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Autonomia, conclusa indagine della commissione sui Lep: “Problemi di finanziamenti e infrastrutture”

Il ministro per gli Affari regionali, Roberto Calderoli 

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Approvato documento conclusivo dal quale emergono alcune criticità. I parlamentari dem: “L’assenza di risorse aggrava i divari territoriali”
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Emergono “aspetti problematici” come quello “concernente il finanziamento dei Lep”, ovvero dei Livelli essenziali delle prestazione nell’ambito della riforma dell’Autonomia. La commissione bicamerale per le Questioni regionali, presieduta da Francesco Silvestro di Forza Italia, ha concluso la sua indagine sui Lep approvando un documento conclusivo dal quale emergono alcune criticità.

“Un inadeguato o insufficiente sistema di finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni può condurre a una sostanziale cristallizzazione dello status quo, consolidando i divari territoriali già esistenti”, si legge.

E poi ancora: “Vi sono poi almeno altri due aspetti problematici, anch’essi diffusamente evidenziati nelle relazioni degli esperti e delle rappresentanze ascoltate. Il primo riguarda la questione della perequazione infrastrutturale, unanimemente riconosciuta come una delle problematiche di maggior impatto sul processo di attuazione dei Lep: innanzitutto perché la carenza di infrastrut…

Emergono “aspetti problematici” come quello “concernente il finanziamento dei Lep”, ovvero dei Livelli essenziali delle prestazione nell’ambito della riforma dell’Autonomia. La commissione bicamerale per le Questioni regionali, presieduta da Francesco Silvestro di Forza Italia, ha concluso la sua indagine sui Lep approvando un documento conclusivo dal quale emergono alcune criticità.

“Un inadeguato o insufficiente sistema di finanziamento dei livelli essenziali delle prestazioni può condurre a una sostanziale cristallizzazione dello status quo, consolidando i divari territoriali già esistenti”, si legge.

E poi ancora: “Vi sono poi almeno altri due aspetti problematici, anch’essi diffusamente evidenziati nelle relazioni degli esperti e delle rappresentanze ascoltate. Il primo riguarda la questione della perequazione infrastrutturale, unanimemente riconosciuta come una delle problematiche di maggior impatto sul processo di attuazione dei Lep: innanzitutto perché la carenza di infrastrutture materiali e immateriali pregiudica l’accessibilità dei servizi e delle prestazioni essenziali; in secondo luogo perché la mancata rimozione degli ostacoli alla libera circolazione di persone, merci, capitali e servizi, oltre a porsi in contrasto con uno dei principi fondamentali dell’Unione europea, vanifica uno dei fini principali verso cui si orientano i principi enunciati all’interno del Titolo V della Costituzione, ossia la tutela dell’unità giuridica ed economica della Repubblica e la valorizzazione delle specificità territoriali”.

“Il secondo aspetto – si legge nel documento conclusivo - per molti versi connesso al precedente, concerne invece la cosiddetta questione demografica: come già rilevato, lo spopolamento delle aree periferiche e l’invecchiamento della popolazione costituiscono altrettanti fattori in grado di influenzare in modo decisivo la determinazione e il finanziamento dei Lep”. Si torna dunque al punto di partenza, che è quello dei fondi. La maggioranza si dice comunque soddisfatta del lavoro svolto.

“Con l'indagine conoscitiva abbiamo voluto colmare un ritardo che da troppo tempo ostacola l'equità territoriale e la piena valorizzazione delle autonomie”, dice il presidente della commissione Silvestro. Per i leghisti che hanno fatto parte della commissione “i Lep sono un’opportunità per il Paese. Si tratta di una riforma di ampia portata e mai realizzata da nessuno, che grazie alla Lega sta facendo storici passi avanti. Il nostro obiettivo è di continuare in questa direzione nel segno dell'autonomia, che è sinonimo di responsabilità, trasparenza e buona amministrazione".

I componenti Pd nella commissione bicamerale, Piero De Luca, Claudio Stefanazzi e Daniele Manca evidenziano invece tutti i problemi del caso parlando di una riforma che spacca l’Italia in due. “Colpiscono i toni trionfalistici della maggioranza rispetto all'indagine conoscitiva sui Lep. Dalla relazione finale – dicono i dem - emergono enormi criticità rispetto all'impostazione e all'approccio seguito finora dal governo rispetto all'autonomia differenziata, rilevando peraltro il 'massiccio effetto demolitorio' della pronuncia della corte costituzionale del 2024. Tutti gli auditi hanno chiarito gli ostacoli che tutt'oggi si frappongono a una piena e uniforme attuazione dei Lep sul territorio nazionale, tra cui in particolare quelli di ordine finanziario. L'assenza di risorse rischia solo di aggravare i divari territoriali esistenti”.

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