ROMA – Se la piazza per Gaza del 7 giugno ha unito in una sola foto Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, la manifestazione del 21 giugno contro il riarmo non consegnerà la stessa immagine. La piattaforma è contro il piano di riarmo europeo, bocciato al Parlamento europeo da M5s e Avs e sul quale il Pd ha mosso critiche, pur votandolo. Dunque “alcuni esponenti dem saranno in piazza”, garantiscono nei corridoi di Montecitorio, ma non ci sarà una delegazione organizzata né sarà presente la segretaria Schlein, impegnata ad Amsterdam con un appuntamento organizzato da Verdi e socialisti europei. Il tutto a poche ore dall'inizio, sempre in Olanda ma all'Aja, del summit Nato, in programma dal 24 al 26 giugno.
Nell'elenco delle adesioni della manifestazione a Porta San Paolo a Roma ci sono invece il Movimento 5 stelle, che parteciperà con una delegazione guidata dal presidente Conte, e Avs, che sfilerà in corteo con i due leader Fratoianni e Bonelli.
L’iniziativa …
ROMA – Se la piazza per Gaza del 7 giugno ha unito in una sola foto Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, la manifestazione del 21 giugno contro il riarmo non consegnerà la stessa immagine. La piattaforma è contro il piano di riarmo europeo, bocciato al Parlamento europeo da M5s e Avs e sul quale il Pd ha mosso critiche, pur votandolo. Dunque “alcuni esponenti dem saranno in piazza”, garantiscono nei corridoi di Montecitorio, ma non ci sarà una delegazione organizzata né sarà presente la segretaria Schlein, impegnata ad Amsterdam con un appuntamento organizzato da Verdi e socialisti europei. Il tutto a poche ore dall'inizio, sempre in Olanda ma all'Aja, del summit Nato, in programma dal 24 al 26 giugno.
Nell'elenco delle adesioni della manifestazione a Porta San Paolo a Roma ci sono invece il Movimento 5 stelle, che parteciperà con una delegazione guidata dal presidente Conte, e Avs, che sfilerà in corteo con i due leader Fratoianni e Bonelli.
L’iniziativa è promossa da più di 430 fra reti, organizzazioni sociali, sindacali, politiche che hanno sottoscritto l'appello della Campagna europea Stop Rearm Europe: Arci, Ferma il Riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia.
"Noi ci saremo, ci saremo in forze", ha annunciato Conte: “Noi siamo da sempre, dall'inizio, assolutamente in prima linea a dire no al riarmo e a una corsa all'escalation militare. Altro che la folle corsa al riarmo. Piuttosto, si investano più risorse per aiutare chi è in difficoltà, chi non arriva alla terza settimana del mese, chi pur lavorando è povero".
La non adesione ufficiale del Pd mette invece Schlein al riparo dalle polemiche interne. Nel partito infatti ci sono, come è emerso in questi mesi, diverse sensibilità sul tema del riarmo. I riformisti si sono sempre espressi a favore del piano europeo, anche a Bruxelles, e la piazza del 21 giugno avrebbe messo a repentaglio l’unità del partito. Invece i riformisti prendono atto, soddisfatti, che “il partito democratico non aderisce alla manifestazione del 21 e che ci andranno singoli esponenti che evidentemente si ritrovano in quella piattaforma”. Nella piattaforma della manifestazione, d'altra parte, si utilizza la parola genocidio accostata a Gaza. Un termine che la stessa segretaria, rimarcano dalla minoranza dem, “ha evitato accuratamente di pronunciare a Piazza San Giovanni, nonostante altri ne facessero largo uso”. Ci saranno comunque esponenti della sinistra Pd. Lo stesso Pierluigi Bersani ha detto che “è difficile non essere d’accordo con chi è contro questo piano di riarmo”.
Convinti dell’adesione anche i due leader di Avs. "Portare la spesa militare al 5% del Pil per rispondere alle richieste della Nato è una scelta gravissima che punta a militarizzare il bilancio pubblico, sacrificando scuola, sanità, ambiente e diritti sociali sull'altare della guerra", spiega Bonelli. Mentre Fratoianni si sofferma sul silenzio del governo italiano di fronte a quanto accade nel contesto internazionale e sui vari teatri di guerra: "Il mondo è in fiamme, siamo sull'orlo di una guerra totale dopo l'ennesima violazione del diritto internazionale da parte di Israele con l'attacco all'Iran. E il nostro governo appare muto anzi prono di fronte alla nuova corsa al riarmo. Contro tutto questo serve una mobilitazione popolare e ampia per la pace".