✕

Caso Paragon, Cancellato: “Voglio solo sapere la verità: chi mi ha spiato?”

Francesco Cancellato, direttore di Fanpage 

Ascolta l'audio

Intervista al direttore di Fanpage: “Il mio Paese lo chieda subito all’azienda israeliana”
2 minuti di lettura

ROMA – “Sono sincero: non mi interessa chi abbia ragione tra Paragon, Copasir, governo. Io voglio sapere soltanto la verità. Mi aspetto quindi che il mio Paese chieda subito all’azienda israeliana chi mi ha spiato. Servono poche ore per avere una risposta. È una cosa facilissima, piccola piccola, seppur delicatissima. Non c’è nessun mistero. O segreto. Non stiamo parlando certo di Ustica o del caso Moro…”.

Francesco Cancellato è il direttore di Fanpage. È il giornalista intercettato per più di cinque mesi con il software Graphite, della società israeliana Paragon: il suo telefono 24 ore su 24 per alcuni mesi si è trasformato in un microfono e una telecamera sempre accesa. Grazie a un programma che potrebbe essere venduto soltanto a governi. E che non potrebbe essere utilizzato contro i giornalisti.

ROMA – “Sono sincero: non mi interessa chi abbia ragione tra Paragon, Copasir, governo. Io voglio sapere soltanto la verità. Mi aspetto quindi che il mio Paese chieda subito all’azienda israeliana chi mi ha spiato. Servono poche ore per avere una risposta. È una cosa facilissima, piccola piccola, seppur delicatissima. Non c’è nessun mistero. O segreto. Non stiamo parlando certo di Ustica o del caso Moro…”.

Francesco Cancellato è il direttore di Fanpage. È il giornalista intercettato per più di cinque mesi con il software Graphite, della società israeliana Paragon: il suo telefono 24 ore su 24 per alcuni mesi si è trasformato in un microfono e una telecamera sempre accesa. Grazie a un programma che potrebbe essere venduto soltanto a governi. E che non potrebbe essere utilizzato contro i giornalisti.

Chi ti ha spiato, Francesco?

“È una domanda che evidentemente mi sono posto più volte in questi mesi ma l’unica risposta che posso dare è: non lo so. Ed è incredibile. Siamo a cinque mesi abbondanti da questa storia e non sappiamo chi ha spiato, quando e perché. Eppure sarebbe così facile”.

In realtà molto è stato fatto: il Copasir ha indagato per più di due mesi. Il governo ha dovuto ammettere di aver usato Paragon sugli attivisti di Mediterranea. Su di te sono stati fatti controlli sui database dei Servizi. E nulla è stato trovato.

“Ma ora c’è una novità: Paragon dice chiaramente che se l’Italia chiede loro chi ha spiato il mio telefono, loro sono in grado di dare una risposta in tempi brevissimi. Mi chiedo e chiedo: perché non lo fanno? Perché non lo hanno già fatto?”.

Tu temi che tutto questo abbia una relazione con i lavori di Fanpage, più volte critica con il governo Meloni?

“Io devo raccontare i fatti. E questo non lo posso sapere. So, però, che in questi mesi – mentre abbiamo avuto grandissima solidarietà da società civile, dai colleghi, anche dalle opposizioni – gli esponenti dei partiti di governo hanno provato a isolarci, ridicolizzarci, alcuni importanti esponenti del Copasir hanno addirittura provato a farci passare come dei mitomani. Come se fossimo noi in difetto. Se mi chiedi se ci siamo sentiti isolati in questi mesi non posso che risponderti di sì, isolati da chi avrebbe invece dovuto soltanto difenderci. Eppure non abbiamo alcuna colpa. Noi, e quando dico noi mi riferisco anche a Ciro Pellegrino, abbiamo soltanto ricevuto quel maledetto messaggio con cui Meta ci informava che qualcuno si era introdotto nel nostro telefono”.

Il Copasir adombra la possibilità che a spiarvi sia stato uno stato straniero.

“A maggior ragione penso che il governo abbia tutto l’interesse, anzi il dovere, di sapere in tempi strettissimi chi ha messo sotto controllo dei cittadini italiani con un software militare. Basterebbe una telefonata a Paragon per saperlo, ci dicono ora gli israeliani. Ripeto: perché non è stato ancora fatto?”.

Leggi i commenti