Referendum, quarto quesito: “Responsabilità anche del committente negli appalti”
di Valentina ConteROMA – Tre morti sul lavoro ogni giorno, 500 mila denunce di infortunio l’anno. È da questi numeri che parte il quarto quesito referendario promosso dalla Cgil per l’8 e 9 giugno. Il tema è la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare negli appalti. La richiesta è abrogare una parte del comma 4 dell’articolo 26 del Testo unico sulla sicurezza (Dlgs 81/2008), quella che oggi esclude la responsabilità del committente – cioè chi affida l’appalto – in caso di danni causati da rischi specifici propri dell’attività dell’appaltatore o del subappaltatore.
Cosa prevede oggi la norma
Secondo la disciplina in vigore, il committente è responsabile in solido con l’appaltatore e i subappaltatori per i danni alla salute subiti dai lavoratori, ma solo per la parte non coperta dagli indennizzi Inail. Tuttavia, questa responsabilità si ferma nel caso in cui l’infortunio derivi da un rischio tipico dell’attività svolta dall’appaltatore: l’uso di un macchinario pericoloso, una lavorazi…
ROMA – Tre morti sul lavoro ogni giorno, 500 mila denunce di infortunio l’anno. È da questi numeri che parte il quarto quesito referendario promosso dalla Cgil per l’8 e 9 giugno. Il tema è la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare negli appalti. La richiesta è abrogare una parte del comma 4 dell’articolo 26 del Testo unico sulla sicurezza (Dlgs 81/2008), quella che oggi esclude la responsabilità del committente – cioè chi affida l’appalto – in caso di danni causati da rischi specifici propri dell’attività dell’appaltatore o del subappaltatore.
Cosa prevede oggi la norma
Secondo la disciplina in vigore, il committente è responsabile in solido con l’appaltatore e i subappaltatori per i danni alla salute subiti dai lavoratori, ma solo per la parte non coperta dagli indennizzi Inail. Tuttavia, questa responsabilità si ferma nel caso in cui l’infortunio derivi da un rischio tipico dell’attività svolta dall’appaltatore: l’uso di un macchinario pericoloso, una lavorazione chimica, un intervento specialistico.
Cosa cambierebbe con il sì
Se il referendum avrà esito positivo, il committente risponderà in solido anche per quei danni. Ma solo nei luoghi che sono sotto il suo controllo giuridico. L’obiettivo dichiarato è estendere le tutele per i lavoratori coinvolti in incidenti sul lavoro e responsabilizzare l’intera filiera. «Le attuali norme – sostiene la Cgil – impediscono di colpire chi affida gli appalti a imprese poco solide, spesso non in regola con le norme antinfortunistiche. Così si lascia il lavoratore senza tutela se l’appaltatore è insolvente».
Le critiche e la replica
Chi è contrario sostiene che sarebbe irragionevole attribuire al committente la responsabilità per rischi fuori dalla sua competenza. Ma la Cgil ribatte: l’estensione non riguarda casi occasionali, bensì intere filiere produttive, dove il committente ha un ruolo economico decisivo. «Bisogna responsabilizzare chi governa la filiera, spingendolo a scegliere imprese solide e in regola. Oggi – spiega il sindacato – se l’appaltatore è insolvente, il lavoratore può restare senza tutele. Questo è inaccettabile”.