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Savino: “Sull’8 per mille dialogo assente, governo scorretto con i vescovi”

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Intervista al vicepresidente Cei: “Se si allargano le finalità dell’utilizzo da parte dello Stato ci sarà di fatto sempre meno margine per le confessioni religiose”
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Non è «una questione di soldi», ma «di rispetto». Francesco Savino, vicepresidente della Cei, lo ribadisce con fermezza. Definisce «una scorrettezza istituzionale» le modifiche alle destinazioni d’uso dell’8xmille per la quota statale.

Eccellenza, il cardinale Zuppi si è detto «deluso» dal governo: lo è anche lei?

«Il nostro presidente è l’uomo del dialogo e del confronto. Se è intervenuto su questo tema, lo ha fatto perché c’è un accordo bilaterale e, nel momento in cui si interviene sui contenuti, il cambiamento va condiviso tra tutte le parti. Però attenzione: il cardinale ha sottolineato che noi non vogliamo i soldi a prescindere, noi mettiamo al centro i progetti che facciamo per i poveri e con i poveri».

Perché una modifica alle destinazioni di spesa di pertinenza dello Stato dovrebbe essere considerata dannosa per la Chiesa?

«È una questione di tutela della legalità, la Chiesa italiana non vuole favori. Se il governo allarga le finalità della richiesta dell’8xmille allo Stato, …

Non è «una questione di soldi», ma «di rispetto». Francesco Savino, vicepresidente della Cei, lo ribadisce con fermezza. Definisce «una scorrettezza istituzionale» le modifiche alle destinazioni d’uso dell’8xmille per la quota statale.

Eccellenza, il cardinale Zuppi si è detto «deluso» dal governo: lo è anche lei?

«Il nostro presidente è l’uomo del dialogo e del confronto. Se è intervenuto su questo tema, lo ha fatto perché c’è un accordo bilaterale e, nel momento in cui si interviene sui contenuti, il cambiamento va condiviso tra tutte le parti. Però attenzione: il cardinale ha sottolineato che noi non vogliamo i soldi a prescindere, noi mettiamo al centro i progetti che facciamo per i poveri e con i poveri».

Perché una modifica alle destinazioni di spesa di pertinenza dello Stato dovrebbe essere considerata dannosa per la Chiesa?

«È una questione di tutela della legalità, la Chiesa italiana non vuole favori. Se il governo allarga le finalità della richiesta dell’8xmille allo Stato, di fatto ci sarà meno margine per le religioni. Ed è giusto sottolineare che la questione riguarda anche le altre confessioni coinvolte nel patto».

Palazzo Chigi ha puntualizzato che l’introduzione della scelta tra le destinazioni di spesa della quota statale risale al 2019, con il governo Conte 2, mentre nel 2023 è stata aggiunta solo un’opzione.

«Che al governo ci siano Meloni o Conte, noi vogliamo poter interagire: il nostro presidente è stato molto chiaro e non vanno decontestualizzate le frasi».

Ritiene che manchi dialogo tra Stato e Chiesa?

«Su questo tema specifico è mancato».

Si può ipotizzare che ci sia una motivazione politica dietro all’intervento sull’8xmille?

«Sono contrario alle interpretazioni dei doppi pensieri quindi non voglio fare un processo alle intenzioni. Abbiamo constatato però una metodologia che non è onesta nel rapporto istituzionale».

Nel 2015 la Corte dei Conti accusava: lo Stato mostra disinteresse per la quota di propria competenza. Non è apprezzabile che ora sia stata affrontata la questione?

«La Corte dei Conti contestava disinteresse, invece si sono allargate le finalità della spesa e questo andava concordato».

Nel 2024 sono state ripartite le quote del 2020 e le firme per la Chiesa cattolica si sono attestate al 70 per cento, quindici anni prima erano l’86 cento. Un crollo progressivo che precede le modifiche alla quota statale. Come lo spiega?

«Sappiamo che c’è in atto una scristianizzazione, un allontanamento su cui ci stiamo interrogando. Ne parleremo con papa Leone XIV nell’incontro che avremo tra pochi giorni. È chiaro che la nostra priorità è la trasmissione della fede, ma questa missione non può prescindere da una Chiesa credibile».

Hanno pesato anche gli scandali?

«Quello che è successo in passato ha contribuito, ma rivendico il nostro impegno per la trasparenza. Io sono vescovo in una zona periferica della Calabria, con i 5 pani e 2 pesci che abbiamo facciamo condivisione, solidarietà, vicinanza. L’8xmille è finalizzato alle persone fragili di cui parlava Zuppi: su questo va concentrato il confronto».

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