ROMA – Delusione, tanta. Recriminazioni diffuse. Ma anche qualche straccio che vola tra i promotori dei referendum per l’esito, non proprio prevedibile, di quello sulla cittadinanza, dove più di uno su tre ha votato no. Esito che suggerirebbe che neanche a sinistra ci sia tanta voglia di rendere più rapidi i tempi per diventare italiani.
Riccardo Magi di + Europa, dalla presidenza del comitato promotore, ha pochi dubbi: «Un pezzo del M5S è mancato. Conte ha lasciato libertà di coscienza. Ricordiamoci che è stato proprio il governo Conte I che ha raddoppiato i tempi delle procedure. E poi questo è l’unico quesito su cui il governo ha parlato contro e noi non abbiamo avuto spazio per spiegare quale sarebbe stato l’effetto del referendum. Ma almeno siamo tornati a parlare di questo tema e abbiamo creato una formidabile rete di associazioni. E ora ripartiamo dal Parlamento dove la proposta dello ius scholae, diventato ius niente, non è mai arrivata». Accuse che il Movimento respin…
ROMA – Delusione, tanta. Recriminazioni diffuse. Ma anche qualche straccio che vola tra i promotori dei referendum per l’esito, non proprio prevedibile, di quello sulla cittadinanza, dove più di uno su tre ha votato no. Esito che suggerirebbe che neanche a sinistra ci sia tanta voglia di rendere più rapidi i tempi per diventare italiani.
Riccardo Magi di + Europa, dalla presidenza del comitato promotore, ha pochi dubbi: «Un pezzo del M5S è mancato. Conte ha lasciato libertà di coscienza. Ricordiamoci che è stato proprio il governo Conte I che ha raddoppiato i tempi delle procedure. E poi questo è l’unico quesito su cui il governo ha parlato contro e noi non abbiamo avuto spazio per spiegare quale sarebbe stato l’effetto del referendum. Ma almeno siamo tornati a parlare di questo tema e abbiamo creato una formidabile rete di associazioni. E ora ripartiamo dal Parlamento dove la proposta dello ius scholae, diventato ius niente, non è mai arrivata». Accuse che il Movimento respinge al mittente: «La nostra posizione è stata sempre chiara: lavorare sull’integrazione sociale attraverso il percorso dello ius scholae. Abbiamo anche presentato un disegno di legge. Evidentemente avevamo ragione nel pensare che questo quesito presentava il rischio di una spaccatura indebolendo il percorso che riteniamo giusto».
Tranchant il giudizio di Emma Bonino, nel comitato d’onore dei promotori del referendum: «Un esito che mi ha molto rattristato. Non ho mai pensato che “a sinistra” fossero diversi». E sulla stessa lunghezza d’onda di quell’ “a sinistra” tra virgolette utilizzato da Bonino si colloca Mimmo Lucano, sindaco di Riace, approdato al Parlamento europeo con Avs: «Deluso, come mi devo sentire? Chi, come me da tanti anni si batte per i diritti delle persone, è consapevole di essere una minoranza. Ma la verità è che la cosiddetta area progressista sul tema dell’immigrazione da tanti anni insegue la destra sul piano delle norme: lo hanno fatto Minniti, Orlando, Gentiloni. Perché tutti vogliono il consenso e parlare alla pancia della gente è molto più semplice».
E se tutti quei no non arrivassero dall’area progressista? Walter Massa, presidente dell’Arci, movimento impegnato dall’inizio nella battaglia referendaria, dà una lettura assai diversa: «Hanno votato 15 milioni di persone, un numero che in Italia determina l’esito delle elezioni politiche. Se fossero tutti di centrosinistra vorrebbe dire che alle prossime elezioni vincerà il centrosinistra. Quello che penso è che un pezzo di elettorato di centrodestra, che vive sulla sua pelle gli enormi problemi dell’occupazione, abbia partecipato al referendum per votare i quesiti sul lavoro e, per motivi ideologici, non si è ritrovato nel quesito sulla cittadinanza».
Deluso don Luigi Ciotti, anche lui tra i promotori del referendum. «Che sofferenza. Questo voto, queste percentuali devono mordere le nostre coscienze. C’è un clima molto pesante nel Paese. Altro che Italia culla della civiltà. Faccio fatica a capire questi no, ma una domanda dobbiamo porcela: stiamo perdendo umanità. Questo respingere, questo non riconoscere chi vive accanto a noi, dove ci porterà?».
Ma forse non c’è neanche troppo da stupirsi per quell’elettore su tre che ha votato no. Il sociologo Ilvo Diamanti fa questa valutazione a caldo: «La questione immigrazione è critica per tutti, non soltanto a destra. È un tema difficile da gestire e da accettare anche tra gli elettori di centrosinistra. E glielo dice uno che sostiene da sempre l’importanza dell’accoglienza».