Destra contro la piazza: “Rischio antisemitismo”, le opposizioni: falsità
di Gabriella CeramiManifestazione per Gaza a Bologna
Roma – I detrattori della piazza per Gaza organizzata a Roma da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza verdi e sinistra attaccano paventando il rischio di atti di antisemitismo. «I cattivi maestri fomentano l’odio», sostiene il ministro degli Esteri Antonio Tajani. È questo il tema che viene utilizzato dal centrodestra per depotenziare la manifestazione del 7 giugno a San Giovanni. E dopo giorni di attacchi rivolti a chi sta preparando l’evento, Elly Schlein vuole mettere un punto fermo: «Non è accettabile che chiunque critichi un governo che sta compiendo azioni criminali contro ogni norma di diritto internazionale venga sistematicamente accusato di essere antisemita».
Ospite di Agorà, su Rai3, la segretaria del Pd ricorda di aver «sempre contrastato in ogni sua odiosa forma l’antisemitismo». Parole rivolte soprattutto al vicepremier leghista Matteo Salvini che il giorno prima, con al fianco il vicesegretario del partito Roberto Vannacci, rispondendo a un evento a Firenz…
Roma – I detrattori della piazza per Gaza organizzata a Roma da Partito democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza verdi e sinistra attaccano paventando il rischio di atti di antisemitismo. «I cattivi maestri fomentano l’odio», sostiene il ministro degli Esteri Antonio Tajani. È questo il tema che viene utilizzato dal centrodestra per depotenziare la manifestazione del 7 giugno a San Giovanni. E dopo giorni di attacchi rivolti a chi sta preparando l’evento, Elly Schlein vuole mettere un punto fermo: «Non è accettabile che chiunque critichi un governo che sta compiendo azioni criminali contro ogni norma di diritto internazionale venga sistematicamente accusato di essere antisemita».
Ospite di Agorà, su Rai3, la segretaria del Pd ricorda di aver «sempre contrastato in ogni sua odiosa forma l’antisemitismo». Parole rivolte soprattutto al vicepremier leghista Matteo Salvini che il giorno prima, con al fianco il vicesegretario del partito Roberto Vannacci, rispondendo a un evento a Firenze a una domanda proprio sulla piazza del 7 giugno, ha detto che vi è «un antisemitismo vomitevole che sta dando il peggior sfogo di sé anche in queste settimane».
Anche il vicepremier azzurro Tajani si colloca su questa scia. Rivolgendosi ai giovani del partito riuniti in congresso a Roma, li invita a «non odiare mai nessuno. Non sai mai quando la propaganda di odio può provocare reazioni inconsulte». Parla poi di giovani che vanno a distruggere vetrine o ad attaccare le forze dell’ordine, e domanda «di chi è la responsabilità? Di quei ragazzi o di chi ha acceso in loro quella miccia?». L’interrogativo quasi retorico accusa le opposizioni di «utilizzare le vittime palestinesi per fare propaganda» e rivendica quanto fatto invece dal governo: «Pensate che Israele si fermi perché bruciano 50 bandiere israeliane? Non ho visto una proposta concreta di questi che organizzano manifestazioni».
Giuseppe Conte non lascia cadere le dichiarazioni del ministro degli Esteri perché, secondo lui, Tajani dovrebbe «chiedere scusa agli italiani per le astensioni all’Onu, per la vergognosa copertura politica e militare e le strette di mano dei membri del governo a Netanyahu che ha trucidato 60 mila palestinesi». Ora invece, aggiunge il presidente M5S, «si mette a sputare veleno su noi che alziamo la voce e scendiamo in piazza contro un genocidio. Le proposte le facciamo da un anno e mezzo».
In un’intervista alla Stampa la deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti, sottolinea di trovare «molto offensiva l’accusa di contiguità con l’antisemitismo, inaccettabile per chi, come me, si è formata sui libri di Hannah Arendt. Quindi, sì, mi sento diffamata».
Intanto dopo la Puglia, anche l’Emilia-Romagna sospende i rapporti istituzionali con il governo israeliano. La decisione è stata presa dal presidente Michele de Pascale che ha invitato membri di giunta e dirigenti a interrompere i rapporti «anche con tutti i soggetti riconducibili al governo che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di porre fine al massacro in corso, fino a che il rispetto del diritto internazionale non venga ripristinato».
All’iniziativa hanno aderito anche alcuni Comuni della regione, fra i quali Bologna e Rimini dove i sindaci, Matteo Lepore e Jamil Sadegholvaad, hanno deciso un analogo provvedimento.
I rapporti fra uno Stato come Israele e una Regione come l’Emilia-Romagna non sono ovviamente di natura politico-diplomatica, ma attengono piuttosto agli ambiti economici e culturali. Del tema si discuterà presto anche in Calabria, dove un consigliere di minoranza ha presentato una mozione che impegna il presidente della Regione, Roberto Occhiuto, a fare lo stesso. Ma qui la giunta è di destra e difficilmente il documento troverà spazio.