“Auguro a figlia di Meloni la sorte di Martina”, frase shock sui social. La premier: “Clima malato”
“Auguro alla figlia di Meloni la sorte della ragazza di Afragola”. Fratelli d'Italia diffonde sui social un cartello in cui denuncia un post, coprendone l'identità dell'autore, ma sottolineando la professione legata al ministero dell'Istruzione e del merito di Giuseppe Valditara. Dopo una serie di verifiche: il profilo del responsabile è stato individuato. Si tratta di un professore di tedesco in una scuola superiore nella provincia di Napoli e non di una persona che lavora al ministero di viale Trastevere. Bisognerà ora accertare se il profilo sia gestito direttamente dal docente.
Sempre sui social arriva la replica della premier: "Questo non è scontro politico. Non è nemmeno rabbia. È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore. Ed è contro questo clima violento che la politica, tutta, dovrebbe sapersi unire. Perché esistono confini che non devono essere superati mai…
“Auguro alla figlia di Meloni la sorte della ragazza di Afragola”. Fratelli d'Italia diffonde sui social un cartello in cui denuncia un post, coprendone l'identità dell'autore, ma sottolineando la professione legata al ministero dell'Istruzione e del merito di Giuseppe Valditara. Dopo una serie di verifiche: il profilo del responsabile è stato individuato. Si tratta di un professore di tedesco in una scuola superiore nella provincia di Napoli e non di una persona che lavora al ministero di viale Trastevere. Bisognerà ora accertare se il profilo sia gestito direttamente dal docente.
Sempre sui social arriva la replica della premier: "Questo non è scontro politico. Non è nemmeno rabbia. È qualcosa di più oscuro, che racconta un clima malato, un odio ideologico, in cui tutto sembra lecito, anche augurare la morte a un figlio per colpire un genitore. Ed è contro questo clima violento che la politica, tutta, dovrebbe sapersi unire. Perché esistono confini che non devono essere superati mai. E difenderli è una responsabilità che va oltre ogni appartenenza”.
Minacce social anche alle figlie di Piantedosi
Odio social senza limiti. Un nuovo tweet choc colpisce anche le figlie del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Commentando il post del titolare del Viminale che stigmatizza l'attacco alla figlia della premier, un utente scrive: "Vedi che anche voi rubate i soldi e il cibo dei nostri figli. Quindi confermo l'augurio, anche ai tuoi", aggiungendo i nomi delle due ragazze.
La lettera del prof: “Chiedo di incontrare la premier”
"Le chiedo, se possibile, di potermi incontrare per poterglielo dire guardandola negli occhi". È uno dei passaggi centrali della lettera che Addeo ha scritto alla presidente del Consiglio dopo il suo post. Il testo sarà pubblicato integralmente domani dal quotidiano Roma.
"Non c'è giustificazione possibile per le parole scritte. Mi assumo ogni responsabilità - scrive Addeo - anche se confesso che mai nelle mie intenzioni vi era l'idea di augurare la morte a una bambina. È stata una frase infelice, inadeguata, inaccettabile, che non mi rappresenta né come uomo né come educatore". Nel testo, Addeo parla della sua situazione personale, del rapporto con la madre anziana e della sofferenza per quanto accaduto: "So bene che nulla può cancellare il male fatto con quelle parole. Solo la verità, il pentimento e il rispetto possono servire, ora". Il docente si rivolge direttamente al premier chiedendo perdono per il gesto "che ha ferito Lei e la sua famiglia, e in particolare Sua figlia, che mai avrebbe dovuto essere tirata in ballo in alcun modo".
Le reazioni
Tanti i messaggi bipartisan di solidarietà indirizzati alla premier, molti dei quali chiedevano di rintracciare il responsabile del post mentre le verifiche erano in corso, poi individuato. “Il livello di odio verso Giorgia Meloni e la sua bambina è inaccettabile. La solidarietà non basta più: ora serve una risposta esemplare", scrive il capogruppo FdI alla Camera, Galeazzo Bignami, rilanciando il cartello con il commento "Orrore". "La critica politica è una cosa, ma l'odio umano, e ancor più verso i bambini, non può avere diritto di cittadinanza", aggiunge.
"Trovo ripugnanti le minacce indirizzate alla figlia del presidente del Consiglio. Da parte mia ferma è la condanna per un gesto vile e disumano, che supera ogni limite. Esprimere odio verso una bambina è qualcosa di inaccettabile che offende la coscienza e non può trovare alcuna giustificazione, nemmeno nel più acceso dissenso politico. Bene ha fatto il ministro Valditara a disporre immediatamente le opportune verifiche interne al Miur per accertare le responsabilità. Giunga la mia solidarietà al presidente del Consiglio Giorgia Meloni e alla sua famiglia e un forte e affettuoso abbraccio a Ginevra". Così il presidente del Senato Ignazio La Russa.
"Quanto ancora dobbiamo sopportare? Fin dove dobbiamo arrivare? Rispetto a questa ignobile barbarie, tutto lo sdegno possibile! La condanna sia unanime e forte. A mia sorella Giorgia e a mia nipote giunga il mio più affettuoso e protettivo abbraccio", scrive sui social Arianna Meloni.
Tutta la maggioranza fa quadrato, da Antonio Tajani di FI ai capigruppo della Lega a Maurizio Lupi di Noi moderati. Compresa la Lega con i capigruppo alla Camera e al Senato, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, che definiscono “ripugnante l'augurio di morte giunto via social alla figlia di Giorgia Meloni. Ogni forma di odio è esecrabile, ma quando viene rivolto a una bambina, se possibile, è ancora più abominevole. Auspichiamo che l'autore di queste parole infami venga identificato al più presto”. La ministra del Turismo Daniela Santanchè punta il dito contro la sinistra: “Un’escalation di orrore frutto del clima d'odio, alimentato da chi parla di democrazia ma non accetta che possa legittimamente governare anche chi non la pensa come lui. È ora che la sinistra la smetta di denigrare l'avversario altrimenti c'è il serio rischio che le parole di questi vigliacchi diventino fatti. La mia solidarietà al ministro Piantedosi”, scrive su Facebook.
Dalle opposizioni arriva la solidarietà del Pd. “Orrende e inaccettabili le minacce sui social ai figli di Meloni e Piantedosi, cui va la nostra solidarietà per le intimidazioni ricevute – le parole della segretaria dem, Elly Schlein – Il confronto politico e la critica non devono mai, in un paese democratico e civile, trascendere in odio e minaccia, in intimidazione personale o familiare". Vicinanza anche da Pier Ferdinando Casini e dalla senatrice Simona Malpezzi: "Incredibile dove possa arrivare l'odio politico. Prendersela con una bambina per attaccare la madre. Non si fa mai, non si deve fare". A cui si aggiunge anche l'europarlamentare e presidente del Pd, Stefano Bonaccini per le “ignobili parole di odio e violenza nei confronti della figlia di Giorgia Meloni”.
Su X il presidente del M5S ed ex premier ricorda: “Purtroppo sono passato anche io per orribili e inaccettabili minacce ai figli: un imbarbarimento che non auguro a nessuno. Piena solidarietà a Meloni e a Piantedosi”. Messaggi indirizzati alla famiglia di Meloni e del ministro Piantedosi anche dai capigruppo di Camera e Senato, Riccardo Ricciardi e Stefano Patuanelli, per “le minacce di morte ripugnanti, disgustose, ingiustificabili”. Carlo Calenda, leader di Azione, oltre alla solidarietà espressa alla “presidente del Consiglio e alla sua famiglia per le infami minacce ricevute” rivolge un “pensiero commosso anche ai familiari di Martina Carbonaro colpiti da un dolore senza pari". Per le presidenti di Italia viva alla Camera e al Senato, Maria Elena Boschi e Raffaella Paita, “lo scontro politico non può e non deve mai lasciare spazio all'odio, in special modo rivolto verso i familiari, in questo caso addirittura una bambina”, dichiarano.
Proprio dopo la vicenda di Afragola si era registrata un’apertura della premier alla richiesta di collaborazione in Parlamento sul tema dei femminicidi, fatta dalla segretaria dem Elly Schlein.
Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa verde, condanna “senza alcuna esitazione” quel post “ripugnante” ricordando che “alcuni giorni fa, Fratelli d'Italia, sui propri canali social, ha pubblicato la mia foto con il titolo 'fuori i ladri di case', facendo intendere che io fossi un ladro di case; per questo ho ricevuto minacce che ho denunciato in aula. Il 7 ottobre 2024, il quotidiano 'Il Tempo', che oggi denuncia il macabro post, mise in prima pagina una foto segnaletica dei leader di Pd, M5S e Avs, compresa la mia, indicandoci come complici dell'attentato terroristico del 7 ottobre 2023 da parte di Hamas. La critica politica dura è legittima; l'odio e l'incitamento alla violenza vanno fermati e condannati subito”, conclude Bonelli.