Dopo quasi un anno di sospensione, l’avvocata Rosanna Natoli si è dimessa dal Consiglio superiore della magistratura e ora si apre la partita della successione. La consigliera in quota Fratelli d’Italia, amica del presidente del Senato Ignazio La Russa, è indagata a Catania per rivelazione di segreto d’ufficio. Inizialmente le era stato contestato anche l’abuso d’ufficio ma il reato è stato abolito dalla legge Nordio e l’accusa è decaduta nel trasferimento territoriale da Roma al tribunale siciliano.
Il caso è esploso nel luglio scorso quando Carlo Taormina, avvocato della giudice catanese Maria Fascetto Sivillo, ha depositato durante un’udienza della sezione disciplinare la registrazione, fatta di nascosto, del colloquio tra la sua assistita e Natoli, allora membro proprio della sezione disciplinare del Csm.
La consigliera aveva incontrato in privato la giudice catanese Fascetto Sivillo sotto processo, dandole suggerimenti sulla strategia difensiva, rivelandole gli “umori” della came…
Dopo quasi un anno di sospensione, l’avvocata Rosanna Natoli si è dimessa dal Consiglio superiore della magistratura e ora si apre la partita della successione. La consigliera in quota Fratelli d’Italia, amica del presidente del Senato Ignazio La Russa, è indagata a Catania per rivelazione di segreto d’ufficio. Inizialmente le era stato contestato anche l’abuso d’ufficio ma il reato è stato abolito dalla legge Nordio e l’accusa è decaduta nel trasferimento territoriale da Roma al tribunale siciliano.
Il caso è esploso nel luglio scorso quando Carlo Taormina, avvocato della giudice catanese Maria Fascetto Sivillo, ha depositato durante un’udienza della sezione disciplinare la registrazione, fatta di nascosto, del colloquio tra la sua assistita e Natoli, allora membro proprio della sezione disciplinare del Csm.
La consigliera aveva incontrato in privato la giudice catanese Fascetto Sivillo sotto processo, dandole suggerimenti sulla strategia difensiva, rivelandole gli “umori” della camera di consiglio e affermando di essersi interessata al caso perché “amica degli amici”.
Sulla base del procedimento penale in corso, l’11 settembre il Csm aveva votato a maggioranza la sua sospensione dalla carica e dallo stipendio. Ma nonostante il pressing da parte delle opposizioni e la moral suasion anche da parte del capo dello Stato Sergio Mattarella, in quanto presidente dell’organo, Natoli si è sempre rifiutata di lasciare palazzo Bachelet, sostenuta da La Russa e tra i dubbi invece della premier Giorgia Meloni.
Con ogni probabilità riteneva che ci sarebbe stata una rapida archiviazione dell’indagine ma così non è stato. Dunque sabato scorso con una lettera inviata al Csm e ai presidenti di Camera e Senato – anticipata dal quotidiano Il Dubbio – Natoli ha rassegnato le dimissioni, definendo la scelta “obbligata e non frutto della mia libera volontà”. L’avvocata lamenta infatti di non poter più esercitare la professione, rimanendo formalmente una consigliera del Csm, e quindi di essere privata del diritto costituzionale al lavoro: “Tale situazione, oltre alle intuibili conseguenze economiche, sta ledendo la mia immagine di professionista, la mia dignità personale e sta arrecando grave danno all’equilibrio psico-fisico mio e della mia famiglia”, afferma. La sospensione dal Consiglio senza poter riprendere a fare l’avvocato, sostiene, “di fatto equivale a un provvedimento espulsivo, in quanto mi costringe ad assumere l’odierna decisione di dimettermi, non potendo più attendere i tempi dell’iter giudiziario”.