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Tajani apre al terzo mandato ma in cambio dello Ius scholae

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani

 (ansa)

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Domani il vertice di governo. FI chiede riforma sulla cittadinanza, il sindaco di Verona (Tosi) e un ruolo sulla scelta per Milano
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Roma – Tempi stretti e una trattativa in corso nell’attesa del prossimo vertice di maggioranza, fissato per domani. Prendere una decisione su una legge che dia la possibilità ai presidenti di Regione di svolgere un terzo mandato è ormai urgente perché da questa norma dipenderanno le candidature da presentare alle elezioni regionali d’autunno.

Il tempo «sta per scadere», per utilizzare le parole, pronunciate ieri nei corridoi del Senato, dal ministro dei rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che fa i conti con i regolamenti e la pausa estiva alle porte. Nelle stesse ore, a Montecitorio, si aggira Antonio Tajani. Anche lui vuol parlare di terzo mandato per ribadire la contrarietà di Forza Italia e alzare la posta in questa partita tra gli alleati molto complicata. La durata in carica dei governatori «non è nel programma», puntualizza il vicepremier azzurro, che lancia una stilettata dicendo di non essere disponibile a «vendersi per un piatto di lenticchie». Tajani si riferisce alle …

Roma – Tempi stretti e una trattativa in corso nell’attesa del prossimo vertice di maggioranza, fissato per domani. Prendere una decisione su una legge che dia la possibilità ai presidenti di Regione di svolgere un terzo mandato è ormai urgente perché da questa norma dipenderanno le candidature da presentare alle elezioni regionali d’autunno.

Il tempo «sta per scadere», per utilizzare le parole, pronunciate ieri nei corridoi del Senato, dal ministro dei rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, che fa i conti con i regolamenti e la pausa estiva alle porte. Nelle stesse ore, a Montecitorio, si aggira Antonio Tajani. Anche lui vuol parlare di terzo mandato per ribadire la contrarietà di Forza Italia e alzare la posta in questa partita tra gli alleati molto complicata. La durata in carica dei governatori «non è nel programma», puntualizza il vicepremier azzurro, che lancia una stilettata dicendo di non essere disponibile a «vendersi per un piatto di lenticchie». Tajani si riferisce alle ipotesi, circolate in questi giorni, che il vero intento di Forza Italia sia quello di ottenere dal braccio di ferro tra Fratelli d’Italia e Lega, la candidatura di Flavio Tosi a Verona.

Sul piatto, in realtà, c’è la candidatura dell’ex leghista, che ha il sapore di un dito nell’occhio a Salvini: ma ottenerla non sarebbe abbastanza. Per il via libera degli azzurri al terzo mandato serve avviare una trattativa politica più complessa e che tocchi più punti, viene spiegato in ambienti parlamentari. Non ultimo, la richiesta di una valutazione concordata per scegliere il candidato sindaco di Milano.

Così quella di Tajani ha tutto il sapore di una sfida agli alleati. Tra i temi cari agli azzurri c’è anche la modifica delle regole per la cittadinanza. Forza Italia ha depositato in entrambi i rami del Parlamento la sua proposta sullo Ius scholae che prevede di dare la cittadinanza a chi è nato in Italia o vi è arrivato entro il quinto anno di età, ha 16 anni e ha compiuto con successo la scuola obbligatoria. Fratelli d’Italia e Lega hanno detto chiaramente di non voler rivedere le norme, forti dell’esito del referendum e perché lo Ius scholae non fa parte del programma di governo. Ed è su questo aspetto che punta il ministro degli Esteri: se proprio si deve discutere di terzo mandato bisogna fare una trattativa perché «se Forza Italia deve accettare una cosa che non è nel programma, allora gli alleati devono accettare una nostra proposta che anche non è nel programma di governo». E nel calderone potrebbe finire anche il taglio dell’Irpef che gli azzurri considerano «una priorità» e sui cui comunque un’apertura da parte di Giorgia Meloni.

La premier per ora si è tenuta lontana dalla discussione, ma il tempo ormai sta per scadere. Per il 24 giugno è stato fissato il termine ultimo per gli emendamenti al disegno di legge su assessori e consiglieri regionali che sarebbe il veicolo individuato per poter approvare in tempo la norma che sbloccherebbe la nuova candidatura di Luca Zaia in Veneto, il vero oggetto del contendere. E a seguire di tutti gli altri leghisti come Massimiliano Fedriga in Friuli Venezia Giulia e Maurizio Fugatti in Trentino Alto Adige. Ma non solo: anche in Campania si riaprirebbe per il centrosinistra il caso del governatore Vincenzo De Luca. Non a caso le opposizioni hanno già annunciato una montagna di emendamenti per impedire al governo di raggiungere l’obiettivo.

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