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Terzo mandato, scontro Lega-FI. Tajani: "Restiamo contrari". E attacca gli alleati anche sul fisco

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Vertice di maggioranza pure sul fine vita. Il segretario azzurro sul ius scholae: “Salvini non è d’accordo? Non devo chiedere l’autorizzazione”. Domani il consiglio federale della Lega per rilanciare Zaia, dopo l’apertura (a parole) di FdI
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"Di terzo mandato non ne abbiamo parlato, ma rimaniamo contrari, non è che cambiamo posizione. Siamo pronti a discutere ma la nostra posizione è di contrarietà, non è contro qualcuno". Antonio Tajani e Forza Italia non cambiano idea e confermano la linea: no al terzo mandato, tanto caro alla Lega. Il vicepremier e leader azzurro lo ribadisce al termine del vertice di maggioranza a palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni, l’altro vicepremier Matteo Salvini e Maurizio Lupi capo politico di Noi Moderati e il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Le posizioni nella maggioranza sul terzo mandato restano distanti. Forza Italia ha ribadito la sua contrarietà, la Lega è favorevole mentre Fratelli d'Italia ha confermato la volontà di discutere della materia dopo l’apertura (a parole) da parte del meloniano Giovanni Donzelli. Si è deciso - come spiega all'Agi uno dei partecipanti all'incontro - di lasciare la delega della decisione ai leader. Intanto, le distanze restano. "Noi siamo …

"Di terzo mandato non ne abbiamo parlato, ma rimaniamo contrari, non è che cambiamo posizione. Siamo pronti a discutere ma la nostra posizione è di contrarietà, non è contro qualcuno". Antonio Tajani e Forza Italia non cambiano idea e confermano la linea: no al terzo mandato, tanto caro alla Lega. Il vicepremier e leader azzurro lo ribadisce al termine del vertice di maggioranza a palazzo Chigi tra la premier Giorgia Meloni, l’altro vicepremier Matteo Salvini e Maurizio Lupi capo politico di Noi Moderati e il ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Le posizioni nella maggioranza sul terzo mandato restano distanti. Forza Italia ha ribadito la sua contrarietà, la Lega è favorevole mentre Fratelli d'Italia ha confermato la volontà di discutere della materia dopo l’apertura (a parole) da parte del meloniano Giovanni Donzelli. Si è deciso - come spiega all'Agi uno dei partecipanti all'incontro - di lasciare la delega della decisione ai leader. Intanto, le distanze restano. "Noi siamo contrari, è la posizione che abbiamo sempre avuto. Noi siamo pronti ad ascoltare tutti. Il terzo mandato poi devi farlo anche per i sindaci e diventa una cosa troppo complicata, non si può fare alla vigilia del voto. Ma noi per principio - ripete Tajani - siamo contrari al terzo mandato". E gli alleati? “Io dico sempre quello che penso io, poi quello che pensano gli altri devono dirlo agli altri - replica il ministro degli Esteri - Io ripeto, sono pronto a dialogare con tutti ascoltare le regioni. Gli altri devono anche ascoltare le nostre ragioni. Le incrostazioni di potentati rischiano di essere dannosi per i cittadini".

Il vicepremier, già ieri durante lo spoglio dei referendum, ha rilanciato sullo ius scholae e ora è tornato alla carica: “Il risultato ha dimostrato che avevamo ragione. Partiamo da un presupposto, la cittadinanza è una cosa seria: 5 anni sono troppo pochi, noi siamo disposti a concedere la cittadinanza dopo 10 anni di scuola passati con profitto". E con Salvini come la mettiamo? "Io la penso così, noi abbiamo una proposta di legge e andiamo avanti per la nostra strada, ne parlo ma non è che devo chiedere l'autorizzazione a qualcuno".

Sul fine vita la coalizione invece sembra marciare insieme. "La maggioranza è unita, il suicidio non è un diritto. Ci sarà una legge. In Senato è fissata in aula il 17 giugno, quindi andremo avanti con una proposta unitaria del centrodestra", fa sapere il vicepremier Tajani. E sul fisco? "Per quanto riguarda la manovra, la priorità per noi è il taglio dell'Irpef, poi la rottamazione. Ma la priorità è il taglio dell'Irpef allargando la base a 60 mila euro annui. Così si abbassano le tasse al ceto medio. E rimane anche il rinvio di un anno della sugar tax", spiega il segretario di Forza Italia.

Il consiglio federale della Lega

La Lega non ha intenzione di mollare: Veneto e terzo mandato per i presidenti di regione, cioè innanzitutto per Luca Zaia in Veneto. Il consiglio federale del Carroccio è convocato per domani, ore 14.30. All’ordine del giorno ci sono le elezioni regionali d’autunno. Matteo Salvini incasserà il placet del partito per tornare alla carica con gli alleati, chiedendo di cambiare la legge attuale, per permettere a Zaia di restare in pista e candidarsi per la quarta volta a Palazzo Balbi.

Da giorni Salvini ripete che sulle regionali tocca accelerare, scegliere subito i nomi, entro luglio. Al momento l’unica candidatura definita è quella di Francesco Acquaroli, a caccia del bis nelle Marche, complicato secondo i sondaggi, e che sfiderà il dem Matteo Ricci. Per la Campania in pole c’è il viceministro meloniano Edmondo Cirielli; per la Toscana, altra corsa difficile, si scalda il sindaco di Pisa, Alessandro Tomasi, dei Fratelli. Ma entrambi i nomi non sono ancora stati ufficializzati dalla coalizione. Così come in Puglia. Per la Lega però tutto ruota attorno al Veneto.

Il “federale” serve a Salvini anche per capire se l’apertura di FdI a discutere di terzo mandato sia una mossa politica vera o un bluff. “Il tempo stringe”, rifletteva ieri il ministro meloniano agli Affari Ue, Tommaso Foti. Non a caso nel Carroccio danno ormai per saltata l’idea di un unico election day per le regionali. Non saranno accorpate in una tornata unica. Si partirà dalle Marche, probabilmente il 21 o il 28 settembre. Mentre il Veneto dovrebbe votare nell’ultima finestra utile, a fine novembre. I margini per cambiare la legge in Parlamento rimangono comunque stretti. Anche perché un decreto sembra escluso, non essendoci urgenza, e l’iter di un ddl nuovo di zecca è farraginoso. L’idea semmai è di inserire il terzo mandato in qualche provvedimento già incardinato alla Camera o al Senato.

Tra i temi che verranno affrontati nel summit leghista, anche la “pace fiscale”, la gazebata sul decreto Sicurezza in programma il 21 e 22 giugno, le feste della Lega nel corso di questa estate e l'edizione 2025 di Pontida.

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