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Il fine vita per il centrodestra, l’idea di un giudice tutelare

Marco Cappato dell'associazione Coscioni

 (ansa)

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In Senato si lavora a una norma sul suicidio assistito. L’opposizione attacca sull’ipotesi di un magistrato che decida sulle domande dei cittadini
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Un giudice tutelare che dovrebbe decidere su quando può intervenire il medico per il suicidio assistito. E’ l’idea della maggioranza di centrodestra in Senato, espressa nel Comitato ristretto sul fine vita. La novità cambierebbe le indicazioni della sentenza della Corte Costituzionale che ha escluso la punibilità del medico che partecipa al suicidio assistito di un paziente, aprendo così a questa pratica nel nostro Paese.

I due articoli

A sei anni dalla sentenza il Parlamento non ha ancora fatto la legge sul fine vita, come richiesto dalla Consulta (si è mossa autonomamente solo la Toscana) e la nuova idea è un passaggio ulteriore che allontana la definizione di una norma. L’opposizione si è infatti schierata contro l’idea. Per adesso il provvedimento su cui si è discusso, e che verrà ripreso in mano la prossima settimana, prevede due articoli. Uno sulla “inviolabilità e indisponibilità del diritto alla vita” e uno legato alla sentenza della Consulta. Il presidente della commissione S…

Un giudice tutelare che dovrebbe decidere su quando può intervenire il medico per il suicidio assistito. E’ l’idea della maggioranza di centrodestra in Senato, espressa nel Comitato ristretto sul fine vita. La novità cambierebbe le indicazioni della sentenza della Corte Costituzionale che ha escluso la punibilità del medico che partecipa al suicidio assistito di un paziente, aprendo così a questa pratica nel nostro Paese.

I due articoli

A sei anni dalla sentenza il Parlamento non ha ancora fatto la legge sul fine vita, come richiesto dalla Consulta (si è mossa autonomamente solo la Toscana) e la nuova idea è un passaggio ulteriore che allontana la definizione di una norma. L’opposizione si è infatti schierata contro l’idea. Per adesso il provvedimento su cui si è discusso, e che verrà ripreso in mano la prossima settimana, prevede due articoli. Uno sulla “inviolabilità e indisponibilità del diritto alla vita” e uno legato alla sentenza della Consulta. Il presidente della commissione Sanità Francesco Zaffini (FdI) dice che l’obiettivo è arrivare a un testo unico da portare in aula il 17 luglio. "Perché se i testi saranno due, la strada è già segnata. la maggioranza si voterà il suo, così come farà la minoranza”, dice Zaffini: “Bisogna evitare che si crei il business della morte. Avendo visto che cosa è successo con la 194 vorrei evitare succedesse la stessa cosa. Partirebbero le cliniche della morte e diventerebbe business. non non possiamo rischiare questo, bisogna trovare una via diversa”. Riguardo al giude tutelare, il senatore dice che “è un'ipotesi”.

Le proteste dell’opposizione

“L’introduzione di un giudice tutelare nel provvedimento – dice il senatore Pd Alfredo Bazoli, autore di una proposta di legge sul fine vita - che sia per il controllo delle condizioni per accedere al suicidio assistito, o che sia per il controllo delle modalità di esecuzione, è una follia, perché queste funzioni devono essere attribuite a un comitato multidisciplinare che abbia le competenze per fare le dovute valutazioni”. Cioè tocca alle Asl verificare le varie condizioni, come ha detto la Corte Costituzionale. La senatrice Mariolina Castellone dei Cinquestelle dice che “la maggioranza non trovi alibi, da parte nostra c’è piena disponibilità a lavorare in modo costruttivo per dare finalmente al Paese una legge di civiltà”. Da Avs Tino Magni, che attacca: “Oggi è andato in onda l’ennesimo teatrino della destra sulla pelle dei malati. Nel comitato ristretto era presente un solo senatore di maggioranza, un segnale inequivocabile di cosa pensa la destra di questo tema. Da dicembre a oggi il comitato ristretto non ha prodotto nulla”.

La proposta di legge dell’associazione Coscioni

Intanto, l’Associazione Luca Coscioni ha fatto sapere che giovedì presenterà in Cassazione una nuova proposta di legge di iniziativa popolare per la legalizzazione dell’eutanasia, che sarà depositata in Parlamento non appena saranno raccolte le 50.000 firme necessarie. “Dopo l’ennesima fumata nera del Comitato ristretto istituito al Senato per elaborare un testo base sul tema del fine vita, l’Associazione ha deciso di riattivare gli strumenti di iniziativa popolare per chiedere una legge sul modello di Olanda, Belgio, Lussemburgo e Spagna”.

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