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Salari bassi, affitti alti. Povertà record in Italia. “Il governo è inerte”

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Caritas, report shock: in dieci anni gli assistiti sono aumentati del 62%. Schlein e Conte: “Fallimento di Meloni”
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ROMA – Una casa in affitto, un lavoro, magari dei figli. E in Italia si è poveri. Nel 2024 quasi 278 mila famiglie si sono rivolte alla Caritas, il 62,6% in più – che arriva al 77 per il solo Nord – rispetto a dieci anni fa, con un incremento del 3% nazionale rispetto al 2023. Il nuovo Rapporto Caritas fotografa una povertà che cambia volto nel nostro Paese. Meno emergenziale, più cronica. Meno intercettata dalle statistiche ufficiali, che pure parlano di 5,6 milioni di poveri assoluti. Ma ben visibile nei 3.341 centri Caritas attivi in 204 diocesi di tutta Italia.

La narrazione del governo Meloni

Una realtà che stride con la narrazione del governo Meloni fatta di record dell’occupazione, spread ai minimi e buone pagelle delle agenzie di rating. C’è una fetta ampia di…

ROMA – Una casa in affitto, un lavoro, magari dei figli. E in Italia si è poveri. Nel 2024 quasi 278 mila famiglie si sono rivolte alla Caritas, il 62,6% in più – che arriva al 77 per il solo Nord – rispetto a dieci anni fa, con un incremento del 3% nazionale rispetto al 2023. Il nuovo Rapporto Caritas fotografa una povertà che cambia volto nel nostro Paese. Meno emergenziale, più cronica. Meno intercettata dalle statistiche ufficiali, che pure parlano di 5,6 milioni di poveri assoluti. Ma ben visibile nei 3.341 centri Caritas attivi in 204 diocesi di tutta Italia.

La narrazione del governo Meloni

Una realtà che stride con la narrazione del governo Meloni fatta di record dell’occupazione, spread ai minimi e buone pagelle delle agenzie di rating. C’è una fetta ampia di italiani che non ce la fa, compresi lavoratori e pensionati. E va sempre peggio. Quasi la metà degli utenti Caritas è disoccupata. Ma il 23,5% lavora e nella fascia d’età 35-54 anni si vola oltre il 30% di occupati. Il lavoro non è più una garanzia.

Sempre più lavoratori poveri

Crescono i working poor, i lavoratori poveri, soprattutto nel settore dei servizi, quello che traina il record fragile dell’occupazione italiana: colf, badanti, operai edili, corrieri, camerieri, commessi. Percorsi precari, contratti saltuari, part-time involontari, stipendi bassi.

Caritas ricorda i dati Istat sui salari reali, calati del 4,4% dal 2019 al 2024, più che in Francia e Germania. E dell’8,7% dal 2008 a oggi: la perdita peggiore tra i Paesi del G20.

Anche per questo e per l’impatto durissimo dell’inflazione sul potere d’acquisto, si spiega perché nel 2009 solo il 15% degli utenti Caritas aveva un lavoro. Oggi quasi un adulto su quattro. «Il lavoro non è più un fattore protettivo rispetto all’indigenza», si legge nel Rapporto.

Anziani e famiglie con figli in difficoltà

Nel 2015 gli over 65 erano appena il 7,7% degli assistiti. Oggi sono il 14,3%. E l’età media degli italiani presi in carico dalla Caritas è 54,6 anni. Segno che anche i pensionati, spesso soli e con pensioni minime, non ce la fanno più. Allo stesso tempo, oltre il 52% dei nuclei ha figli minorenni.

La povertà si cronicizza: il 27,8% è in carico da oltre cinque anni. Il numero medio di colloqui nei centri di ascolto all’anno è raddoppiato: erano quattro nel 2012, siamo a 8,6 oggi.

A pesare sono anche la casa e la salute. Il 37,4% degli assistiti ha una condizione abitativa critica, spesso vive in affitto precario, in coabitazione forzata o senza dimora. E più di una persona su tre (35,2%) presenta una fragilità sanitaria rilevante, senza accesso a cure regolari. Dieci anni fa queste percentuali erano quasi la metà.

L’85% senza sostegni pubblici

Il quadro, secondo Caritas, è aggravato dal passaggio dal Reddito di cittadinanza – che il governo, come primo atto, ha voluto abolire – all’Assegno di inclusione (Adi) e al Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl). Solo il 15% degli ex percettori di Reddito, secondo i calcoli sul campione Caritas, ha avuto accesso a una delle nuove misure. Il resto è rimasto escluso: per requisiti più rigidi, barriere informatiche o mancata presa in carico. Una cesura che ha interrotto la continuità degli aiuti proprio per le fasce più vulnerabili.

Scontro politico

Il Rapporto accende anche lo scontro politico. Giuseppe Conte (M5S) parla di «fallimento su tutta la linea del governo» e di «famiglie abbandonate al loro destino dopo i tagli al Reddito». Per Elly Schlein (Pd), Meloni «ha combattuto i poveri, non la povertà e intanto blocca il salario minimo». Angelo Bonelli (Avs) denuncia lo squilibrio fra tagli al welfare e aumento delle spese militari. Per don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, i numeri «non bastano da soli, ma vanno letti oltre l’analisi sociologica: in gioco c’è la vita di chi resta ai margini ed è invisibile». E proprio ai margini, ogni giorno, operano oltre 84 mila volontari Caritas.

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