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“Bene tutele legali e bodycam per gli agenti, ma sugli 007 liberi di delinquere si è andati oltre”

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Felice Romano, segretario generale del sindacato di polizia Siulp: “Il decreto sicurezza ha luci e ombre. Non distinguere tra chi fomenta il disordine organizzato e gli operai che occupano una strada per difendere il posto di lavoro rischia di compromettere il fondamentale patto di fiducia tra cittadini e forze dell’ordine”
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“Finalmente le doverose tutele legali per chi ogni giorno mette la propria vita al servizio dei cittadini. E finalmente anche le bodycam sulle divise che ci permetteranno di riprendere i nostri interventi. Il decreto sicurezza che adesso è legge risponde alle nostre richieste ma non sarei onesto se non dicessi che ci sono alcune cose che non mi piacciono”.

Felice Romano, lei è il segretario del Siulp, il più rappresentativo sindacato di polizia. I poliziotti sono contenti, aspettavano da tempo queste misure. Non siete soddisfatti?

"Se parliamo delle tutele legali, possiamo dirci parzialmente soddisfatti. Diamo atto al governo di avere risposto all’esigenza di chi ogni giorno mette la propria vita a tutela della collettività. In un paese civile credo sia un atto dovuto. Mesi fa qualcuno parlava di scudo penale, una misura che non è mai stata sul tavolo. Non abbiamo mai chiesto nè impunità nè immunità, nè alcuna corsia privilegiata, ma serenità. È chiaro che un uomo delle forze dell’or…

“Finalmente le doverose tutele legali per chi ogni giorno mette la propria vita al servizio dei cittadini. E finalmente anche le bodycam sulle divise che ci permetteranno di riprendere i nostri interventi. Il decreto sicurezza che adesso è legge risponde alle nostre richieste ma non sarei onesto se non dicessi che ci sono alcune cose che non mi piacciono”.

Felice Romano, lei è il segretario del Siulp, il più rappresentativo sindacato di polizia. I poliziotti sono contenti, aspettavano da tempo queste misure. Non siete soddisfatti?

"Se parliamo delle tutele legali, possiamo dirci parzialmente soddisfatti. Diamo atto al governo di avere risposto all’esigenza di chi ogni giorno mette la propria vita a tutela della collettività. In un paese civile credo sia un atto dovuto. Mesi fa qualcuno parlava di scudo penale, una misura che non è mai stata sul tavolo. Non abbiamo mai chiesto nè impunità nè immunità, nè alcuna corsia privilegiata, ma serenità. È chiaro che un uomo delle forze dell’ordine che si trova coinvolto in un evento che costituisce reato durante il servizio deve affrontare spese ingenti. Ecco adesso almeno quello non sarà più un problema, naturalmente se si verrà giudicati innocenti”.

Gli agenti verranno comunque iscritti nel registro degli indagati?

"Sì, ma noi non abbiamo mai ritenuto l’atto dovuto come l’iscrizione nel registro degli indagati un problema. Va a tutela di chi è indagato come per qualsiasi cittadino. Il problema casomai sono i tempi della giustizia che, tanto per dirne una, comportano il congelamento di un possibile avanzamento di carriera”.

Le bodycam vi piacciono?

"Certo che sì. Oggi era possibile utilizzarle solo nei servizi di ordine pubblico, adesso potranno essere indossate anche da chi fa servizio sul territorio, ad esempio sulle volanti. È un fatto di civiltà a tutela del cittadino ma anche delle forze dell’ordine che dimostra il grado di consapevolezza che stiamo dimostrando. Chi fa il nostro lavoro può anche sbagliare, ma un conto è un errore, un conto è un atto premeditato e le bodycam ci daranno la possibilità di totale trasparenza mettendoci al riparo da quel linciaggio mediatico che spesso subiamo quando da qualche filmato viene estrapolato un frame”.

Andiamo a quello che non le piace di questo decreto.

"Innanzitutto l’articolo che regola l’attività degli appartenenti ai servizi di sicurezza. Non lo condivido da cittadino e ancora meno da poliziotto. Praticamente significa dare loro licenza di uccidere. Perché una cosa è non considerare reato e dunque tutelare l’attività di un’agente sotto copertura infiltrato in un’organizzazione di trafficanti di droga, altro è lasciare liberi gli 007 di partecipare o addirittura dirigere organizzazioni terroristiche internazionali. Parliamo di fatti che attentano alla sicurezza nazionale. Direi che siamo andati ben oltre”.

Il decreto sicurezza istituisce 14 nuovi reati e punisce con la reclusione chi occupa una strada o fa resistenza passiva, misure che fanno parlare di una svolta autoritaria e preoccupano larghe fasce della popolazione.

"Lo capisco e in parte lo condivido pure. Perchè una cosa è colpire i professionisti del disordine, quelli che arrivano incappucciati alle manifestazioni con una precisa regia in mente per dar vita a scontri, altra cosa è punire la protesta degli operai di una fabbrica che lottano per il posto di lavoro o di studenti che chiedono attenzione per le loro rivendicazioni. Io credo che la generalizzazione possa far perdere quello che dovrebbe essere l’obiettivo di tutti: rinsaldare il vincolo di fiducia che lega i cittadini alle forze di polizia, attorno al quale gira la tenuta sociale di un Paese. Comunque una cosa voglio sottolinearla: la polizia non opera secondo il colore del governo ma nel rispetto delle leggi su cui abbiamo giurato”.

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