Bonelli: “Sulla guerra di Bibi solo parole vuote dal governo, per questo manifesteremo il 7”
di Giovanna VitaleQuelle del ministro Crosetto sono parole vuote che fanno molto male», attacca Angelo Bonelli, il gemello diverso di Nicola Fratoianni alla guida di Avs.
Scusi onorevole, finalmente un esponente del governo esce dall’ambiguità, dice che i “raid a Gaza sono ingiustificati, Israele deve fermarsi” e lei lo critica?
«Sono affermazioni che tradiscono un’ipocrisia intollerabile. Se Crosetto pensasse davvero quel che ha detto a Repubblica dovrebbe agire di conseguenza anziché comportarsi in modo opposto».
E cioè, in che modo?
«In Parlamento abbiamo chiesto di revocare l’accordo militare con Israele e loro ci hanno risposto di no perché lo considerano strumento di dialogo. È inaccettabile».
Perché?
«In base a quell’intesa, l’Italia sta offrendo addestramento ai piloti dei caccia F35 che ogni giorno bombardano la popolazione inerme della Striscia, ridotta ormai a un cumulo di macerie».
Il ministro della Difesa ha comunque precisato che quel memorandum scade fra un anno. Non si può as…
Quelle del ministro Crosetto sono parole vuote che fanno molto male», attacca Angelo Bonelli, il gemello diverso di Nicola Fratoianni alla guida di Avs.
Scusi onorevole, finalmente un esponente del governo esce dall’ambiguità, dice che i “raid a Gaza sono ingiustificati, Israele deve fermarsi” e lei lo critica?
«Sono affermazioni che tradiscono un’ipocrisia intollerabile. Se Crosetto pensasse davvero quel che ha detto a Repubblica dovrebbe agire di conseguenza anziché comportarsi in modo opposto».
E cioè, in che modo?
«In Parlamento abbiamo chiesto di revocare l’accordo militare con Israele e loro ci hanno risposto di no perché lo considerano strumento di dialogo. È inaccettabile».
Perché?
«In base a quell’intesa, l’Italia sta offrendo addestramento ai piloti dei caccia F35 che ogni giorno bombardano la popolazione inerme della Striscia, ridotta ormai a un cumulo di macerie».
Il ministro della Difesa ha comunque precisato che quel memorandum scade fra un anno. Non si può aspettare?
«No che non si può. Anche perché viene rinnovato tacitamente di cinque anni in cinque anni a meno che — appunto — non intervenga la revoca. Ma non mi pare sia questa l’aria. A proposito di parole vuote. Di gioco delle tre carte sulla pelle dei palestinesi».
Se pure lo disdettassimo, Usa e Regno Unito continuerebbero comunque a fornire armi a Israele.
«È vero, ma questo non significa che un Paese come il nostro, che ha scritto nella Costituzione il ripudio della guerra, debba continuare a sporcarsi le mani di sangue, spedendo armi. Senza dimenticare che l’Italia ha anche votato contro la revisione dell’accordo Ue-Israele, isolandosi dal resto d’Europa. Perché chi devasta scuole, ospedali, campi profughi e uccide 60mila civili, fra cui 20mila bambini, non dovrebbe essere sanzionato? Il diritto internazionale non si applica a convenienza. Chi compie crimini contro l’umanità dev’essere fermato e perseguito, ovunque si trovi. Invece Salvini e Tajani hanno annunciato che se Netanyahu venisse in Italia non verrebbe arrestato. Una patente di impunità che fa orrore. Ci stiamo rendendo complici di un massacro».
Per quale ragione, secondo lei?
«C’entra il rapporto che la Casa Bianca, a cui Meloni è subalterna, intrattiene storicamente con lo Stato ebraico. Ma anche i rapporti diretti dell’Italia: tutta la nostra cyber-sicurezza è supportata da tecnologia israeliana. È un mero calcolo politico. Ripugnante rispetto alla pulizia etnica che si sta portando avanti a Gaza. Ecco perché non basta dire: “Israele si fermi”. È offensivo, profondamente irrispettoso nei confronti di migliaia di vittime innocenti».
Crosetto ha anche detto che lui sabato prossimo in piazza a Roma ci sarebbe pure venuto, se solo non fosse stata organizzata per odio contro il governo. È così?
«È una sua considerazione del tutto falsa. Non c’è nessun odio, solo la voglia di ritrovarsi per urlare al governo che il tempo delle parole è scaduto, servono atti concreti perché anche chi vota a destra non ne no può più della loro pavidità di fronte allo sterminio di un popolo».
Ma allora perché anche Calenda e Renzi hanno ritenuto di indire una manifestazione alternativa?
«L’atteggiamento di Calenda è insultante: la condanna di Hamas, dell’attacco terroristico avvenuto il 7 ottobre e la richiesta del rilascio incondizionato degli ostaggi israeliani sono tutte presenti nella mozione Pd-M5S-Avs che costituisce la piattaforma della nostra manifestazione. Chi pensa di ricavarsi uno spazio di visibilità per distinguersi, sapendo di mentire, lo fa per costruire una divisione. Se non avessimo deciso di scendere in piazza il 7, Calenda non avrebbe convocato la sua a Milano».
Non si poteva trovare un’intesa per includere i centristi?
«La nostra piattaforma è chiara, c’è tutto, compresa la sacrosanta lotta contro l’antisemitismo. Quindi, basta polemiche fatte sulla pelle di chi a Gaza soffre e muore. Se vogliono differenziarsi, lo facciano su altri argomenti, per favore, non su questo».