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Occhiuto, si indaga sul cerchio magico del presidente della Calabria tra politica e imprese

Roberto Occhiuto
Roberto Occhiuto 

Gli snodi sono tre: l’Amaco, ormai fallita società di trasporto locale di Cosenza, l’ultima parentesi da imprenditore del governatore e la controllata regionale Ferrovia della Calabria

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Procura trincerata nel silenzio, indagati altrettanto, un brusio di sottofondo in cui si mischiano illazioni, più o meno appropriate letture politiche, ipotesi sull’ampiezza o meno dell’indagine. Dell’inchiesta per corruzione che coinvolge il presidente di Regione Calabria Roberto Occhiuto ufficialmente si sa poco, molto si bisbiglia, qualcosa si può intuire a partire dai punti di contatto, più o meno diretti, delle traiettorie dei tre protagonisti fino ad oggi noti: il governatore, il manager Ernesto Ferraro e Paolo Posteraro, ex socio di Occhiuto e oggi capo della segreteria politica della compagna, Matilde Siracusano.

Gli snodi sono tre: l’Amaco, ormai fallita società di trasporto locale di Cosenza, l’ultima parentesi da imprenditore del presidente di Regione Calabria e la controllata regionale Ferrovia della Calabria.

È qui che i finanzieri si sono presentati venerdì scorso, con in mano un decreto di perquisizione indirizzato a Ferraro, che ancora la guida, e Posteraro, che ne è stato consulente fino all’ottobre 2022, per approdare un mese dopo negli uffici della sottosegretaria Siracusano. “Uno che cade sempre in piedi”, dicono a Cosenza. E al momento, quello che appare come personaggio principale dell’inchiesta.

Commentatore, scrittore, editore, adesso cognato di uno dei più importanti editori calabresi, manager pubblico, imprenditore privato, spin doctor, oggi si presenta come assistente politico, sebbene mantenga attive almeno la metà delle società che aveva con Occhiuto, che da lì è uscito al pari dei suoi familiari. Gli affari e soprattutto i flussi finanziari con Posteraro, qualche grattacapo al governatore l’hanno procurato: un versamento di 21mila euro in due tranche tra i due socie è finito sotto la lente degli ispettori di Bankitalia,

Ma la dimensione privata e imprenditoriale è solo uno dei piani in cui le loro traiettorie si sono incrociate. La prima è politica: entrambi sono cresciuti nell’area grande dell’Udc cosentina.

La seconda è l’Amaco, l’azienda del trasporto pubblico locale di Cosenza. Posteraro viene chiamato a guidarla dal fratello di Occhiuto, Mario, che all’epoca della città era sindaco. Con selezione agostana che ha fatto discutere, lì arriva per un periodo anche Ernesto Ferraro, che i primi passi li ha mossi in una piccola scuola guida di Rende, come “direttore di esercizio e gestore dei trasporti”.

Le cose non vanno benissimo, l’Amaco è un carrozzone che accumula debiti, finisce con i libri in tribunale e un’accusa pesante per Posteraro, indagato per bancarotta fraudolenta per aver causato “il dissesto irreversibile della società” e aver nascosto l’azzeramento di capitale “attraverso azioni dolose” iscrivendo a bilancio crediti inesistenti o inesigibili. Insomma, non un gran risultato.

Eppure nel febbraio 2022, mentre l'azienda pubblica cosentina muore definitivamente per il crack. lui viene chiamato come consulente a 120mila euro l’anno in Ferrovie della Calabria, dove poco prima Occhiuto, presidente della Regione da qualche mese, aveva nominato Ferraro. Sempre in quel periodo, Posteraro compra da Occhiuto le quote della “Tenuta del Castello”, azienda vinicola in cui i due erano soci.

In quell’impresa c’è un altro personaggio che in parte segue gli stessi passi di alcuni degli indagati: si tratta di Valentina Cavaliere, segretaria dei Giovani dell’Udc nel 2012, in Amaco ai tempi di Posteraro e come lui sotto inchiesta per il crack, candidata nel 2021 al consiglio comunale di Cosenza nella lista “Occhiuto per Caruso”, nel maggio 2022 nominata da Occhiuto nel collegio dei sindaci del Grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria e nel 2023 selezionata tra gli esperti regionali per le politiche sul lavoro.

Coincidenze? Casualità? Sicuramente rapporti su cui la procura di Catanzaro vuole fare luce.

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