Paragon, c’è un altro giornalista intercettato. Ue: “Inaccettabile accedere ai dati dei cittadini”
C’è una novità sul caso Paragon: Citizen Lab, il team di ricercatori dell'Università di Toronto che si focalizza sulla sicurezza online e sulla sorveglianza digitale, ha confermato che anche Ciro Pellegrino, giornalista di Fanpage come Francesco Cancellato, è stato intercettato tramite lo spyware Graphite. Dall'analisi forense effettuata sul telefono del cronista è stata trovata traccia del software spia di Paragon Solutions, come scrive Fanpage sul proprio sito.
Intanto la commissione Ue risponde all'interrogazione presentata da M5S-Pd, Verdi e sinistra precisando di essere “a conoscenza delle recenti relazioni sull'uso di Paragon e la sua posizione sull'uso di spyware è molto chiara: qualsiasi tentativo di accedere illegalmente ai dati dei cittadini, compresi giornalisti e oppositori politici, se confermato, è inaccettabile", si legge nella risposta dell'esecutivo Ue . "La Commissione utilizzerà tutti gli strumenti a sua disposizione per garantire l'effettiva applicazione del diritto dell'Unione", si legge ancora.
Francesco Cancellato, direttore di Fanpage, è tra i giornalisti intercettati per più di cinque mesi con il software Graphite, della società israeliana Paragon: il suo telefono 24 ore su 24 per alcuni mesi si è trasformato in un microfono e una telecamera sempre accesa. Grazie a un programma che potrebbe essere venduto soltanto a governi. E che non potrebbe essere utilizzato contro i giornalisti.
Per la Commissione, l'accordo comunitario "in materia di protezione dei dati e della vita privata fornisce una protezione completa della riservatezza delle comunicazioni nonché dei dati personali e delle apparecchiature terminali degli utenti. La normativa dell'Ue sulla protezione dei dati si applica al trattamento dei dati personali da parte di soggetti privati, anche quando il trattamento è necessario per finalità di sicurezza nazionale. Ai sensi della direttiva e-privacy, l'intercettazione o la sorveglianza delle comunicazioni è vietata se manca il consenso dell'utente. Sebbene per importanti obiettivi pubblici siano consentite limitazioni, queste sono soggette a condizioni e garanzie rigorose".
Prosegue l'esecutivo europeo: "La direttiva sulla protezione dei dati nelle attività di polizia e giudiziarie si applica anche quando le autorità competenti trattano dati personali a fini di contrasto. Le autorità di controllo dispongono di poteri effettivi per esaminare eventuali accuse di utilizzo improprio; i dati trattati possono essere soggetti a controllo giurisdizionale". "Per quanto riguarda la protezione delle fonti giornalistiche e delle informazioni riservate la Commissione ricorda che l'articolo 4, paragrafo 3, lettera c), del regolamento europeo sulla libertà dei media (Emfa), sarà applicabile a partire dall'8 agosto 2025. L'applicazione di questa e altre garanzie contenute nell'Emfa - conclude la risposta all'interrogazione - assicureranno la libertà e l'indipendenza dei media in tutta l'Ue, proteggendoli da ingerenze".