Fine vita, testo base non c’è. Maggioranza divisa sul ruolo del Ssn ma d’accordo sul comitato etico
di Gabriella CeramiDistanze incolmabili tra destra e sinistra, ma divergenze anche tra i partiti di governo che infatti ancora non hanno messo per iscritto un testo base sul fine vita, necessario per avviare un confronto parlamentare, nonostante gli impegni presi durante un vertice di maggioranza.
Ieri, durante la riunione del comitato ristretto del Senato chiamato a esaminare questa legge che riguarda il destino delle persone gravemente malate, la leghista Giulia Bongiorno ha esposto le linee guida. Non sarà un giudice ad avere l’ultima parola sui casi di fine vita, ma a decidere sarà un comitato etico nazionale. E su questo punto i partiti della maggioranza sono d’accordo. Discorso diverso invece, ed è per questo che il testo base ancora non c’è, si registrano sul ruolo del Servizio sanitario nazionale che, per il presidente della commissione Affari sociali, Francesco Zaffini di FdI, «cura la vita e non garantisce» le prestazioni sul fine vita. Ciò significa che la maggioranza vuole escludere il Ssn d…
Distanze incolmabili tra destra e sinistra, ma divergenze anche tra i partiti di governo che infatti ancora non hanno messo per iscritto un testo base sul fine vita, necessario per avviare un confronto parlamentare, nonostante gli impegni presi durante un vertice di maggioranza.
Ieri, durante la riunione del comitato ristretto del Senato chiamato a esaminare questa legge che riguarda il destino delle persone gravemente malate, la leghista Giulia Bongiorno ha esposto le linee guida. Non sarà un giudice ad avere l’ultima parola sui casi di fine vita, ma a decidere sarà un comitato etico nazionale. E su questo punto i partiti della maggioranza sono d’accordo. Discorso diverso invece, ed è per questo che il testo base ancora non c’è, si registrano sul ruolo del Servizio sanitario nazionale che, per il presidente della commissione Affari sociali, Francesco Zaffini di FdI, «cura la vita e non garantisce» le prestazioni sul fine vita. Ciò significa che la maggioranza vuole escludere il Ssn dalla normativa nonostante sia stata proprio la Consulta a chiarire che invece un ruolo, pur non specificando quale, dovrebbe averlo.
Dubbi infatti da FI. In modo sfumato lo fa capire il presidente dei senatori azzurri Maurizio Gasparri: «Non siamo favorevoli all’ipotesi che una eventuale assistenza in queste fasi drammatiche sia considerata una prestazione del Ssn». Di questo si discuterà tenendo presente anche la posizione dei cattolici. Intanto il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, che ieri ha incontrato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, chiede che «qualunque decisione venga presa sia a salvaguardia della dignità umana».
Per Alfredo Bazoli del Pd «il Ssn deve avere un ruolo, altrimenti diventa un servizio riservato a chi ha i soldi e questo farà nascere un mercato». Quindi M5S parla di «un’insopportabile discriminazione tra cittadini» e Ilaria Cucchi di Avs sottolinea che «la destra si è presentata senza un testo, lasciando i malati ancora nell’incertezza». Le opposizioni criticano anche la creazione di un «comitato etico di nomina governativa – dice Riccardo Magi di +Europa – che dovrà decidere sul corpo delle persone malate».