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Nordio: “Su separazione delle carriere non si arrivi a scontro di civiltà”

(ansa)

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Magistratura indipendente: “Con il sorteggio del Csm a rischio l’indipendenza della magistratura. Se ne discuta in Parlamento”
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Il timore c’è e il ministro Carlo Nordio non lo nasconde. “Auguro, spero, supplico, che non si arrivi in una situazione di conflittualità esasperata”, nel momento del referendum, dopo l'approvazione della legge sulla separazione delle carriere contenuta nella riforma della giustizia che approderà in Senato mercoledì. Il titolare del dicastero della Giustizia ne parla durante il convegno nazionale di Magistratura indipendente a Milano marittima: “Non facciamone uno scontro di civiltà”, chiede. “Spero - aggiunge - che si arrivi con dei toni non solo pacati ma raziocinanti, non dico amichevoli ma di attenzione imparziale di fronte a quelle che sono le esigenze della politica, degli elettori che ci hanno dato un mandato, della giustizia”. Il ministro sottolinea anche che “non è minimamente in discussione l'indipendenza della magistratura sia giudicante sia requirente”.

Il timore c’è e il ministro Carlo Nordio non lo nasconde. “Auguro, spero, supplico, che non si arrivi in una situazione di conflittualità esasperata”, nel momento del referendum, dopo l'approvazione della legge sulla separazione delle carriere contenuta nella riforma della giustizia che approderà in Senato mercoledì. Il titolare del dicastero della Giustizia ne parla durante il convegno nazionale di Magistratura indipendente a Milano marittima: “Non facciamone uno scontro di civiltà”, chiede. “Spero - aggiunge - che si arrivi con dei toni non solo pacati ma raziocinanti, non dico amichevoli ma di attenzione imparziale di fronte a quelle che sono le esigenze della politica, degli elettori che ci hanno dato un mandato, della giustizia”. Il ministro sottolinea anche che “non è minimamente in discussione l'indipendenza della magistratura sia giudicante sia requirente”.

Intanto è la stessa presidente nazionale di Magistratura indipendente Loredana Miccichè a sollevare dubbi: “Il Csm, così come è organizzato attualmente, è il baluardo a difesa dell'autonomia della Magistratura rispetto alla politica. Per questo ci opponiamo al sorteggio dei rappresentanti dei giudici ordinari, per non consegnare l'autogoverno alla politica, con grave rischio del principio d'indipendenza”. Di fatto, fa notare Miccichè, la riforma costituzionale è blindata, dunque “se la proposta del governo è emendabile solo in fase di legge attuativa e non sul testo attualmente in Parlamento, allora è difficile pensare a un dialogo costruttivo con la controparte politica”.

E infatti l’unica apertura concessa da Nordio riguarda esclusivamente la fase attuativa: “Ci sono tanti modi di fare il sorteggio, c'è il sorteggio temperato il sorteggio secco e altro. Su questo la discussione è assolutamente aperta e nel momento in cui arriveremo all'elaborazione delle leggi di attuazione io spero che arriveremo ad una decisione che non sarà condivisa al 100% ma che venga il più possibile arricchita di contributi”. Non abbastanza per Magistratura indipendente. E neanche per l’Anm: “Il sorteggio nell'ambito di qualunque tipo di aggregazione umana non viene visto in termini positivi. Il Csm è un organo di governo, espressione della rappresentatività. Si è detto che così si elimineranno le correnti, ma non è vero, resteranno. I sorteggiati si aggregheranno, avremo comunque gruppi, un Csm peggiore e avremo potenziali conflitti", dice il presidente Cesare Parodi.

Anche il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, di fronte alla stessa platea, parla di modifiche da apportare perché “è inimmaginabile pensare che una riforma di così ampio respiro e importanza costituzionale non presenti alcuni punti che possano essere migliorati: sia la magistratura sia l'avvocatura, con il loro contributo di competenza, hanno le risorse per essere attori fondamentali nella discussione, nell'ovvio rispetto del principio democratico che attribuisce alla politica la responsabilità rappresentativa delle scelte da compiere”.

Duro il Partito democratico che con la senatrice Enza Rando, intervenuta a Salerno al congresso dell'associazione Unicost, sostiene che “la riforma sulla separazione delle carriere non è una misura tecnica: è un attacco diretto all'autonomia della magistratura e all'equilibrio costituzionale su cui si fonda la nostra democrazia”.

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