Un secolo dopo, resta un piccolo miracolo. Di tattica clandestina, di resistenza. Firenze, capodanno 1925. Il circolo di cultura viene devastato dalle squadracce fasciste. Mentre Carlo e Nello Rosselli contano ancora i danni, il regime si spinge oltre: il 5 gennaio chiude la sede, d’imperio. Nel mezzo, il 3, Benito Mussolini pronuncia alla Camera il discorso con cui si assume la responsabilità del delitto di Giacomo Matteotti e promette le leggi fascistissime, che diventeranno tra l’altro bavaglio mortale per la stampa. In quelle ore, su impulso dei due fratelli che finiranno assassinati nel 1937, nasce il "Non Mollare", il primo giornale clandestino antifascista in Italia.
Un secolo dopo, si celebra quella pubblicazione con un programma dedicato alla ricorrenza. Lo hanno presentato alla Camera dei deputati la vicepresidente della Camera Anna Ascani, il presidente della fondazione Circolo Fratelli Rosselli, Valdo Spini, e l’assessore alla Cultura al comune di Firenze Giovanni Bettarin…
Un secolo dopo, resta un piccolo miracolo. Di tattica clandestina, di resistenza. Firenze, capodanno 1925. Il circolo di cultura viene devastato dalle squadracce fasciste. Mentre Carlo e Nello Rosselli contano ancora i danni, il regime si spinge oltre: il 5 gennaio chiude la sede, d’imperio. Nel mezzo, il 3, Benito Mussolini pronuncia alla Camera il discorso con cui si assume la responsabilità del delitto di Giacomo Matteotti e promette le leggi fascistissime, che diventeranno tra l’altro bavaglio mortale per la stampa. In quelle ore, su impulso dei due fratelli che finiranno assassinati nel 1937, nasce il "Non Mollare", il primo giornale clandestino antifascista in Italia.
Un secolo dopo, si celebra quella pubblicazione con un programma dedicato alla ricorrenza. Lo hanno presentato alla Camera dei deputati la vicepresidente della Camera Anna Ascani, il presidente della fondazione Circolo Fratelli Rosselli, Valdo Spini, e l’assessore alla Cultura al comune di Firenze Giovanni Bettarini, nell’ambito dell’estate fiorentina 2025. Ad occuparsi della manifestazione sarà la compagnia teatrale dei Chille de la Balanza.
La scelta del Non Mollare non è casuale, perché quell’esperienza fece storia: per ventidue volte riesce ad andare in stampa, sfidando la censura. La cadenza è ovviamente legata all’efficienza della repressione: ‘’Esce quando può”, c’è scritto, perché viene stampato e diffuso clandestinamente a Firenze solo quando i promotori riescono a ‘bucare’ il bavaglio degli sgherri del Duce.
È una redazione straordinaria, quella del Non Mollare: oltre a Carlo e Nello Rosselli, Ernesto Rossi, Nello Traquandi, Tommaso Ramorino. Tutti loro si ispirano a Gaetano Salvemini. Quando il periodico riesce a pubblicare il memoriale di Filippo Filippelli, uno dei responsabili del delitto Matteotti, vengono stampate ben 25 mila copie. La fine è solo questione di tempo, però: nella notte tra il 3 e 4 ottobre 1925 la violenza fascista si abbatte su chi diffonde il giornale. Vengono uccisi i socialisti Gustavo Console e Gaetano Pilati, assieme al repubblicano Giovanni Becciolini. Rosselli e Salvemini riescono a fuggire da Firenze. Verrà stampato un ultimo numero del Non Mollare, poi le pubblicazioni cessano.
I fatti del 3-4 ottobre, ricorda Spini, hanno in seguito ispirato il libro di Vasco Pratolini, "Cronache di poveri amanti" e l'omonimo film di Carlo Lizzani. ‘’Rosselli e i suoi compagni proseguirono la lotta - aggiunge - Carlo condusse il movimento di Giustizia e Libertà. Con il fratello Nello furono uccisi il 9 giugno 1937 a Bagnoles de l’Orne in Francia dall'organizzazione terroristica di destra della Cagoule, su mandato del governo fascista italiano. Non a caso, la prima manifestazione del programma predisposto per l’estate fiorentina è dedicata il 9 giugno proprio all’ottantottesimo anniversario dell’assassinio dei fratelli Rosselli’’. Una cerimonia, organizzata dalla municipalità di Bagnoles de l’Orne, che si svolgerà il 18 giugno anche al monumento eretto sul luogo del delitto.