La data cerchiata in rosso sul calendario è oggi: 17 giugno, giorno in cui in Senato sarebbe dovuto arrivare il testo base della legge sul fine vita perché in programma la riunione del comitato ristretto che si deve occupare di questo tema. Si tratta delle norme, condivise dalla maggioranza, da cui iniziare a lavorare. Ma così non sarà. Un po’ per impegni istituzionali e di partito e un po’ per problemi politici non si è ancora giunti a un accordo di massima da depositare in Parlamento. Anche i due relatori Pierantonio Zanettin di Forza Italia e Luigi Zullo di Fratelli d’Italia non hanno avuto modo di incontrarsi.
C’è la resistenza di una parte del mondo cattolico e anche all'interno del governo c’è chi frena, come il sottosegretario Alfredo Mantovano e la stessa ministra della Famiglia Eugenia Maria Roccella. D’altronde Matteo Salvini, subito dopo il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, aveva comunque invitato alla “calma”.
Importante è oggi l’incontro tra i due protagonisti della…
La data cerchiata in rosso sul calendario è oggi: 17 giugno, giorno in cui in Senato sarebbe dovuto arrivare il testo base della legge sul fine vita perché in programma la riunione del comitato ristretto che si deve occupare di questo tema. Si tratta delle norme, condivise dalla maggioranza, da cui iniziare a lavorare. Ma così non sarà. Un po’ per impegni istituzionali e di partito e un po’ per problemi politici non si è ancora giunti a un accordo di massima da depositare in Parlamento. Anche i due relatori Pierantonio Zanettin di Forza Italia e Luigi Zullo di Fratelli d’Italia non hanno avuto modo di incontrarsi.
C’è la resistenza di una parte del mondo cattolico e anche all'interno del governo c’è chi frena, come il sottosegretario Alfredo Mantovano e la stessa ministra della Famiglia Eugenia Maria Roccella. D’altronde Matteo Salvini, subito dopo il vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, aveva comunque invitato alla “calma”.
Importante è oggi l’incontro tra i due protagonisti della mediazione tra Vaticano e governo, il cardinale Pietro Parolin e il vicepremier Antonio Tajani, che si sono visti a villa Madama in mattinata in occasione di un evento sull’opera dell’associazione Giovanni XXIII. “Sulla regolamentazione del fine vita ci sono tante proposte, noi speriamo veramente che qualunque decisione venga presa sia a salvaguardia della dignità umana", ha detto all'Ansa il segretario di Stato Vaticano a proposito dell'ultimo caso su cui dove esprimersi la Consulta, ovvero una donna completamente paralizzata che non potrà autosomministrarsi il farmaco letale e che ha chiesto lo faccia il suo medico.
In FI si punta sulla libertà di coscienza. C'è chi è contrario, come il portavoce Raffaele Nevi, secondo il quale l'Italia non deve diventare come la Svizzera dove la gente va a morire e chi, come il senatore Pierantonio Zanettin, relatore dei 5 ddl ora all'esame di Palazzo Madama (di cui uno suo) parla di norma "necessaria" che deve essere "equilibrata", deve tener conto delle sentenze della Corte e dei diritti dei malati e deve poter sciogliere i nodi sui quali non si trova ancora una vera intesa come quelli sul ruolo che dovrebbero avere il Servizio sanitario nazionale e le Regioni.
Più contrari all'idea del suicidio medicalmente assistito sono gli esponenti di FdI che, vicini alle posizioni del movimento Pro Vita e Famiglia, preferiscono la strada delle cure palliative, di cui si dovrebbe occupare il Servizio sanitario nazionale. Sui casi di fine vita poi non sarà un giudice ad avere l’ultima parola ma a decidere sarà un comitato etico nazionale. In questo caso Fratelli d’Italia non vuole che ci sia un coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale. Dubbi in tal senso vengono sollevati da Forza Italia.
“Non è tollerabile che su una materia come il fine vita, il governo indossi casacche di partito proponendo un testo di legge che strizza l'occhio ai pro-vita”, ha detto alla Stampa, Alfredo Bazoli, senatore Pd e primo firmatario di un disegno di legge, approvato alla Camera nel marzo 2022, nella scorsa legislatura. Ma per il testo della maggioranza bisognerà attendere ancora.