PARIGI – Tre ore. Tanto durerà il vertice Nato all’Aia, concepito come un mini-summit per evitare l’implosione dell’Alleanza atlantica. Molti leader ricordano ancora il caotico incontro del 2018, quando il neo-eletto Trump aveva duramente attaccato gli alleati. Tra loro, l’attuale segretario generale della Nato, Mark Rutte, allora premier olandese, che si è speso per concentrare la discussione tra i leader nella sola mattinata di mercoledì. «Un formato inabituale» sottolinea un diplomatico europeo con malizia. L’obiettivo è semplice: evitare l’umiliazione pubblica, la sfuriata, il tweet devastante che potrebbe compromettere l’unità occidentale nel momento più fragile dalla Guerra Fredda.
Trump dovrebbe partecipare martedì sera alla cena con la famiglia reale olandese e alla breve sessione di lavoro del giorno seguente. Ma nessuno ha certezze dopo il colpo di scena al G7 di Kananaskis – partenza anticipata, accuse a Macron, gelo con gli altri leader – la paura di un nuovo strappo aleg…
PARIGI – Tre ore. Tanto durerà il vertice Nato all’Aia, concepito come un mini-summit per evitare l’implosione dell’Alleanza atlantica. Molti leader ricordano ancora il caotico incontro del 2018, quando il neo-eletto Trump aveva duramente attaccato gli alleati. Tra loro, l’attuale segretario generale della Nato, Mark Rutte, allora premier olandese, che si è speso per concentrare la discussione tra i leader nella sola mattinata di mercoledì. «Un formato inabituale» sottolinea un diplomatico europeo con malizia. L’obiettivo è semplice: evitare l’umiliazione pubblica, la sfuriata, il tweet devastante che potrebbe compromettere l’unità occidentale nel momento più fragile dalla Guerra Fredda.
Trump dovrebbe partecipare martedì sera alla cena con la famiglia reale olandese e alla breve sessione di lavoro del giorno seguente. Ma nessuno ha certezze dopo il colpo di scena al G7 di Kananaskis – partenza anticipata, accuse a Macron, gelo con gli altri leader – la paura di un nuovo strappo aleggia sull’Aja. La Nato si prepara al peggio, sperando nel minimo. Sul tavolo, uno dei dossier più sensibili: il futuro del riarmo europeo. L’obiettivo di portare al 5% del Pil le spese per la Difesa, come chiede Trump, resta ufficialmente sul tavolo, ma in realtà è già oggetto di compromessi e rinvii. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha minacciato di opporre il veto, definendo l’obiettivo «irrealistico». Rutte ha ottenuto una dilazione al 2035, e una suddivisione che smussa l’impatto simbolico: 3,5% per le spese militari, 1,5% per infrastrutture e logistica di sicurezza. Nella tempistica è stata inserita anche una verifica intermedia fissata al 2029. «Sperando di essere in un nuovo ciclo politico a Washington» sottolinea una fonte europea. Tradotto: che non ci sia più Trump alla Casa Bianca.
Il nervosismo crescente nei rapporti transatlantici è palpabile tra gli sherpa. Dietro le quinte, il vero scontro si gioca sul documento finale. Francia e Polonia insistono per scrivere a chiare lettere che la Russia rappresenta «una minaccia strategica per l’Alleanza». Gli Stati Uniti frenano e il passaggio potrebbe saltare. Nessuno vuole uno strappo, ma il dissenso è profondo.
E se da una parte si chiede all’Europa uno sforzo titanico per aumentare gli investimenti militari, dall’altra – accusano fonti dell’Eliseo – si conduce una guerra commerciale che penalizza industrie e contribuenti europei. «Non si può chiedere agli europei un aumento massiccio delle spese militari e allo stesso tempo condurre una guerra commerciale contro l’Ue», ha avvertito uno dei consiglieri di Emmanuel Macron.
Qualche rassicurazione arriva da Washington almeno sul principio cardine della solidarietà militare automatica: il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha confermato che «non è in discussione». Anche il tema più esplosivo – il possibile ritiro delle truppe americane dal continente – è stato momentaneamente accantonato. Ma solo perché il Pentagono ha avviato una revisione globale delle proprie forze, dall’Indo-Pacifico al Medio Oriente, dove la crisi tra Israele e Iran rischia di aprire un nuovo fronte.