✕

Salvini incalza gli alleati: “Pace fiscale in manovra”. La sponda di Giorgetti

(ansa)
Scontro nel centrodestra. Meloni a Confcommercio: tagliare le imposte al ceto medio. Forza Italia: la rottamazione può aspettare
2 minuti di lettura

Appuntamento alla manovra. Quando all’ora di pranzo riunisce i responsabili economici della Lega, Matteo Salvini ha il piglio deciso di chi sa che deve rilanciare la pace fiscale. Ma perché il tentativo riesca serve un nuovo segnale. La proposta di legge del Carroccio per la maxi-rottamazione delle cartelle fiscali è ferma in Senato. Soprattutto Giorgia Meloni ha messo davanti un’altra priorità: il taglio dell’Irpef in favore del ceto medio. E ha già prenotato la manovra per passare dall’annuncio ai fatti. Ecco perché il leader della Lega indica la necessità di associare la sanatoria proprio alla Finanziaria. È lì - spiega - che dovrà diventare operativa, in modo da partire nel 2026.

La decisione viene presa in pochi minuti. Sarà ratificata qualche ora dopo alla riunione del Consiglio federale del partito. È una scelta obbligata perché i soldi per la rottamazione ancora non ci sono. E anche se rispetto allo schema iniziale, la platea dei beneficiari andrà ridimensionata, perché di ri…

Appuntamento alla manovra. Quando all’ora di pranzo riunisce i responsabili economici della Lega, Matteo Salvini ha il piglio deciso di chi sa che deve rilanciare la pace fiscale. Ma perché il tentativo riesca serve un nuovo segnale. La proposta di legge del Carroccio per la maxi-rottamazione delle cartelle fiscali è ferma in Senato. Soprattutto Giorgia Meloni ha messo davanti un’altra priorità: il taglio dell’Irpef in favore del ceto medio. E ha già prenotato la manovra per passare dall’annuncio ai fatti. Ecco perché il leader della Lega indica la necessità di associare la sanatoria proprio alla Finanziaria. È lì - spiega - che dovrà diventare operativa, in modo da partire nel 2026.

La decisione viene presa in pochi minuti. Sarà ratificata qualche ora dopo alla riunione del Consiglio federale del partito. È una scelta obbligata perché i soldi per la rottamazione ancora non ci sono. E anche se rispetto allo schema iniziale, la platea dei beneficiari andrà ridimensionata, perché di risorse ce ne saranno poche, la questione delle coperture non è esaurita. A maggior ragione se si aprirà un derby con la riduzione dell’Irpef.

I soldi - ragionano fonti leghiste - vanno comunque trovati e messi nero su bianco per mettere un sigillo alle coperture, ma anche per assicurarsi che gli alleati siano della partita. È questo il convitato di pietra che siede al vertice. Lo confermano le dichiarazioni dei parlamentari di Forza Italia e FdI che intanto rimbalzano sulle agenzie. “Ora ci concentriamo sul ceto medio, tutte le altre opzioni in campo dal punto di vista fiscale sono importanti, ma conseguenti a questo sforzo ulteriore che il governo sta facendo”, sottolinea il responsabile economico di Fratelli d’Italia, Marco Osnato. Anche il portavoce degli azzurri, Raffaele Nevi, antepone il taglio dell’Irpef per i redditi tra 28 e 60 mila euro alla rottamazione: “Per noi - dice - l’ordine delle priorità è chiaro: prima la questione della sugar tax, poi la riduzione dell’Irpef, infine la rottamazione”. Noi Moderati è in scia: “Ridurre un punto di Irpef vale quattro miliardi e rischiamo che non abbia un’incidenza reale”, dice il leader del partito, Maurizio Lupi.

Ma il colpo più duro per Salvini sono le parole della premier. Ventiquattr’ore dopo l’intervento dai commercialisti, Meloni si affaccia all’assemblea di Confcommercio. Questa volta con un videomessaggio, ma la linea è la stessa del giorno prima. Il governo - dice - intende “proseguire nel percorso di riduzione della pressione fiscale, con un’attenzione particolare al ceto medio”. Neppure una parola sulla rottamazione. Per i leghisti è la prova che la presidente del Consiglio ha le idee ben chiare sul prossimo passo del Fisco amico.

Di fronte al muro degli alleati, Salvini decide di non aprire un fronte, almeno non in chiaro. Quando il federale è ancora in corso, la Lega diffonde una nota: “Matteo Salvini ha chiarito che» la pace fiscale non è «una soluzione alternativa ad altre proposte degli alleati, ma complementare”.

Poi il passaggio sulla manovra: «L’obiettivo è approvare la norma entro l’estate in commissione, e averla operativa con la legge di bilancio da inizio 2026». Il bollino lo mette Giancarlo Giorgetti. “I tempi ci sono, adesso bisogna lavorare con i dati alla proposta e poi c’è l’iter parlamentare”, risponde ai cronisti sull’ipotesi che la pace fiscale sia operativa dalla prossima Finanziaria. Parlando a margine del federale, il ministro dell’Economia conferma che la platea andrà definita.

Tra le ipotesi riferite da fonti di partito anche la possibilità di includere nella rottamazione solo i debiti con il fisco fino a 100 mila euro. Nei ragionamenti dietro le quinte compaiono anche altri numeri. La rottamazione, ragionano i leghisti, può permettere ai contribuenti di liberarsi di 23 milioni di cartelle. Al contrario, l’impatto del taglio dell’Irpef sarebbe ridotto, appena qualche decina di euro al mese per una platea decisamente più ristretta.

Critiche le opposizioni. Il leader dei 5s, Giuseppe Conte, va all’attacco: "Abbiamo proposto di aumentare la digital tax e recuperare così almeno i 4 miliardi che servirebbero per iniziare a tagliare le tasse al ceto medio. I partiti di Meloni, Salvini e Tajani hanno detto no”.

Leggi i commenti