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Schlein: “Italia non partecipi a azioni militari”. Renzi: “Meloni e Tajani non toccano palla”

La segretaria dem convoca la segreteria per le 18. Conte: “Governo in ordine sparso”. Fratoianni chiede che l’esecutivo riferisca in Parlamento
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Non ci ha pensato un istante, Elly Schlein. Di fronte alla drammatica escalation in Medio Oriente, alla decisione di Trump di attaccare l’Iran, la segretaria del Pd ha preso il cellulare e ha chiamato Giorgia Meloni. Una lunga conversazione con la premier non solo per esprimere “grave preoccupazione” per l’ingresso degli Usa nel conflitto fra Israele e Teheran che può “infiammare il mondo”, ma anche per conoscere le intenzioni del governo, ribadendo il no del Pd a qualunque forma di sostegno alla “folle strategia” del presidente americano. Avvertimento che Schlein ribadirà subito dopo in una nota: “Il governo Governo italiano dica con chiarezza che non parteciperà ad azioni militari né consentirà che il nostro territorio possa essere utilizzato per fornire sostegno a una guerra che la comunità internazionale deve provare a fermare prima che sia troppo tardi, e si impegni per la de-escalation e per far tornare tutti gli attori coinvolti al tavolo negoziale, anche per difendere il Tratt…

Non ci ha pensato un istante, Elly Schlein. Di fronte alla drammatica escalation in Medio Oriente, alla decisione di Trump di attaccare l’Iran, la segretaria del Pd ha preso il cellulare e ha chiamato Giorgia Meloni. Una lunga conversazione con la premier non solo per esprimere “grave preoccupazione” per l’ingresso degli Usa nel conflitto fra Israele e Teheran che può “infiammare il mondo”, ma anche per conoscere le intenzioni del governo, ribadendo il no del Pd a qualunque forma di sostegno alla “folle strategia” del presidente americano. Avvertimento che Schlein ribadirà subito dopo in una nota: “Il governo Governo italiano dica con chiarezza che non parteciperà ad azioni militari né consentirà che il nostro territorio possa essere utilizzato per fornire sostegno a una guerra che la comunità internazionale deve provare a fermare prima che sia troppo tardi, e si impegni per la de-escalation e per far tornare tutti gli attori coinvolti al tavolo negoziale, anche per difendere il Trattato di non proliferazione nucleare. L’Italia ripudia la guerra e vuole la pace”.

“Non schierare l’Italia con Trump”

È questo il timore adesso. Che Meloni, per compiacere Trump, schieri l’Italia al fianco del tycoon. “Trump diceva che avrebbe portato la pace e messo fine ai conflitti, e invece lancia le bombe in Iran e infiamma il mondo, aprendo la strada a una pericolosa escalation globale”, attacca la leader dem che ha subito convocato una riunione della segreteria per le 18. “Facciamo nostre le parole del segretario generale delle Nazioni Unite Guterres contro l’uso della forza, per il rispetto del diritto internazionale e per il ritorno immediato alla via negoziale”. È questa l’unica strada da seguire, quella che il Pd sosterrà se il governo italiano la farà sua.

Conte: “Governo in ordine sparso”

Ancora più duro Giuseppe Conte. "Trump adotta la dottrina Netanyahu: la pace attraverso la forza” scrive il capo 5s sui social. “Questo significa licenza di calpestare il diritto internazionale e rischia di produrre sempre maggiore instabilità: se abbandoniamo la via negoziale e degli sforzi diplomatici, anche le peggiori autocrazie, per garantirsi sopravvivenza, si danneranno per riempire i propri arsenali, soprattutto di testate atomiche", aggiunge Conte, prima di denunciare la mancanza di una posizione univoca dell’Italia sulla crisi mediorientale. “Il governo va in ordine sparso”, attacca l’ex premier giallorosso: “Il ministro degli Esteri Tajani si augura che dopo questo attacco si possa arrivare alla de-escalation. Per il ministro della Difesa Crosetto, all'opposto, “si apre una crisi molto più grande”. Mentre Meloni metterà ancora una volta la testa sotto la sabbia, come fa da tre anni, esprimendo 'forte preoccupazione'? Per noi piu' armi e piu' guerre non sono una via per la pace e la sicurezza. Ucraina, Afghanistan, Libia, Iraq non ci hanno insegnato nulla? Fermatevi".

Fratoianni: “Il Governo riferisca”

E se il leader di Avs Nicola Fratoianni chiede che il governo venga subito in Parlamento perché “occorre una immediata e decisa iniziativa diplomatica”, per Carlo Calenda “adesso va riportato l'Iran al tavolo e bisogna rifare sul nucleare l'accordo che Obama aveva fatto e che Trump invece ha fatto saltare". Matteo Renzi non lesina critiche all'esecutivo: “Nessuno stupore anche nel vedere Meloni e Tajani non toccare palla: abbiamo un Governo che sulla politica estera è totalmente in balia degli eventi, senza strategia e del tutto irrilevante. La politica estera italiana non esiste: abbiamo leader insignificanti, più inutili che dannosi. Ma questa non mi pare più una notizia, purtroppo. Mai come adesso servirebbero invece leader globali capaci di tenere insieme i principali dossier di politica estera, a cominciare dall'Iran, la Terrasanta, l'Ucraina. E leader europei capaci di affermare una linea diplomatica unitaria dell'Unione”.

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