ROMA – Non dice mai di aver perso. Non pronuncia mai la parola sconfitta. Dimissioni? «Non ci penso proprio. Non mi sento più debole». Perché la lettura che dà Maurizio Landini del referendum fallito è un’altra. «Non si può chiamare vittoria perché il nostro obiettivo era il quorum per cancellare le leggi sbagliate sul lavoro fatte sia dalla destra che dalla sinistra. E non l’abbiamo raggiunto. M…