Non è stato raggiunto il quorum ai referendum con l’affluenza che si è fermata al 30,6 per cento, molto lontana dal quorum del 50%+1. Si votava su cinque quesiti: quattro sul lavoro e uno sulla cittadinanza, dove i Sì sono stati molti meno rispetto agli altri. Il centrodestra esulta. “Il campo largo è morto, la campagna di odio ha schifato gli elettori”, tuona il presidente del Senato Ignazio La Russa. Il segretario della Cgil Maurizio Landini ammette la sconfitta ma nessun passo indietro: “Dimissioni? Non ci penso proprio”. Il Pd si divide e si interroga sul flop. Con la segretaria Elly Schlein che ringrazia i 14 milioni che hanno deciso di votare “sono più di quelli che hanno votato Meloni”.
Comitato cittadinanza: “È stato il primo passo”
"Il referendum ha mostrato la realtà, di cui si deve prendere atto. Il punto è cosa abbiamo intenzione di fare adesso come Paese, come comunità e come italiani. Vogliamo continuare a subire una restrizione delle libertà sempre più evidente, una criminalizzazione del cittadino? Quello del referendum è stato un primo passo”, sottolinea Sonny Olumati, co-presidente del Comitato Referendum Cittadinanza e vicepresidente del movimento Italiani senza cittadinanza, a margine della conferenza del Comitato organizzato da Riccardo Magi, presidente del partito +Europa promotore del quesito sulla cittadinanza. "La cittadinanza non si regala, nessuna persona nata in Italia e che ha dovuto attendere 18 anni pensa che quel documento gli venga regalato. Ci sono dei requisiti veramente stringenti: sulla residenza, legali, conoscenza della lingua italiana. Non è mai stato un regalo e non lo sarà mai", conclude.
Arianna Meloni: “Sonora bocciatura per le opposizioni”
"Mentre noi creiamo posti di lavoro, le opposizioni hanno voluto pompare un referendum contro il governo Meloni. È stata una sonora bocciatura, doppia per quanto riguarda il quesito sulla cittadinanza, dove i sì sono stati molti di meno”, osserva Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di FdI, al termine di una giornata di visita a Lampedusa.
Piantedosi: “Non ho votato al referendum”
"No, non ho votato al referendum", fa sapere il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ospite a Otto e Mezzo su La 7. "Non ho votato perchè ritengo l'istituto referendario troppo nobile per essere strumentalizzato e utilizzato per fini politici di una parte”.
Lega: “La democrazia vince, perde l’arroganza della sinistra”
"La democrazia vince, perde l'arroganza della sinistra. Massimo rispetto per chi è andato a votare e per chi ha scelto di non farlo: la maggioranza degli italiani ha scelto di non sostenere i referendum, evitando il tranello di un campo largo alla deriva su temi importanti come il lavoro e ribadendo un sonoro 'no' alla cittadinanza facile. Un dato è certo: l'opposizione è ormai lontana dalla realtà", il commento dei capigruppo della Lega alla Camera e al Senato Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo.
Bonaccini: “Obiettivo mancato ma destra non irrida”
"Che il quorum fosse difficilmente raggiungibile era noto: d'altra parte neppure nel voto in diverse elezioni amministrative lo si è raggiunto, a dimostrazione che la disaffezione verso la politica è diventato il primo e cruciale problema della democrazia. Lo è ovunque, ma solo qui succede che chi governa non si ponga il problema e incoraggi addirittura il disimpegno, a proposito del rispetto che questa destra ha per gli elettori e le istituzioni – dice in una nota il presidente del Pd Stefano Bonaccini – In ogni caso si è mancato l'obiettivo e quando oltre due terzi degli italiani non rispondono è necessario riflettere. Fossi nella destra, tuttavia, eviterei certi toni di scherno: pochi o tanti che siano, i circa 14 milioni di elettori che hanno partecipato sono più della somma dei voti di tutti i partiti che sostengono il governo Meloni alle ultime elezioni politiche. Dunque consiglierei di tenerne conto e non deriderli".
Ai quesiti 1, 2 e 3 affluenza definitiva al 30,58. A quesisti 4 e 5 affluenza al 30,59%: non c’è quorum
Affluenza definitiva sotto al 31% ai referendum su lavoro e cittadinanza: non c'è il quorum. I dati definitivi relativi alle 61.591 sezioni su 61.591, dicono che ai quesiti 1 (Reintegro licenziamenti illegittimi), 2 (Licenziamenti e limite indennità) e 3 (Tutela contratti a termine) l'affluenza è stata del 30,58% mentre ai quesiti 4 (Responsabilità infortuni sul lavoro) e 5 (Cittadinanza italiana) la percentuale dei votanti è stata del 30,59%.
Affluenza al 30,6 con 100% delle sezioni esaminate
Secondo i dati del Viminale, a urne chiuse sui referendum, l'affluenza media nazionale è stata del 30,6% È il valore che emerge dall'esame di tutte le 61.591
sezioni in Italia e riferito ai cinque quesiti.
Schlein: “Boicottati dalla desta che deride gli elettori ma ha poco da festeggiare”
Per la segretaria del Pd, Elly Schlein, la destra "ha fatto una vera e propria campagna di boicottaggio politico e mediatico di questo voto ma hanno ben poco da festeggiare: per questi referendum hanno votato più elettori di quelli che hanno votato la destra mandando Meloni al governo nel 2022. Quando più gente di quella che ti ha votato ti chiede di cambiare una legge dovresti riflettere invece che deriderla".
Schlein: “Oggi la destra ha perso anche Taranto, più motivati a costruire l’alternativa”
Continua Elly Schlein analizzando anche il voto delle comunali: “Oggi la destra ha perso, dopo Genova, Assisi e Ravenna, anche a Taranto. La politica che tifa l'astensione si fa male da sola, è sempre importante quando gli elettori si possono esprimere. E noi continueremo a fare una grande campagna democratica per ridurre l'astensionismo e costruire un'alternativa. Andremo avanti a batterci per migliorare le condizioni materiali delle persone che questo governo ha completamente rimosso. Continueremo nell'impegno a fianco di quei milioni di elettori che sono andati a votare sperando di ridurre la precarietà e rendere l'Italia più giusta, ci motivano ancora di più nel costruire l'alternativa".
Schlein: “Grazie a oltre 14 milioni, sono più di quelli che hanno votato Meloni. Ne riparliamo alle politiche”
"Grazie alle oltre 14 milioni di persone che hanno deciso di votare e tutti coloro che si sono mobilitati per far contare il voto dei cittadini. Per noi il vostro voto conta – commenta la segretaria del Pd, Elly Schlein – Peccato per il mancato raggiungimento del quorum, sapevamo che sarebbe stato difficile arrivarci, ma i referendum toccavano questioni che riguardano la vita di milioni di persone ed era giusto spendersi nella campagna al fianco dei promotori, senza tatticismi e senza ambiguità. Sui temi del lavoro e della cittadinanza, che sono costitutivi per una forza progressista, continueremo a impegnarci in Parlamento con le nostre proposte. La differenza tra noi e la destra di Meloni è che oggi noi siamo contenti che oltre 14 milioni di persone siano andate a votare, mentre loro esultano perché gli altri non ci sono andati. Ne riparliamo alle prossime politiche", promette la segretaria dem.
Taruffi (Pd): “I distinguo non prevalgano sull’interesse generale del partito”
Le posizioni di Gualmini e Picierno critiche con la scelta di sostenere il referendum? "Io credo che tutte le discussioni siano legittime, in direzione abbiamo votato per schierare il partito l'importante è che non prevalgano sugli interessi generali. Quando i distunguo prevalgano sugli interessi generali sia un problema. Io credo che la prima alleanza che dobbiamo fare la dobbiamo fare con i cittadini", risponde Igor Taruffi, responsabile Organizzazione del Pd, intervenendo allo 'Speciale TgLa7'.
Taruffi (Pd): “La strada è lunga ma la direzione è giusta”
Nel Pd si analizza il voto. "Il primo dato è che non abbiamo raggiunto il quorum – osserva Igor Taruffi, responsabile organizzazione del Pd, intervenendo allo Speciale TgLa7 – Nei prossimi giorni guarderemo anche alla stratificazione di chi è andato al voto e secondo me troveremo molti giovani. Ci sono 15 milioni di italiani che chiedono più sicurezza sul lavoro e meno precarietà. Quindi il lavoro dovrà rimanere al centro dell'agenda politica, di chi governa e di chi fa opposizione. Giusto aderire? Sì, bisogna fare una strada lunga, ma bisogna anche partire dalla parte giusta e la direzione è giusta".
Bonelli e Fratoianni (Avs): “Il 30% che vota è il cuore dell’alternativa”
"Il quorum non è stato raggiunto, è vero – ammettono Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni di Avs – Ma ci sono oltre 15 milioni di cittadine e cittadini che hanno scelto di votare, e con circa 13 milioni di Sì, lanciano un messaggio forte e chiaro, più forte persino del consenso che oggi regge Giorgia Meloni a palazzo Chigi. Se Meloni crede che l'astensione sia un segnale politico a suo favore, commette un grave errore. Certo, quei 13 milioni non sono nemmeno 'nostri', ma di un'Italia che chiede ascolto, che pretende impegno. Ed è con questa parte del Paese che vogliamo costruire l'alternativa". Continuano Bonelli e Fratoianni: "Alle prossime elezioni politiche non ci sarà un quorum a salvare Giorgia Meloni. E soprattutto non potrà essere ignorata la realtà quotidiana di milioni di persone colpite dal lavoro povero, dalla precarietà e dall'insicurezza nei luoghi di lavoro. Temi su cui questo governo non solo tace, ma agisce per peggiorare le condizioni dei lavoratori con leggi che aumentano sfruttamento e fragilità. Meloni sappia che le persone non si astengono perché stanno con lei, ma perché non credono più nella politica. E questo disincanto ha radici profonde: negli ultimi vent'anni, i governi - di ogni colore - hanno sistematicamente disatteso la volontà popolare espressa nei referendum. L'esempio più eclatante è quello dell'acqua pubblica: nel 2011 si raggiunse il quorum e vinsero i sì, ma la gestione dell'acqua è ancora lontana dal riconoscimento come bene comune. Lo stesso vale per il nucleare: bocciato due volte dai cittadini, eppure riproposto oggi proprio dal governo Meloni. È così che si distrugge la fiducia. A noi tocca il compito più difficile, ma più urgente: ricostruire il legame di fiducia tra cittadini e istituzioni. Non con slogan, ma con impegni seri, chiari, e mantenuti. Grazie al comitato referendario, che ha promosso una straordinaria stagione di dibattito democratico nel Paese, raccogliendo firme e portando avanti la voce di chi vuole un'Italia più giusta, solidale e trasparente. Con loro continueremo a camminare", concludono Bonelli e Fratoianni.
Boschi (Iv): “Meloni cadrà per aumento degli scandali e diminuzione degli stipendi”
"Rassicuro Fratelli d'Italia. Meloni non cadrà per un referendum ma perché in questo paese aumentano gli scandali e gli spionaggi e diminuiscono stipendi e sicurezza", scrive sui social la presidente dei deputati di Italia viva, Maria Elena Boschi, che aggiunge: "Un tempo Meloni esultava per i risultati delle elezioni, ora è costretta a sperare nelle astensioni. Qualcosa sta cambiando".
In alcune sezioni a Roma raggiunto il quorum, con il 55%
Alcune sezioni a Roma hanno visto percentuali di affluenza alle urne che hanno superato il 50%, raggiungendo il quorum referendario: è il caso di una sezione di via Ruggero Borghi, nel rione Esquilino, dove si è arrivati al 51% dei votanti; nel quartiere di Montesacro (piazza Monte Baldo) alcune sezioni hanno superato il 50% (50,26%) o lo hanno sfiorato. Alla periferia nord est della Capitale, nella zona di Ponte Mammolo, in piazzale Hegel si supera il 52% dei votanti in una sezione, il 55% in un'altra. Alta la percentuale dei votanti anche in via Pomona dove si arriva in una sezione al 49%. Anche in alcune sezioni di via Tiburtina si arriva al 54%; percentuali alte anche sulla Casilina. A via dei Sardi, zona San Lorenzo, si supera il 56%. Bassa invece l'affluenza sulla via Prenestina: alcune sezioni si fermano al 27% e sulla via Portuense (24%).
A Roma l’affluenza al 36,18%, sopra alla media nazionale
L'affluenza a Roma città è stata superiore alla media nazionale: si attesta infatti al 36,18%. A Roma e provincia l'affluenza è del 33,97%. Nel Lazio l'affluenza al referendum è del 31,87% leggermente sopra dunque alla media nazionale che si ferma al 30,58%.
Renzi: “Quesiti ideologici. Il centrosinistra per vincere deve parlare di futuro”
"Il referendum non ha raggiunto il quorum, come facilmente prevedibile. I quesiti sul lavoro erano ideologici e rivolti al passato. Spero che sia chiaro che per costruire un centrosinistra vincente bisogna parlare di futuro, non di passato", scrive su X, il leader di Italia viva, Matteo Renzi.
A Viterbo vota anche signora Natalina di 102 anni
Si chiama Natalina Romeo Arena, e con i suoi 102 anni è l'elettrice più anziana di Viterbo. I suoi occhi hanno visto nascere la Repubblica e la Costituzione, il 2 giugno del 1946, quando alle donne è stato concesso il voto alle elezioni politiche per la costituente e al referendum tra Repubblica e Monarchia. Ieri pomeriggio la signora Natalina, accompagnata dai suoi familiari si è recata al seggio del quartiere Viterbese Ellera, per esercitare, come ha sempre fatto, il suo diritto al voto. Un gesto semplice, ma carico di significato che dimostra suo spiccato senso del dovere e partecipazione civica.
A Nuoro affluenza al 59%, superato il quorum
A Nuoro la somma delle elezioni comunali, e in particolare del primo turno, hanno trainato il referendum: nella città natale della governatrice sarda Alessandra Todde il quorum è stato superato con il 59,19%. È quanto emerge dai dati del Viminale con tutte le 44 sezioni cittadine esaminate. Nuoro è uno dei 7 Comuni sardi che è andato al voto per scegliere il sindaco.
Youtrend: affluenza più alta in provincia Firenze
Secondo l'analisi dei sondaggi politici YouTrend sui referendum, la provincia con l'affluenza più alta è Firenze a quota 46%, mentre Bolzano è quella con l'affluenza più bassa con il 15,9%.
Landini: “Nell'appello al non voto messa in gioco la democrazia”
“Una certa politicizzazione dei referendum non ha permesso di discutere di contenuti. Negli ultimi giorni alcuni esponenti di governo interrogati sui quesiti non sapevano i contenuti e contemporaneamente chiedevano di non andare a votare. Un elemento di responsabilità grave. Non stanno mettendo in discussione la Cgil, in gioco c'è la democrazia del Paese – prosegue il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in conferenza stampa sui referendum – Sì, la democrazia costa. Mi dovrei preoccupare che per ridurre i costi non si debba andare a votare?", domanda ricordando che "avevamo chiesto si votasse insieme alle comunali, al primo turno".
Landini: “L’Italia soffre di una crisi democratica evidente”
“Sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata, in un Paese come l'Italia dove c'è una crisi democratica evidente” analizza Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, durante la conferenza stampa presso il Centro congresso Frentani, sede del comitato promotore. Il leader sindacale poi aggiunge: "Questa è stata un'esperienza importante".
Landini: “14 milioni di persone chiedono risposte”
"C'è un terzo di questo Paese, tra i 14 e i 15 milioni di persone che hanno votato, che pensa che sui temi del referendum servano risposte precise e chiede di cambiare. Questo mese e mezzo ci ha permesso di rimettere al centro il tema del lavoro e dei lavoratori", continua il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in conferenza stampa. "Ripartiamo" da questo dato, aggiunge Landini, rimarcando che "il voto non è contro il governo o un partito ma per cambiare leggi balorde fatte da questo governo o da altri passati".
Landini: “Lasciare? Non ci penso neanche lontanamente”
“Non ci penso neanche lontanamente, non credo sia oggetto di discussione. Sono abituati" i politici "a lavorare in un certo modo, in Cgil è sempre una discussione collettiva, come è stato il lavoro di questi mesi, non c'è uno che sceglie per gli altri". Così il segretario Cgil Maurizio Landini in conferenza stampa rispondendo a una domanda sulla possibilità di dimettersi dopo il mancato raggiungimento del quorum. "Naturalmente dovremo fare un approfondimento nei prossimi giorni per capire ma chi nonostante tutto quello che è avvenuto, nonostante la disinformazione, ha investito su di noi e noi abbiamo la responsabilità di dare voce a chi è andato a votare e continuare una battaglia per il futuro del Paese", aggiunge.
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Zanella (Avs): “La Russa si dia un contegno”
La capogruppo Avs alla Camera, Luana Zanella replica al presidente del Senato: "Ignazio La Russa è la seconda carica dello Stato, si dia un contegno. Usa parole di disprezzo nei confronti delle opposizioni, capiamo che nella sua cultura le opposizioni sono un fardello ma gli ricordiamo che siamo in democrazia, cambi tono perché l'odiatore sembra proprio lui".
La Russa: “Landini più lucido ma ha sbagliato”
“Maurizio Landini si è dimostrato più lucido degli altri, ma non per questo va completamente giustificato – continua su La7 il presidente del Senato, Ignazio La Russa – Non si può parlare guardando a modificare norme vecchie ormai da diversi anni, fatte alcune proprio dalla sinistra, con un referendum, ci sono le strade in Parlamento per discutere e affrontare questi temi, cercando di arrivare il più possibile al proprio pensiero. Credo che anche lui abbia sbagliato, sia pure non nel modo volgare con cui si sono comportati gli altri, una sua concezione diversa delle leggi sul lavoro".
La Russa: “Il campo largo è definitivamente morto”
“Hanno tentato di trasformare questo referendum in una vicenda interna di partito: anziché fare un congresso, hanno pensato di far spendere milioni allo Stato per vedere se aveva ragione Schlein o i suoi oppositori; e credo che gli altri hanno tentato di fare un referendum contro il boverno. Hanno perso gli uni e gli altri, inutile infierire, ma spero che gli serva per il futuro". Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, intervenendo su La7 aggiungendo che "ha ragione comunque chi ha detto che il campo largo, semmai fosse nato, oggi è definitivamente morto".
La Russa: “Ho votato no su morti sul lavoro. A loro ci inchiniamo”
“Solo per eccesso di opportunità istituzionale sono andato a votare e ho votato per un solo referendum: quello sugli incidenti sul lavoro. Si tratta di un tema che considero molto delicato ed è sbagliato affrontarlo in un referendum: riguarda la vita e la morte di tanti lavoratori a cui dobbiamo inchinarci con rispetto" e non affrontare il tema "con un referendum", fa sapere il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in collegamento con lo speciale de La7.
Landini: “L’obiettivo era il quorum, chiaro che non è stato raggiunto”
"Il nostro l'obiettivo era raggiungere il quorum, è chiaro che non lo abbiamo raggiunto. Oggi non è una giornata di vittoria. Contemporaneamente gli ultimi dati ci dicono che sono oltre 14 milioni le persone che hanno votato nel nostro paese cui si aggiungeranno gli italiani all'estero: un numero importante, un numero di partenza. I problemi che abbiamo posto con i referendum rimangono sul tavolo". Così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in conferenza stampa dopo la chiusura dei seggi, nella sede del Comitato promotore per i referendum sul lavoro, dove ha atteso i risultati insieme al resto della segreteria confederale.
Picierno (Pd): “Sconfitta seria ed evitabile, regalo enorme a Meloni”
"Una sconfitta profonda, seria, evitabile. Purtroppo un regalo enorme a Giorgia Meloni e alle destre. Fuori dalla nostra bolla c'è un Paese che vuole futuro e non rese di conti sul passato. Ora maturità, serietà e ascolto, evitando acrobazie assolutorie sui numeri", scrive sui social l'eurodeputata Pd Pina Picierno
A Matera quorum superato: affluenza al 53,3%
A Matera - dove si è votato anche per il ballottaggio tra Roberto Cifarelli (centrosinistra) e Antonio Nicoletti (centrodestra) - il quorum per il referendum è stato superato. Nella città dei Sassi l'affluenza definitiva è stata del 53,3%.
La Russa: “La campagna di odio ha schifato gli elettori”
"La loro volgare campagna di disistima o, peggio, di odio nei miei confronti ha avuto un effetto: ho votato per un solo quesito. Senza queste loro parole, forse avrei votato no a tutti e cinque i referendum. Insomma, Schlein, Bonelli e i vari opinionisti schierati hanno fatto perdere non guadagnare punti all'affluenza", ribadisce Ignazio La Russa a La7. "Posso testimoniare - riprende il presidente del Senato - che tantissimi sono rimasti schifati da questa campagna di disistima che diventa di odio. Inutile infierire su Schlein, hanno tentato di trasformare questo referendum in una vicenda interna per quanto riguarda il Pd per vedere se ha ragione Schlein o i suoi oppositori. E gli altri lo hanno trasformato in un referendum contro il governo", sintetizza La Russa.
Tajani rilancia lo ius scholae: “Riforma più giusta è quella di Forza Italia”
"Per quanto riguarda le valutazioni di tipo politico, lo strumento del referendum per avviare iniziative politiche non si è risolto positivamente. Pensiamo alla cittadinanza: 5 anni per diventare cittadino italiano, è troppo poco. Tant'è che anche tra coloro che sono andati a votare c'è una grande parte di elettori che hanno votato no – osserva il vicepremier Antonio Tajani al Tg1 – La riforma più giusta per garantire l'integrazione, è quella di Forza Italia: 10 anni di scuola con profitto e poi si può richiedere la cittadinanza. Questo è quello ius scholae che parte dalla nostra proposta di legge”.
Referendum, Tajani: “Bisogna cambiare la legge sui referendum”
"Forse bisogna cambiare la legge sui referendum, servono probabilmente più firme, anche perché abbiamo speso tantissimi soldi per esempio per portare centinaia di migliaia, milioni di schede per gli italiani all'estero che sono tornate bianche". Lo ha detto il vicepremier e il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg1. Poi per quanto riguarda le valutazioni di tipo politico, innanzitutto lo strumento del referendum per avviare iniziative politiche non si è risolto positivamente", ha affermato.
Referendum, Magi: “Vince astensionismo, ma non siamo sconfitti”
"Vedendo i primi dati, non definitivi, qualcosa si piò già dire: ha vinto l'astensionismo organizzato che si è fatto forte dell'astensionismo spontaneo e della mancanza di informazione. Non ci sentiamo, però, sconfitti e non si devono sentire sconfitti i milioni di italiani che hanno votato sì al referendum cittadinanza e le organizzazioni che hanno aderito al comitato promotore perché abbiamo rimesso al centro del dibattito il tema della riforma della legge sulla cittadinanza". Lo dice Riccardo Magi in conferenza stampa.
Gualmini (Pd): “Il referendum si è rivelato un boomerang”
"Aver mobilitato tutto il Partito (democratico), tutti i circoli, tutti i dirigenti su un referendum che doveva 'correggere gli errori del vecchio Pd' si è rivelato un boomerang. Un referendum politico contro se stessi". Lo scrive su X l'eurodeputata dem, Elisabetta Gualmini. "Aver rotto l'unità sindacale in una rinnovata cinghia di trasmissione con un solo sindacato (Cgil), pur con rispetto, un altro errore. Con quesiti rivolti al passato e pochissimo legati alle patologie del mercato del lavoro di oggi. Doveva essere uno sfratto a Meloni. Non pare vada così. Auguriamoci almeno una discussione franca magari anche con quelli del vecchio Pd", conclude l'esponente dem.
Referendum, FdI: “Volevano caduta Meloni, è caduto centrosinistra”
"L'unico vero obiettivo di questo referendum era far cadere il Governo Meloni. Alla fine, però, sono stati gli italiani a far cadere voi". E' quanto si legge sui profili social di Fratelli d'Italia, accanto a una fotografia dei leader di Pd, M5s, Avs e Più Europa con la scritta a caratteri cubitali "Avete Perso", a proposito del mancato quorum al referendum.
Referendum, 52% sezioni italiane: affluenza al 29,29%
Con il 52% delle sezioni italiane esaminate, l'affluenza per il primo referendum è al 29,29%.
Referendum: 29% sezioni, affluenza al 28,85%
Con il 29% delle sezioni esaminato, l'affluenza sul primo referendum è pari al 28,85%.
Referendum, Fazzolari: “Ora governo più rafforzato e sinistra indebolita”
"Le opposizioni hanno voluto trasformare i 5 referendum in un referendum sul governo Meloni. Il responso appare molto chiaro: il governo ne esce ulteriormente rafforzato e la sinistra ulteriormente indebolita". Lo dichiara Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per l'Attuazione del programma di governo, intercettato dai giornalisti fuori da palazzo Chigi.
Referendum, prime sezioni scrutinate sui primi due quesiti: sì intorno al 90%
Dai risultati sui primi due quesiti, arrivati dalle prime sezioni scrutinate, il sì è arrivato intorno al 90%.
Referendum, primo dato parziale sull’affluenza: 27,3%
Il primo dato parziale sull’affluenza dei referendum a urne chiuse è del 27,3%.
Referendum, urne chiuse: attesa per il dato definitivo dell’affluenza
Le urne per i referendum si sono chiuse alle 15. Ora lo spoglio. Attesa per il dato definitivo dell’affluenza.
Referendum, YouTrend: affluenza più alta in città con più laureati
A trainare finora il voto dei referendum sono stati maggiormente i comuni con più elettori laureati (almeno il 20% della popolazione) toccando quota 28,1%. Seguono le città in cui gli stranieri residenti superano il 15%, registrando un'affluenza al 27,3%. È quanto emerge da una prima analisi socio-demografica del voto fatta da YouTrend, sulla base degli ultimi dati sull'affluenza disponibili ieri sera. Una tendenza che tende a sovrapporsi e si riscontra prevalentemente nei grandi centri urbani del centro-nord. In generale, si è quindi votato di più nelle città più grandi, più colte e più multiculturali e nei comuni con oltre 100.000 abitanti, l'affluenza media ha superato il 27% (oltre la media nazionale del 22,7%)
Salvini: “Referendum non passeranno, cittadinanza non è regalo”
"Oggi in Italia si votano dei referendum che non passeranno: la cittadinanza non è un regalo, chiediamo regole più chiare e severe per essere cittadini italiani, non basta qualche anno in più di residenza". Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, intervenendo sul palco della "Festa della Vittoria" dei Patrioti Ue.
Referendum: proposta di legge per abolire il quorum, parte la raccolta firme
Una proposta di legge costituzionale di iniziativa popolare per abolire il quorum dai referendum abrogativi previsti dall'articolo 75 della Costituzione: pubblicata oggi sulla piattaforma di raccolta firme del ministero di Giustizia, è stata depositata alla Corte di Cassazione lo scorso 5 giugno dal comitato "Basta quorum!" che è formato da cittadini. "Oggi, continuare a mantenere il quorum significa abolire i referendum", spiegano i proponenti. Primo firmatario è Mario Staderini, protagonista della campagna che nel 2021 ha portato all'introduzione della firma digitale per sottoscrivere i referendum, oltre che coordinatore del ricorso alla Corte europea dei diritti dell'uomo che nei prossimi mesi giudicherà il sistema elettorale italiano. L'iniziativa è sostenuta anche da Stephan Lausch e Alex Marini, attivisti storici delle associazioni di promozione dei diritti politici "Iniziativa per più democrazia" di Bolzano e "Più democrazia in Trentino", e da Lorenzo Mineo, tesoriere del movimento panaeuropeo "Eumans". La proposta, formata da un solo articolo, chiede di eliminare il quorum previsto per i referendum abrogativi. Per l'approdo in Parlamento servono 50 mila firme. I proponenti ricordano che alla piattaforma del ministero di Giustizia si accede tramite Spid, carta d'identità elettronica o carta nazionale dei servizi, al link
https://firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-o pen/3900018. "Il quorum è uno strumento dannoso per la democrazia - si legge in una nota del comitato - Disincentiva la partecipazione dei cittadini, trasforma l'astensione in un'arma strategica per le minoranze, elimina il dibattito e distorce la volontà popolare. È anche anacronistico, considerato che alle ultime elezioni europee, regionali e comunali hanno votato meno del 50% degli elettori aventi diritto. Il quorum è stato previsto 80 anni fa, quando l'affluenza era al 90% e chi non votava veniva sanzionato".
Cgil, aperta sede del comitato. Nel pomeriggio intervento di Landini
È aperta la sede del comitato promotore per i referendum sul lavoro, in via dei Frentani 4 a Roma, per seguire in diretta i risultati dei referendum. Iscritti, giornalisti e tutti i membri del comitato promotore dei referendum sul lavoro dalle ore 11 si stanno ritrovando nella sede, al Centro Congressi Frentani. Nel pomeriggio, dopo la chiusura dei seggi fissata alle ore 15, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini terrà una conferenza stampa.
Referendum, Calenda al seggio con la scheda elettorale esaurita e non lo fanno votare
Calenda al seggio con tessera elettorale esaurita, non lo fanno votare
Referendum, Renzi: “Evidente quorum non raggiunto, quesiti ideologici”
"Ormai è evidente che il quorum non ci sarà, come del resto era facilmente prevedibile vedendo i precedenti. I quesiti sul lavoro erano infatti ideologici e rivolti al passato come abbiamo detto in tutte le varie tribune televisive". Così il leader di Iv Matteo Renzi nella sua Enews. "Spero che sia chiaro che per costruire un centrosinistra vincente bisogna parlare di futuro, non di passato. Ingaggiare battaglie identitarie, infatti, fa vincere i congressi ma non fa vincere le elezioni: se vogliamo costruire un'alternativa a Giorgia Meloni bisogna essere capaci di allargare al ceto medio, non chiudersi nel proprio recinto ideologico. Sono convinto che riusciremo a farlo", conclude.