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Voli di Stato, il Movimento 5 stelle chiede i documenti a Meloni: “Chiarisca i numeri record”

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Dopo gli articoli di Repubblica sull’utilizzo degli aerei di Palazzo Chigi, Appendino e Bevilacqua presentano due interrogazioni alla Camera e al Senato: “Ormai pensano siano dei taxi”
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Dopo gli articoli di Repubblica sui voli di Stato del governo Meloni, il Movimento 5 stelle lancia una campagna chiedendo conto ai componenti dell’esecutivo e alla stessa premier l’utilizzo dei mezzi. I 5S presentano due interrogazioni distinte, la prima alla Camera la seconda al Senato. A Montecitorio a firmarla è la vicepresidente del Movimento Chiara Appendino: “Nel 2023 il governo Meloni ha utilizzato 165 voli di Stato, un record, e sta continuando su questa strada – dice Appendino - vogliamo vederci chiaro, anche perché un solo volo di Stato costa circa 28.000 euro: lo stipendio annuo medio di un lavoratore in Italia. Ma evidentemente per il governo Meloni la priorità non è chi lavora, ma chi comanda. Perché mentre loro usano i voli di Stato come taxi privati, c'è un intero Paese che rimane a terra: pendolari lasciati ad aspettare treni in tilt senza rimborsi automatici, famiglie che fanno i conti con accise e pedaggi aumentati, passeggeri abbandonati di fronte alle nuove norme e…

Dopo gli articoli di Repubblica sui voli di Stato del governo Meloni, il Movimento 5 stelle lancia una campagna chiedendo conto ai componenti dell’esecutivo e alla stessa premier l’utilizzo dei mezzi. I 5S presentano due interrogazioni distinte, la prima alla Camera la seconda al Senato. A Montecitorio a firmarla è la vicepresidente del Movimento Chiara Appendino: “Nel 2023 il governo Meloni ha utilizzato 165 voli di Stato, un record, e sta continuando su questa strada – dice Appendino - vogliamo vederci chiaro, anche perché un solo volo di Stato costa circa 28.000 euro: lo stipendio annuo medio di un lavoratore in Italia. Ma evidentemente per il governo Meloni la priorità non è chi lavora, ma chi comanda. Perché mentre loro usano i voli di Stato come taxi privati, c'è un intero Paese che rimane a terra: pendolari lasciati ad aspettare treni in tilt senza rimborsi automatici, famiglie che fanno i conti con accise e pedaggi aumentati, passeggeri abbandonati di fronte alle nuove norme europee che complicano i rimborsi aerei senza che il governo alzi un dito per difenderli”.

Repubblica aveva descritto i numeri record del 2023 (quando gli aerei in dotazione a Palazzo Chigi erano stati utilizzati 165 volte), mentre lo scorso anno i transfert sono stati 121. Cifre, quelle del governo meloniano, in media elevate rispetto al passato: nel 2022 erano stati 157 (quasi tutti del governo Draghi, ma 30 dell’esecutivo Meloni), nel 2021 invece 126 (sempre governo Draghi e due mesi di governo Conte II). Saltando il 2020, anno della pandemia, nel 2019 erano stati appena 49 (governo Conte I). Il sottosegretario Alfredo Mantovano in una nota interna resa nota nella polemica per il caso dei voli di Stato chiesti dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi (e negati da Palazzo Chigi), ha sottolineato che in media il costo di questi voli è di almeno 13 mila euro a tratta.

E scorrendo l’elenco non mancano le curiosità. Tanti gli aerei partiti anche per tratte interne piuttosto servite da compagnie di linea. Spiccano ministri come Carlo Nordio che, come era accaduto in passato, era tornato a fare scalo con una certa frequenza nell’aeroporto più vicino a casa. E ancora, casi in cui l’utilizzo del mezzo contrassegnato col tricolore risulta ancora più ambiguo. Accade per esempio quando la missione istituzionale finisce col trasformarsi in impegno politico (e viceversa), sebbene oltre confine: protagonista era stato Matteo Salvini, volato a Budapest e a Tel Aviv per appuntamenti da ministro delle Infrastrutture e al contempo da protagonista di incontri da “patriota” e primo trumpiano d’Italia con Orban e Netanyahu. Per non dire dei ministri di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè e Francesco Lollobrigida che con due diversi voli sono andati a ricordare i caduti italiani a El Alamein, in Egitto, a ottobre. Nel 2024 i componenti dell’esecutivo che hanno utilizzato più voli sono stati il ministro degli Esteri Antonio Tajani (40 volte, ma comprensibile alla luce del ruolo), il ministro della Difesa Guido Crosetto (18), quello del Made in Italy Adolfo Urso (12), degli Interni Matteo Piantedosi (11), dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida (8) e dell’Università Anna Maria Bernini (5).

I 5 stelle hanno presentato una interrogazione anche al Senato: “Tra gli episodi grotteschi poco rimarcati c’è però quello del viaggio compiuto a El Alamein dai ministri Daniela Santanchè e Francesco Lollobrigida, rispettivamente di Turismo e Agricoltura. Come due rette parallele che non si incontrano mai e nemmeno si salutano, i due, per presenziare alla stessa commemorazione della celebre battaglia di El Alamein, si sono recati in Egitto con due voli di Stato diversi. Uno sperpero. Ho depositato un’interrogazione in Senato per chiedere al governo di porre fine agli sprechi e alla gestione oltremodo allegra di questi viaggi che paghiamo noi tutti”, dice la senatrice M5S Dolores Bevilacqua.

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