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Tre sfiducie in tre mesi. RaiSport boccia ancora il direttore Petrecca

Paolo Petrecca, direttore di RaiSport

Paolo Petrecca, direttore di RaiSport

 (ansa)

Il piano editoriale del giornalista è stato respinto dalla redazione sportiva già il 27 maggio

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Tre sfiducie in tre mesi: è record. Appartiene al neo-direttore di RaiSport Paolo Petrecca, che con l’odierna bocciatura del suo piano editoriale – già affondato una prima volta tre settimane fa - ha conquistato un primato che in Rai nessuno può vantare. Destinato a restare nel palmares delle figuracce, ma probabilmente a non incidere sul “cursus disonorum” del primo direttore meloniano della televisione pubblica, dove la fedeltà al partito viene prima di qualsiasi merito (o demerito).Trasferito lo scorso marzo da RaiNews24 proprio a seguito di una mozione di “sgradimento” votata dall’84% dei giornalisti con cui era entrato in conflitto permanente, Petrecca è stato imposto dai vertici Rai alla guida della redazione sportiva che, in nome dell’autonomia e dell’indipendenza, ha pensato bene di vendicarsi. Anche perché lui, presentando il suo programma, ha detto a chiare lettere che conveniva votare a favore “tanto io ho l’azienda dalla mia parte”.

Dopo aver nominato sei vicedirettori di provata fede che hanno trasformato la testata in un monocolore di destra: oltre a confermare Marco Lollobrigida (Fdi), Auro Bulbarelli (Lega) e Riccardo Pescante (FI), ha infatti promosso Massimo Proietto (in quota Noi Moderati, fin qui impiegato a seguire il bordo campo della serie C), Andrea De Luca (un altro leghista con base a Milano) e Annalisa Bartoli, unica donna e perciò elevata di grado in quanto “quota rosa”.

Risultato? Al primo scrutinio, il 27 maggio, Petrecca si è beccato 51 no, 36 sì e 8 schede bianche. Oggi è andata ancora peggio: sono aumentati i contrari e calati i favorevoli. Con 65 no, 30 sì e 6 schede bianche il piano editoriale del neo-direttore è stato trombato di nuovo. Fra le cause scatenanti, alcune scelte di Petrecca definite “umilianti e incomprensibili” dalla redazione ormai sull’orlo di una crisi di nervi: il cambio di tutte le line, alla cui cloche sono stati piazzati tutti amici della sua parte politica, pubblicamente rivendicati come tali; e la decisione di far condurre a una serie di esterni alcuni programmi sportivi di punta. Barbara Pedrotti, un passato da tronista a Uomini e donne prima di approdare a Sky, conduce il sabato sera 90° minuto insieme ad Alberto Rimedio: produzione peraltro spostata da Roma a Milano proprio per non scomodare la signora.

La trasmissione di calcio-mercato del lunedì sera è stata invece affidata a Marilina Succo, fin qui “meteorina” di Rainews24. E adesso? Che succede? In un’azienda normale, chi ha responsabilità di gestione ammetterebbe che un direttore che non gode della fiducia del suo gruppo di lavoro non può restare un minuto di più. È quello che chiede Usigrai: “Ci aspettiamo da parte dell'amministratore delegato – scrive il sindacato – una presa d'atto dell'errore di indicare un direttore già bocciato da un'altra testata giornalistica dell'azienda alla guida della testata che dovrà gestire le prossime olimpiadi invernali previste in Italia”. Evento di sicuro richiamo e grande valore (anche pubblicitario), al quale vanno aggiunti i mondiali di calcio a giugno prossimo.

Peccato che i “fratelli” al comando in Viale Mazzini non ne vogliano sapere. Petrecca è dei loro e non si tocca. E chi se ne importa se RaiSport è una polveriera pronta a esplodere. Se ne dovranno fare una ragione. Almeno fino alla prossima mozione di sfiducia.

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