, con 163 sì e 91 no (un astenuto) e già si fissa analoga maratona al Senato. Ma proprio nel giorno in cui il governo Meloni porta a casa, con il primo via libera, il testo ribattezzato “decreto paura” — con i cartelli sollevati dalle opposizioni: “Né liberi né sicuri”, “Non si arresta la protesta” — si affaccia la nuova forzatura sul premierato. Il ddl caro a Meloni potrebbe essere inserito nel calendario di luglio della Camera, accanto alla riforma costituzionale sulla separazione delle carriere. Provocando l’ira delle opposizioni.

Quasi due giorni di seduta-fiume, notte compresa: e il dl Sicurezza, già nato con una forzatura (trasformato in decreto dopo un iter parlamentare di un anno e mezzo, “regalo” a Salvini che stava per aprire il suo congresso) prenota il secondo sì di Palazzo Madama entro mercoledì. La destra rivendica il provvedimento che prevede il carcere per chi dissente, introduce 14 nuove fattispecie di reato e aggiunge altre 9 aggravanti. «Non sarà più consentito che tu punkabbestia mi blocchi i treni e i servizi per un sit-in, sennò ti mandiamo sul penale e le risposte ai cittadini fragili le diamo noi. Voi che dite il contrario, siete in malafede», contesta in aula il deputato FI Tommaso Calderone. Ma è l’arringa finale della meloniana Augusta Montaruli a scatenare la protesta: «Chi sono i deboli, quelli che rimangono senza casa o quelli che la casa la fottono ai più deboli, per la sinistra? Voi restate pure accanto agli ermellini, ai deboli ci pensiamo noi», chiude tra gli applausi dei suoi.

Nel mirino c’è Elly Schlein che poco prima aveva picchiato: «Un testo peggiore del vecchio e fascista codice Rocco: che creerà solo più violenza e insicurezza. E siete riusciti a mettere d’accordo magistrati, avvocati e quasi 250 giuristi, tutti lo bocciano. I penalisti hanno scritto che c’è solo una cosa peggiore del vostro disegno di legge Sicurezza: è il dl sicurezza». Uno strappo «pericoloso» denuncia Riccardo Magi di Più Europa: «Avremo i bambini di un anno in carcere, gli agenti in borghese che potranno girare con armi in tasca, e la resistenza passiva punita con 8 anni».

Dov’è il sostegno vero alle forze dell’ordine?, si chiedono Chiara Appendino e Valentina D’Orso dal M5s: «Avreste dovuto mettere assunzioni, rinnovi di contratto seri, straordinari pagati. Se teneste davvero a liberare i locali illecitamente occupati, mandereste fuori Casapound». Per Nicola Fratoianni di Avs «la destra della repressione e dell’ipocrisia fa un salto di qualità grave». E picchia anche Iv: «La vostra è una propaganda vergognosa. La sicurezza ha bisogno di investimenti giganteschi, di formazione, di incidere sulle teste, non sulle aggravanti. Guardate che cosa avviene ogni giorno coi femminicidi”.

Ma non è tutto. Sui provvedimenti-forzatura, l’appetito vien mangiando. Prossimo traguardo: premierato. La maggioranza avanza nella riunione dei capigruppo l’ipotesi che nel cuore dell’estate possa arrivare alla Camera la proposta di riforma sul premierato. «Non accetteremo l’ennesima torsione — stoppa la capogruppo Pd Chiara Braga — Pesa il gioco delle spartizioni tra alleati diffidenti, e questo è un altro tassello che mette in discussione l’equilibrio tra le nostre istituzioni».

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