Giorgia Meloni ha avuto conversazioni telefoniche con Donald Trump, Ursula von der Leyen e Friedrich Merz, all'indomani dell'attacco di Israele all'Iran. I colloqui, spiegano fonti di Palazzo Chigi, sono stati "propedeutici" a una serie di telefonate che dovrebbero seguire con capi di Stato e di governo dei Paesi mediorientali vicini a quelli coinvolti nella crisi.
Poi la premier ha sentito il presidente israeliano Netanyahu. Nel corso del colloquio, Meloni ha condiviso la necessità di assicurare che l'Iran non possa in alcun caso dotarsi dell'arma nucleare, auspicando al contempo che gli sforzi condotti dagli Stati Uniti per giungere ad un accordo possano ancora avere successo.
Meloni ha poi interloquito con alcuni leader della regione - il principe Ereditario e primo ministro dell'Arabia Saudita, Mohamed bin Salman Al Saud, Re Abdallah II di Giordania,il Sultano dell'Oman, Haytham bin Tariq Al Said, e Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan - confrontandosi su come lavorare insieme per f…
Giorgia Meloni ha avuto conversazioni telefoniche con Donald Trump, Ursula von der Leyen e Friedrich Merz, all'indomani dell'attacco di Israele all'Iran. I colloqui, spiegano fonti di Palazzo Chigi, sono stati "propedeutici" a una serie di telefonate che dovrebbero seguire con capi di Stato e di governo dei Paesi mediorientali vicini a quelli coinvolti nella crisi.
Poi la premier ha sentito il presidente israeliano Netanyahu. Nel corso del colloquio, Meloni ha condiviso la necessità di assicurare che l'Iran non possa in alcun caso dotarsi dell'arma nucleare, auspicando al contempo che gli sforzi condotti dagli Stati Uniti per giungere ad un accordo possano ancora avere successo.
Meloni ha poi interloquito con alcuni leader della regione - il principe Ereditario e primo ministro dell'Arabia Saudita, Mohamed bin Salman Al Saud, Re Abdallah II di Giordania,il Sultano dell'Oman, Haytham bin Tariq Al Said, e Sheikh Mohamed bin Zayed Al Nahyan - confrontandosi su come lavorare insieme per favorire una soluzione diplomatica.
Antonio Tajani parlerà domani mattina in commissioni Esteri di Camera e Senato, in una riunione congiunta. La decisione arriva dopo ore di tensione con l’opposizione che chiedeva informazioni al ministro degli Esteri.
E soprattutto arriva dopo la riunione di emergenza oggi a Palazzo Chigi, per valutare l’impatto e le conseguenze dell’attacco. L’incontro segue una prima riunione tecnica presieduta alla Farnesina, all’alba di oggi. La presidente del consiglio si apprende stamane da fonti di governo, “sta seguendo con la massima attenzione l’evolversi della crisi in Iran, ed ha convocato per il pomeriggio di oggi una riunione in videoconferenza con i ministri maggiormente coinvolti e con i vertici dell’intelligence nazionale’’.
Si tratta del primo incontro dell’esecutivo sul dossier iraniano, dopo l’attacco di questa notte. A anche l’occasione per fare il punto in vista della riunione del G7 in Canada, a cui Meloni si appresta a partecipare. La premier, infatti, volerà a Kananaskis già domani, in vista del summit che si aprirà domenica 15 giugno.
È evidente che la crisi in Medioriente assorbirà parte dell’incontro. E diventerà un nuovo terreno su cui testare la reazione americana. Gli Stati Uniti, nelle ultime ore, hanno intanto bloccato le conclusioni del G7 nel capitolo che riguarda l’aggressione russa in Ucraina.
Sull’attacco israeliano all’Iran è intervenuto anche il ministro della Difesa Guido Crosetto, che al Tg1 ha detto: "Una difesa europea è diventata una priorità dopo l'attacco russo all'Ucraina e i fatti del Medioriente ci danno prova ulteriore che spendere soldi per la Difesa non è uno spreco come qualcuno lo considera. Abbiamo la necessità di prevedere qualsiasi fatto possa succedere. Ci sono attori che ormai si muovono con logiche che sono incomprensibili e imprevedibili". E ha aggiunto: "Eravamo da qualche giorno in allerta su movimenti che lasciavano pensare a un attacco stiamo monitorando gli eventi ma eravamo già partiti ad avvisare e mettere in sicurezza i nostri militari".
Il ministro degli Esteri Tajani, a Mattino 5, ha invece fatto sapere di aver parlato con il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar: "Non credo che gli attacchi israeliani siano conclusi. Ho chiesto di evitare una escalation e ribadito l'amicizia con il popolo israeliano ma ho ribadito anche la necessità del cessate il fuoco a Gaza. Chiediamo a Israele, avendo vinto di fatto la guerra con Hamas, di risparmiare la popolazione civile".