In Italia è arrivata ieri, con un volo da Miami. Nei terminali della nostra polizia in serata è stata recapitata la “red notice”: ricercata dall’Interpol, bisogna arrestarla. Ma Carla Zambelli, l’ex deputata conservatrice brasiliana, vicinissima all’ex presidente Jair Bolsonaro, ha anche un passaporto italiano. E dunque non sarà automatico estradarla. Anche perché, come denuncia il deputato di Avs, Angelo Bonelli, la Zambelli in Italia ha tanti conoscenti: «Come il suo amico Bolsonaro ha sempre avuto ottimi rapporti con la Lega e alcuni suoi dirigenti. Ma parliamo di un persona con una condanna definitiva a dieci anni, non può esserci alcuna ambiguità».
Zambelli, come è ricostruito nelle 14 pagine di mandato di cattura internazionale che Repubblica ha potuto consultare, è stata condannata il 14 maggio scorso a dieci anni per aver bucato, insieme con un hacker, la rete del Consiglio nazionale di giustizia e aver provato a inserire documenti falsi per infangare un giudice della Corte su…
In Italia è arrivata ieri, con un volo da Miami. Nei terminali della nostra polizia in serata è stata recapitata la “red notice”: ricercata dall’Interpol, bisogna arrestarla. Ma Carla Zambelli, l’ex deputata conservatrice brasiliana, vicinissima all’ex presidente Jair Bolsonaro, ha anche un passaporto italiano. E dunque non sarà automatico estradarla. Anche perché, come denuncia il deputato di Avs, Angelo Bonelli, la Zambelli in Italia ha tanti conoscenti: «Come il suo amico Bolsonaro ha sempre avuto ottimi rapporti con la Lega e alcuni suoi dirigenti. Ma parliamo di un persona con una condanna definitiva a dieci anni, non può esserci alcuna ambiguità».
Zambelli, come è ricostruito nelle 14 pagine di mandato di cattura internazionale che Repubblica ha potuto consultare, è stata condannata il 14 maggio scorso a dieci anni per aver bucato, insieme con un hacker, la rete del Consiglio nazionale di giustizia e aver provato a inserire documenti falsi per infangare un giudice della Corte suprema, Alexander de Moares. «Nel 2022 - ricostruisce ancora Bonelli- ha puntato una pistola contro un suo oppositore politico». Zambelli è considerata poi “la regina delle fake news”, un pezzo fondamentale di un network internazionale che muove disinformazione a fini politico-elettorali. Fu lei a immaginare e divulgare una serie di notizie nel 2022 contro il presidente eletto Lula. Per questo motivo – la diffusione di disinformazione sul sistema di voto - è stata anche dichiarata ineleggibile dal tribunale elettorale di San Paolo.
La condanna, si diceva, è arrivata il 25 maggio e, poche ore prima che diventasse esecutiva, è volata negli Stati Uniti. «Ho un passaporto italiano, potete anche mettermi alle calcagna l’Interpol, non mi faranno uscire dall’Italia», ha detto Zambelli ai media brasiliani prima di partire. «Sono cittadina italiana e sono intoccabile lì, a meno che la giustizia italiana non mi arresti». Ieri sera proprio in Brasile si era sparsa la voce che fosse stata già fermata in Italia, notizia però che le autorità a tarda ora non confermavano.
Certo è che una volta rintracciata la donna dovrà essere necessariamente fermata. Toccherà poi alla procura generale presso la Corte d’Appello competente procedere o meno alla convalida. Più difficile la questione dell’estradizione. Perché è vero che esiste un trattato con il Brasile, ma è altrettanto vero che l’estradizione per i cittadini italiani, come Zambelli, non è automatica. La questione è molto delicata per i rapporti tra Italia e Brasile: il caso è sulle prime pagine di tutti i siti, le televisioni e i giornali in Sud America e, dopo la vicenda Cesare Battisti, si rischia un nuovo incidente tra i due paesi. Anche per questo Bonelli, che ha presentato un’interrogazione urgente, ha chiesto «se non ritengano di modificare, al primo provvedimento utile, le norme per revocare la cittadinanza a coloro che sono stati condannati per un delitto di golpe o tentato golpe, di crimini contro l’umanità, di istigazione a sovvertire gli ordinamenti degli Stati». «L’Italia – ha aggiunto - non può diventare un paradiso per i criminali, né garantire loro immunità. Avverto il governo: non può ripetersi quanto accaduto con il libico Almasri. Un governo che da un lato restringe i diritti per ottenere la cittadinanza e dall’altro consente situazioni di questo genere è gravemente contraddittorio»