La situazione in Medio Oriente, dopo l’attacco americano all’Iran, è stata al centro delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, alla Camera in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Domani si replica al Senato. Disco verde dell'aula, in serata, alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier (175 sì, 109 contrari e 9 astenuti). Polemica sulla mozione M5S che, in un passaggio, fa riferimento alla possibilità di stipulare accordi di approvvigionamento energetico con la Russia: Pd e Avs votano no, respinte le risoluzioni delle opposizioni, unica eccezione per una parte del documento proposto da Azione (votata per parti separate e approvata). Meloni domani vola all’Aia per il vertice Nato dove si parlerà di spesa militare oltre che della crisi mediorientale.
Camera boccia le risoluzioni di Pd, Avs, Iv e M5S che spacca il centrosinistra
L'Aula della Camera ha respinto le risoluzioni presentate da Pd, M5S, Avs e Iv sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio europeo. L'aula ha invece approvato parti della risoluzione di Azione, quelle su cui il governo aveva dato parere positivo. Il Pd e Avs hanno votato no ad alcuni punti della risoluzione del M5S, votata per parti separate. In particolare, quella parte del testo che faceva riferimento a un possibile accordo con la Russia sul gas è stata quella che più ha spaccato l'opposizione, insieme a quella sul supporto all'Ucraina.
Ok Camera a risoluzione maggioranza, 175 i sì
Disco verde dell'aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni della premier, Giorgia Meloni, in vista del prossimo Consiglio Ue. Sono stati 175 i voti favorevoli, 109 i contrari e 9 gli astenuti.
Bignami: “Prima delle bandiere di partito c'è il Tricolore”
"Prima delle bandiere di partito, viene il Tricolore e la bandiera italiana e noi dobbiamo avere più che mai quella esigenza". Così Galeazzo Bignami, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera, rivolgendosi alle opposizioni nel suo intervento in aula sulle comunicazioni della premier sul prossimo Consiglio europeo. Poi citando l'auspicio espresso da Meloni in aula per "cercare di superare le divisioni e costruire una posizione di coinvolgimento", ha ricordato che "subito dopo l'aggressione russa all'Ucraina, Fratelli d'Italia, che era l'unica forza di opposizione si è schierato al fianco del governo Draghi non per rendere più forte quel governo ma per rendere più forte l'Italia e le forze armate che dobbiamo ringraziare per essere impegnati in quegli scenari".
Schlein: “Meloni voleva fare da pontiera ma Trump ha fatto crollare il ponte”
"Lei voleva fare da pontiera tra Stati Uniti e Europa ma quel ponte l'ha fatto crollare Trump", ha aggiunto Elly Schlein alla Camera rivolgendosi sempre alla premier Giorgia Meloni.
Schlein a Meloni: “L’Italia ripudia la guerra e vuole la pace”
"Lei ha detto che le carte internazionali scritte molte decenni fa non sarebbero più in grado di affrontare le grandi questioni del nostro tempo. Io non sono d'accordo, gliene cito una attualissima, la Costituzione italiana che dice che l'Italia ripudia la guerra e vuole la pace", ha proseguito la segretaria del Pd Elly Schlein, parlando nell’aula della Camera.
Schlein: “Per impedire il nucleare serve negoziare non bombardare. Da Meloni nessuna chiarezza”
"Siamo tutti d'accordo che il regime teocratico non possa sviluppare l'arma nucleare, ma il modo per impedirlo non è bombardare ma negoziare”, ha detto ancora Elly Schlein alla Camera. Sulla guerra con l'Iran "pretendiamo una parola di chiarezza sul futuro che oggi ci ha negato e questo ci preoccupa, dica chiaramente che l'Italia non parteciperà a questa guerra né consentirà in alcun modo l'uso del territorio nazionale", ha ripetuto la segretaria dem.
Schlein: “Contrari alle spese militari al 5%, sarebbe la fine dello stato sociale”
"Siamo contrari all'obiettivo di portare al 5% la spesa militare, è irrealistico e dannoso. Lei non ha detto la verità, vorrebbe dire 87 miliardi di più all'anno, sarebbe la fine dello stato sociale italiano, il colpo di grazia alla sanità, alla scuola, alle pensioni. Sanchez ha dimostrato che si può dire di no", ha attaccato ancora la segretaria del Pd Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni della premer alla Camera.
Schlein: “Meloni non nomina i responsabili, Trump e Netanyahu”
"Lei è riuscita a fare la relazione senza nominare i responsabili, Trump e Netanyahu – ha sottolineato la segretaria del Pd Elly Schlein nelle dichiarazioni di voto - Trump ha agito senza il consenso del congresso. Non possiamo prevedere la reazione dell'Iran, anche della Russia e della Cina. Le ripercussioni possono essere imprevedibili. Per fortuna che Trump, il suo amico, promise di mettere fine ai conflitti in 48 ore".
Schlein a Meloni: “Dica chiaramente che l'Italia non si farà trascinare in questa guerra”
A prendere la parola in aula alla Camera ora è Elly Schlein. "La democrazia non si esporta con le bombe, è l'opposizione iraniana che va sostenuta. Presidente Meloni – ha continuato la segretaria del Pd durante le dichiarazioni di voto alla Camera – dica chiaramente che l'Italia non si farà trascinare in questa guerra né consentirà in alcun modo l'utilizzo delle basi sul nostro territorio".
Pd e Avs verso il no alla richiesta dei 5S su Russia e gas
Pd e Avs sono orientate a votare "no" alla parte della risoluzione del M5S che, alla Camera, chiede di non escludere "a priori e pro futuro una possibile collaborazione con la Russia" sulla fornitura di gas. Èquanto si apprende da fonti parlamentari di Pd e Avs. Sul resto, invece, si asterranno. Il Pd voterà "no" anche al passaggio della risoluzione del M5S che chiede di "interrompere immediatamente la fornitura di materiali d'armamento alle autorità governative ucraine". Le risoluzioni - relative alle comunicazioni della premier in vista del consiglio europeo - saranno votate al termine delle dichiarazioni di voto, in corso ora alla Camera. Non è stato ancora deciso se il voto sarà per "parti separate", cioè scomponendo i vari passaggi delle risoluzioni o se sulle varie risoluzioni nella loro interezza.
Lupi (Nm) a Conte: “Rispetto per il popolo ucraino”
"Caro , il suo gruppo ha presentato una risoluzione chiedendo di collaborare con la Russia per il gas per non essere subalterni a Usa e Israele – ha dichiarato il deputato Maurizio Lupi (Noi moderati) – Non credo che sia la visione del mondo di questo Parlamento. Ma credo che il M5S debba avere rispetto a un popolo, quello ucraino, che da tre anni subisce stragi di civili grazie all'invasione della Russia".
Conte a Meloni: “Domani all'Aia le staremo col fiato sul collo”
"Domani saremo a pochi passi da lei all'Aia. Staremo con il fiato sul collo su di lei – ha assicurato il presidente del M5S Giuseppe Conte durante le dichiarazioni di voto – perché lei finalmente pensi al bene degli italiani, e non che la soluzione sia riempire gli arsenali di carri armati, missili e armi. Pensi invece alla vera sicurezza degli italiani, quella economica. O l'Europa pone fine alle guerre o le guerre porranno fine all'Europa. L'Italia deve essere dalla parte giusta".
Conte: “Meloni garantisca che non darà supporto con le basi”
Ha continuato Giuseppe Conte rivolgendosi alla premier Meloni: "Dovrebbe garantire qui che l'Italia non si lascerà coinvolgere neppure indirettamente nell'escalation, che le nostre basi non daranno supporto per favorirla. Lei ha illuso un po’ tutti. Credo che la sua politica sia viziata da grossi limiti, deleteri per il Paese. Lei non vuole pregiudicare i rapporti con l'establishment, con chi fa affari nei comparti della difesa. Lei confonde la politica estera con l'ideologia, agisce per difendere i suoi alleati politici", ha concluso il leader del M5S.
Conte: “Meloni non lascia traccia, non incide sui dossier”
È il momento di Giuseppe Conte. "Sono tre anni che ci chiediamo quale traccia ha lasciato, su quale dossier ha inciso, quale sia la politica estera dell'Italia. La verità è che lei ha sempre provato a stare nel mezzo, cercando di non scontentare mai le decisioni prese a Bruxelles, Washington o alla Nato", ha sottolineato il presidente del M5S nelle dichiarazioni di voto, dopo le comunicazioni della premer alla Camera.
Fratoianni: “Aperto al confronto, ma da Meloni nessuna risposta”
"È la leader di un grande Paese del G7, ma il punto è dove vuole stare. Se non ha il coraggio per tutti noi di assumere una posizione chiara, si rende complice della distruzione delle regole create all'indomani della seconda guerra mondiale. È questo che vogliamo discutere con lei, io mi confronto. Ma lei la risposta non ce la dà – ha detto il leader di Sinistra italiana e deputato di Avs Nicola Fratoianni durante le dichiarazioni di voto in aula alla Camera – Sulle basi americane non ci ha dato risposta".
Boschi: “Renzi parlava alla Knesset, Meloni a Babbo Natale”
"La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è voluta atteggiare a madre della Patria, salvo poi fare una requisitoria contro i suoi predecessori. Nel 2015, con Renzi presidente del Consiglio, il premier parlava alla Knesset e a Teheran, no ad Atreju o al circolo polare artico a parlare con Babbo Natale – ha commentato Maria Elena Boschi di Italia Viva nelle dichiarazioni di voto – Parlare con le opposizioni le sarebbe più utile che parlare con il suo governo visto che non ne azzecca una. Il ministro Tajani poche ore prima dei bombardamenti in Iran ci rassicurava dicendoci che non ci sarebbero stati bombardamenti. Non ne ha azzeccata una come l'altro vicepresidente, Salvini – ha concluso Boschi – Mentre la presidente del Consiglio attacca le opposizioni in questa aula, l'Iran attacca le basi americane".
Magi: “Parlate di Difesa Ue e vi accontentate della sussidarietà”
"Noi abbiamo ascoltato sull'Europa, tra i banchi del governo sempre più vuoti, ribadire dalla presidente del Consiglio il principio di sussidiarietà – ha sottolineato in Aula alla Camera Riccardo Magi, segretario di +Europa – La domanda che poniamo è questa: voi pensate che in questo momento per garantire veramente quella sicurezza di cui parlate la Ue debba avere quelle competenze di politica estera che oggi non ha? Questa è la vera domanda. C'è confusione in questo governo rispetto a un mondo che sta cambiando. Il presidente Trump che Meloni non ha avuto il coraggio politico di citare, unilateralmente e senza informare i partner ha bombardato l'Iran. Se voi siete un ponte dovete avere la forza e il coraggio di parlare con entrambe le sponde. Il problema in Europa sono esattamente i nazionalisti come voi che si accontentano della sussidiaretà".
Meloni cita Thatcher: "I nostri valori assicurati dalla forza della difesa"
"Abbiamo parlato di valori, di democrazia, su cui tutti siamo d'accordo – ha detto ancora la premier Giorgia Meloni conclude la sua replica alla Camera – Allora mi piace molto ricordare una frase di Margaret Thatcher: 'Non dimentichiamoci mai che il nostro stile di vita, i nostri valori, non saranno assicurati da quanto sono giuste le nostre cause ma da quanto è forte la nostra difesa".
Meloni: “Fare come Sanchez? Nessuna differenza tra impegni di Spagna e Italia”
"Perché non ho fatto come la Spagna? Comunico ufficialmente che non c'è alcuna differenza tra gli impegni che ha assunto la Spagna in ambito Nato e quelli che ha assunto l'Italia - ha risposto la premier Giorgia Meloni – Gli impegni sono uguali per tutti, e sono stati sottoscritti da tutti".
Meloni: “Più spese militari per non lasciare l’Italia esposta”
Da premier "Conte ha firmato l'impegno ad aumentare le spese di difesa dello 0,8%. Apprendo oggi che il M5S non era d'accordo con quell'impegno, io lo ero. Questo governo firma questo impegno" ad aumentare le spese militari "perché lo condivide – ha detto la premier Giorgia Meloni in aula alla Camera – Perché, guardiamoci intorno: gli scenari di caos si stanno moltiplicando, mi si chiede in uno scenario come questo di lasciare l'Italia esposta? Non possiamo farlo perché conosciamo il prezzo che una nazione paga quando non è in grado di difendersi. Non possiamo farlo anche se sappiamo che il tema consenso c'è. Siamo sempre pronti ad assumerci le responsabilità".
Meloni a Faraone: “Da tanto non mi capita di giocare a burraco...”
“Sul tavolo del burraco, onorevole Faraone, è parecchio che non mi capita di giocare, mi capita invece di passare le mie giornate a occuparmi" di dossier internazionali. Così, con una battuta, la premier Giorgia Meloni risponde al deputato di Italia Viva in sede di replica dopo il dibattito sulle comunicazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo.
Meloni: “Strumentale citare formato E3, c'è da 20 anni e 12 governi”
"Sul presunto isolamento dell'Italia, un'accusa che ho sentito molto spesso (nel caso specifico Bonelli e altri facevano riferimento alla riunione di Gran Bretagna, Francia e Germania con l'Iran e quella riunione si chiama formato E3, esiste da vent'anni) e credo che sia strumentale accorgersi dopo 20 anni che il formato E3 esiste, e dopo 12 governi italiani che hanno visto questo formato esistere", ha replicato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni sottolineando che "non fare parte di questo formato non ci impedisce di continuare a lavorare come stiamo facendo su tutti i tavoli".
Meloni: “Non capisco le accuse di subalternità a Usa”
"Per quanto riguarda le accuse di subalternità agli Usa, faccio un po’ di fatica a seguire la logica di questo ragionamento". Infatti, "dalla fine della seconda guerra mondiale l'Europa occidentale è stata subalterna agli Usa per la semplice ragione che gli Usa si sono fatti carico di garantire la sicurezza del continente – ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella sua replica al dibattito sulle comunicazioni alla Camera in vista della riunione del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno – La realtà politica da cui provengo ha sempre sostenuto il riequilibrio all'interno della Nato con due colonne: una europea e una americana", ha poi osservato la premier. Aggiungendo: "Oggi che l'Ue è chiamata ad assumersi la responsabilità della propria sicurezza svincolandosi dall'ombrello Usa si sostiene che sia un atto di subalternità".
Standing ovation FdI-FI a Meloni su "leader di una nazione che conta". I deputati leghisti restano seduti
"Io sono la leader di una nazione che conta, ma non perché conto io ma perché conta l'Italia". Alle parole della premier Giorgia Meloni nel corso della replica alla Camera, il centrodestra ha risposto con applausi, poi i deputati FdI, poi quelli di Forza Italia. Applaudono restando però seduti i deputati della Lega.
Meloni: “Sono leader di una nazione che conta”
“Io sono il leader di una nazione che conta, non perché io conto ma perché sono leader dell'Italia, fondatrice dell'Ue, della Nato, la seconda economia manifatturiera e la terza economia europea – ha commentato la premier Giorgia Meloni alzando il tono della voce in aula alla Camera – Il potere dei paesi non cambia in base al governo. Sono consapevole di quella forza e se qualcun altro prima di me non lo è stato ne abbiamo pagato il prezzo. Certo che sono leader di una nazione che conta, tutti qua rappresentiamo una Nazione che conta".
Meloni: “Non ho difficoltà a riferirmi a Trump o Netanyahu”
"Mi ha stupito la polemica su chi ho nominato o no nell'intervento. Quando scrivo una relazione non penso a chi devo citare ma alle risposte che devo dare. Non ci sono seconde ragioni. Non ho difficoltà a riferirmi a Trump o Netanyahu", ha precisato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle repliche alla Camera.
Meloni in replica: “Se Usa chiederanno basi italiane ci sarà un passaggio parlamentare”
Sull'eventuale richiesta degli Stati Uniti di un utilizzo di basi militari nella guerra tra Israele e Iran, la premier ha risposto: “Io non penso che accadrà ma una decisione del genere dovrebbe avere un passaggio parlamentare, a differenza di quanto accaduto quando noi non eravamo al governo”. Nessuna richiesta è arrivata dagli Stati Uniti, ha ribadito la premier, invitando a evitare speculazioni.
Meloni alla Camera: “Non rispondo a polemiche, falsità e toni da campagna elettorale”
È il momento delle repliche della premier Giorgia Meloni. "Non voglio rispondere alle polemiche, ad alcune falsità, ad alcuni toni che ho sentito da campagna elettorale – ha detto aprendo il suo intervento in aula della Camera in seguito alla discussione generale sulle comunicazioni rese dalla premier in vista del prossimo Consiglio europeo – Penso che percepiate come me la preoccupazione dei cittadini italiani e penso che non aiutiamo quella preoccupazione dando l'impressione che siamo più interessati ad accusarci tra di noi che a concentrarci sulle crisi in atto, e quindi preferisco rimandare i toni da campagna elettorale a tempi più sereni di questi".
Candiani: “Israele ha fatto il lavoro sporco per conto terzi”
“È evidente e sotto gli occhi di tutti che l'Onu è evaporata e che una grande organizzazione come l'Ue non è approdata a una capacità politica estera. Ci siamo trovati davanti a dei paradossi: Israele ha fatto il lavoro sporco conto terzi, anche per conto di quelli che ora si nascondono dietro frasi di condanna”, ha detto intervenendo il deputato della Lega Stefano Candiani in aula alla Camera. "L'Ue se ha senso di esistere deve costruire una politica estera che abbia un alfa e omega e non un comunicato stampa portato in maniera anonima – ha aggiunto – Minacce come quelle dell'Iran non possono essere tollerate a livello internazionale. L'Ue non può uscirsene con immagini come il kit di sopravvivenza, ci fa diventare ridicoli. L'inviato speciale per il Medio oriente è l'ex ministro Di Maio ma questo ci sconforta...non è questa la strada che porta ha un ruolo e questo vuoto viene coperto dai B2 americani".
Provenzano (Pd): “Per Salvini Trump avrebbe portato la pace, invece ha infiammato il mondo”
Attacca anche il deputato Pd, Giuseppe Provenzano, che chiede alla presidente Meloni “di non consentire l'utilizzo delle basi sul nostro territorio per non partecipare a una guerra che non è la nostra e che va fermata. Un regime lo colpisci con chi combatte per la libertà e per le donne, non con le bombe che colpiscono anche loro. Ci voleva Salvini per pensare che con Trump il mondo avrebbe ritrovato ordine e pace al punto di candidarlo al Nobel. Trump aveva promesso di fermare in pochi giorni ogni guerra, oggi ha infiammato ancora di più il mondo violando ogni diritto internazionale. La verità è che Trump era convinto di usare Netanyahu per fare il lavoro sporco, e invece è stato usato lui", ha concluso Provenzano.
Bonelli (Avs) a Meloni: “Chiede dialogo ma non si capisce su quali basi”
"Lei oggi nel suo intervento ha chiesto un dialogo con l'opposizione ma non è chiaro sulla base di quali condizioni, se non - da parte sua - sulla base di un ascolto passivo da parte delle opposizioni. Io ad esempio non condivido quello che lei ha detto – ha commentato Angelo Bonelli di Avs in aula alla Camera – Lei perché non riesce a pronunciare la parola condanna davanti all'infamia di Gaza. Si può morire per un pugno di riso e farina? Signora presidente perché non riesce a condannare? Penso che Netanyahu sia un criminale, uccidere bambini che chiedono cibo, radere al suolo ospedali è un crimine. Sentire Tajani dire che le sanzioni a Israele sono una proposta velleitaria lo trovo incredibile. Avete consentito al terrorismo di crescere - ha affermato ancora Bonelli - Le faccio tre domande: perché un doppio standard a Gaza, perché non vuole sanzionare Israele? Sono stati commessi crimini a Gaza, sì o no? Poi il 5% del Pil ...ci dice dove prende i soldi? Non diamo sole agli italiani.... Trump vuole che l'industria bellica sia foraggiata, ma sicuramente non nel nostro nome".
Ricciardi (M5S) a Meloni: “Non ha avuto il coraggio di citare Trump”
"Gli Usa hanno bombardato l'Iran, siamo qui oggi a discutere prevalentemente di questo, e lei presidente Meloni non ha avuto il coraggio di citare mai una volta Donald Trump in tutto il suo discorso: già dice tutto di come vuole affrontare la questione". Così il capogruppo del M5S Riccardo Ricciardi nella discussione generale in aula alla Camera. "Oggi dice che l'Iran deve cogliere l'occasione...siamo arrivati alle bombe che creano opportunità. Lei oggi - ha aggiunto il deputato M5S - è riuscita a dire che dobbiamo ampliare lo sguardo sul Medio Oriente dicendo che ci sono anche cose positive ma questo è in realtà invitare a distogliere lo sguardo da Gaza, dai suoi 60mila morti. Ha detto che dobbiamo essere fieri di quello che fa l'Italia mentre aveva accanto il vicepremier che ha stretto la mano del genocida Netanyahu mentre faceva un genocidio, lo ha detto mentre vendiamo armi a Israele. Ha cercato di accreditare solo se stessa, ha ripulito la sua immagine piegando la tradizione democratica di questo Paese. Avete generato una situazione che "ora non controllate più - ha sottolineato però Ricciardi - State portando un continente, un Paese, in guerra, forse non ve ne rendete conto, ma a morire non ci andrete voi perché a morire ci va il popolo e non i potenti. Ma non lo farete a nome di tutti, non in nome del popolo italiano”.
Faraone: “Il governo è protagonista solo al tavolo del Burraco”
"Oggi ci saremmo aspettati un appello all'unità e invece l'intervento ha esaltato l'azione del governo definito 'protagonista in tutti i tavoli'. L'unico tavolo dove è protagonista è quello di Burraco, negli altri siamo assenti – sostiene Davide Faraone (Iv) in aula alla Camera intervenendo alla discussione generale sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio Ue – Non lo diciamo solo noi che il governo è irrilevante...Presidente Meloni non provi a confondersi con i nostri medici, volontari, militari: persone di cui siamo orgogliosi ma non siamo invece orgogliosi del lavoro di questo governo. La presidente abbandona i banchi del governo - aveva inoltre notato in apertura del proprio intervento il deputato - e va bene così...".
Carfagna: “L’Europa diventi una potenza militare”
Prende la parola Mara Carfagna: “Come Noi moderati ribadiamo: l'Europa deve fare un salto di qualità in termini di politica comune o le decisioni che ci riguardano da vicino rischiano di passare sopra le nostre teste; la sfida è fare dell'Europa una potenza militare e non solo una potenza economica e commerciale”, ha detto nel corso della discussione generale alla Camera sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio Ue.
Cuperlo a Meloni: “Escluda qualsiasi coinvolgimento dell'Italia”
Il deputato Pd Gianni Cuperlo, durante la discussione generale sulle comunicazioni della premier in vista del Consiglio Ue, chiede alla premier Meloni “di proclamare qui,
possibilmente nella sua replica, l'impegno solenne ad escludere qualsiasi coinvolgimento nel conflitto: l'Italia non deve diventare terreno a disposizione di un presidente degli Usa che si finge pompiere mentre appicca il fuoco". Pur avendo "apprezzato il suo discorso - ha aggiunto Cuperlo - è mancata una visione strategica della crisi". Il diritto internazionale "è stato calpestato, l'Ue è afona, assente e mai come oggi, dai banchi dell'opposizione ci rivolgiamo a lei: si batta perché l'Ue convochi un tavolo e si attivi per un nuovo accordo con garanzie precise. Il nodo è qui: l'uso della forza non può mai sostituire il primato del diritto".
Lucaselli (FdI): “Spiace che due ex premier speculino, sono invidiosi”
"Questo governo parla una lingua diversa, quella della fermezza e della prudenza, è un'Italia che non alza i toni ma non abbassa mai la testa. Mi auguro davvero che la pochezza d'animo di alcuni non prenda il sopravvento, che il Parlamento non voglia lucrare. Spiace che proprio due ex premier, che dovrebbero sapere quanto delicato sia il momento, abbiano deciso di speculare sulle tensioni per manifestare livore e invidia. Non è serio non è responsabile, non è credibile", dice la deputata di FdI Ylenja Lucaselli durante discussione generale in aula alla Camera.
Calenda: “Vergognosa la mozione M5S sembra scritta da Putin”
"La vergognosa mozione del M5S, tra disarmo unilaterale, abbandono dell'Ucraina e ripresa della dipendenza dal gas russo, sembra scritta da Putin.
Credo che a questo punto il Pd debba prendere atto che non può esserci una proposta di governo alternativa alla destra da chi ha una linea di politica estera sulla Russia identica a quella di Salvini. Poi fate voi", scrive su X il leader di Azione Carlo Calenda.
Della Vedova: “Urgente avanzare su integrazione dell’Europa”
"Se non si fanno gli Stati Uniti d'Europa, partendo da una politica estera di Difesa comune, senza diritto di veto per nessuno, anche la sussidiarietà andrà in salita perché l'Europa così come è non sarà sufficiente, nonostante i progressi straordinari compiuti fino ad oggi". Così Benedetto Della Vedova intervenendo in aula a Montecitorio dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo. L'integrazione politica dell'Ue, ha avvertito l'esponente di +Europa, va compiuta "a maggior ragione prima di altri allargamenti". In un frangente di crescente instabilità mondiale, "è importante garantire prosperità, libertà, democrazia e sicurezza" in Europa, ha incalzato l'ex sottosegretario agli Esteri chiedendo a Meloni di portare a nome dell'Italia questo messaggio a Bruxelles.
Risoluzione della maggioranza: sostegno all’Ucraina e soluzione diplomatica al nucleare Iran
Proseguire con il sostegno all'Ucraina, "per tutto il tempo necessario" e in una "prospettiva che porti da subito al cessate il fuoco" e "sostegno al negoziato" per la soluzione diplomatica della crisi mediorientale, anche per la questione nucleare iraniana. Sono i due impegni indicati dalla maggioranza al governo nella risoluzione posta in serata al voto dell'assemblea di Montecitorio, a seguito delle comunicazioni del presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sul prossimo Consiglio europeo e la situazione in Medio Oriente. In particolare, l'esecutivo è chiamato a "proseguire nell'azione già intrapresa nel precedente Consiglio europeo, in linea con la risoluzione 6/00164 approvata dalla camera il 19 marzo 2025". Quanto al conflitto israelo-palestinese si sollecitano “iniziative in grado di alleviare le sofferenze dei civili e a ottenere il completo ed immediato rilascio degli ostaggi israeliani".
Opposizioni in ordine sparso: tre risoluzioni differenti per Pd, M5S e Avs
Tre risoluzioni differenti per Pd, M5S e Alleanza verdi e sinistra alle quali si aggiungono quelle dei centristi: le opposizioni alla Camera si presentano, ancora una volta, in ordine sparso sulle comunicazioni della premier riguardanti il prossimo Consiglio europeo in programma il 26 e 27 giugno. Un passaggio della mozione del M5S fa riferimento, ancora una volta, alla possibilità di stipulare accordi di approvvigionamento energetico con la Russia. L'obiettivo, si spiega, è quello di "garantire il contenimento dei prezzi dell'energia elettrica e del gas naturale nonché la resilienza energetica dell'Unione europea, che deve essere in grado di adeguarsi ai mutevoli scenari del quadro geopolitico mondiale senza legarsi a specifiche fonti energetiche in maniera quasi monopolista". Un riferimento che ha provocato una levata di scudi da parte di quelle forze più nettamente schierate a difesa di Kiev.
Al via alla Camera il dibattito sulle comunicazioni di Meloni
Al via, in aAula alla Camera, la discussione generale sulle comunicazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del Consiglio Ue. Gli interventi dureranno circa un paio di ore, dopodiché seguirà la replica della premier, le dichiarazioni di voto e i voti.
Meloni: “L’Iran colga l’occasione per un’intesa sul nucleare”
"L'Iran deve cogliere l'opportunità di un accordo" con Washington sul "proprio programma nucleare". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni parlando del conflitto in Iran alla Camera dei deputati.
Libia, Meloni: “Ue eserciti sua influenza per rispetto tregua”
"I violenti scorsi a Tripoli delle scorse settimane dimostrano che non possiamo permetterci di trascurare la Libia. Ciò che accade in Libia ha immediate ripercussioni sulla sicurezza dell'Unione europea e l'Italia è di gran lunga la nazione più esposta a eventuali rischi e minacce. Il quadro sul terreno resta molto fragile e imprevedibile e l'Italia sostiene pienamente gli sforzi per consolidare il cessate il fuoco attraverso il dialogo ma chiediamo che anche l'Ue eserciti tutta la sua influenza affinché le parti continuino a rispettare incondizionatamente la tregua, assicurando ogni sforzo per scongiurare che ci siano ulteriori vittime civili o danni alle infrastrutture". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni.
Meloni: “Su Paesi sicuri c'è stata distorta lente ideologica”
La strategia europea della lotta all'immigrazione illegale "include anche centri di rimpatrio europei in Paesi terzi". Lo ha sottolineato la premier Giorgia Meloni intervenendo in Aula alla Camera. Meloni ha aggiunto che "la lista Ue dei Paesi sicuri" ha fatto giustizia di "una distorta lente ideologica alla quale abbiamo assistito" in questi mesi. "L'Italia è stata ed è all'avanguardia in questo dibattito europeo", ha detto ancora.
Migranti, Meloni: “Italia all'avanguardia nel dibattito”
"L'Italia è all'avanguardia sul dibattito" riguardante i migranti e "anche in questo consiglio europeo si lavorerà" su questo tema. "Vogliamo continuare a cercare soluzioni sempre più efficaci". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle sue comunicazioni alla Camera.
Meloni: “Fare di più per la difesa è una necessità strategica”
"Siamo pronti a fare di più per la difesa, per noi è una necessità strategica che non possiamo disattendere perché nessuna nazione e organizzazione di Stati può essere indipendente e sovrana se affida ad altri la sua difesa. Questo ha ricadute che vanno oltre la questione della difesa in sé, perché coinvolge dinamiche commerciali, cioè la possibilità di difendere i propri interessi nazionali. Ma se non difendi, non decidi e non puoi considerarti libero". L'ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera.
Meloni: “Obiettivi concreti per la ricostruzione dell'Ucraina”
"Intendiamo continuare a sostenere l'Ucraina nella sua legittima autodifesa anche nella prospettiva della ricostruzione, una delle più importanti scommesse per una nazione libera e sovrana". E alla conferenza di Roma a luglio "garantiremo l'impegno al popolo ucraino" per un futuro di "pace e benessere. È una sfida ambiziosa che possiamo vincere se lavoriamo insieme e e mobilitiamo anche i privati". Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dicendosi convinta che si otterranno "obiettivi concreti" verso una "Ucraina libera e prospera".
Meloni: “Si va verso un nuovo quadro di stabilità Libano-Siria-Palestina”
"Iniziamo a vedere un nuovo quadro in Medio Oriente con una nuova leadership in Libano e in Siria. L'Italia farà il possibile per un nuovo triangolo di stabilità in Libano, Siria e futuro stato palestinese. Un quadro regionale in cui Israele deve essere inquadrato come un partner e non come un nemico. Un quadro epocale dove estremisti proveranno a inserirsi". Lo dice la premier Giorgia Meloni.
Difesa, Meloni: “Manterremo impegni. No ad una Italia indifesa”
"Servono impegni chiari e sostenibili". Così la premier Giorgia Meloni, parlando del vertice della Nato che ci sarà all'Aja sulla difesa comune. "L'impegno è quello di arrivare al 3,5%" in spese di difesa e al 1,5 in spese di sicurezza. "Impegni importanti e necessari che l'Italia rispetterà. L'alternativa sarebbe più costosa. Non lasceremo l'Italia esposta ed indifesa" di fronte al caos, dice la premier.
Ucraina, Meloni: “Pressioni verso Russia. Ok ad altre sanzioni”
"La Russia deve impegnarsi per sedere al tavolo negoziale". Così la premier Giorgia Meloni nell'Aula della Camera. "Serve una pressione coordinata" nei confronti della Russia, "siamo pronti ad un altro pacchetto" di sanzioni. "Intendiamo sostenere l'Ucraina anche nella ricostruzione", dice la premier.
Medio Oriente, Meloni: “Serve processo politico verso la soluzione due Stati”
È necessario "un processo politico che conduca alla soluzione dei due Stati" in Medio Oriente, con scelte "coraggiose in primo luogo da parte di Israele", "garanzie di sicurezza reali" e "una piena normalizzazione" dei rapporti fra Israele e il mondo arabo. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Meloni: “Allo studio trasloco in Oman ambasciata Teheran”
"È allo studio possibilità di ricollocare l'ambasciata a Teheran temporaneamente in Oman". Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni alla Camera.
Meloni ringrazia operatori a Gaza: “Li sosteniamo e proteggiamo”
"Consentitemi in questa Aula di ringraziare gli operatori umanitari, i medici e paramedici che operano nella Striscia: siamo loro vicini, faremo di tutto per sostenerli e proteggerli". Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nelle comunicazioni alla Camera.
Meloni: “Serve un'azione coesa per un esito negoziale”
Con gli atri leader, in Medio Oriente "concordiamo su un'azione coesa per un esito negoziale. Tajani ha parlato con il segretario di stato Rubio e ripeterà la posizione al vertice europeo". Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni alla Camera.
Meloni: “Pericoloso che l'Iran abbia armi nucleari”
"Noi consideriamo molto pericoloso che l'Iran si doti dell'arma nucleare non solo per il pericolo in sè, ma perché avvierebbe una rincorsa alle armi atomiche in altre zone dell'area innescando un effetto domino". L'ha detto la premier Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo.
Meloni: “Prioritario per l’Italia il cessate fuoco a Gaza, Israele si fermi”
"Ribadiremo anche un altro obiettivo, il cessate il fuoco a Gaza, dove la legittima reazione di Israele a un insensato attacco sta assumendo forme drammatiche e inaccettabili". Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo.
Meloni: "A Gaza la reazione di Israele ha forme inaccettabili, serve subito il cessate il fuoco"
Meloni: “Nessun aereo partito da basi italiane”
"Confermo quanto già detto dai ministri Tajani e Crosetto: nessun aereo è partito da basi italiane" per colpire l'Iran "e la nostra nazione non ha in alcun modo partecipato ad azioni militari". Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle sue comunicazioni alla Camera.
Meloni: “Ci occupiamo degli approvvigionamenti energetici”
"Ci siamo occupati di assicurare all'Italia i approvvigionamenti energetici necessari". Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo. "L'acuirsi della crisi genera preoccupazione per ripercussioni".
Meloni: “Ue si concentri sulle questioni su fa differenza”
"È ancora più sensato oggi il richiamo al principio di sussidiarietà, spesso fatto all'Ue, oggi anche più di ieri è necessario concentrarsi sulle questioni su cui si può fare la differenza e non nelle materie di dettaglio che possono essere meglio" gestire "a livello nazionale". Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni alla Camera, nelle comunicazioni sul prossimo Consiglio europeo.
Meloni: “Comprendiamo rischi, dialogo con Parlamento”
"Il frangente internazionale è estremamente complesso". Lo dice la premier Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni alla Camera in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. "Si discuterà su quali devono essere le priorità e quali iniziative mettere in campo. "Si capisce bene quanto è sensato oggi quel richiamo al principio di sussidarietà dell'Unione europea. Bisogna concentrarsi" sulle materie importanti "e non su quelle che possono essere regolate a livello nazionale. Il Consiglio europeo si concentrerà sugli ultimi sviluppi in Medio Oriente", la crisi tra Israele e Iran "si è aggravata. Comprendiamo bene gli enormi rischi legati" all'escalation della tensione, aggiunge. E' importante il dialogo con il Parlamento, "farò il mio meglio per ampliare questo dialogo", osserva.
Meloni: Consiglio europeo in frangente internazionale estremamente complesso
“Il consiglio europeo di giovedì e venerdì si terrà in un frangente internazionale particolarmente complesso, dopo l’Ucraina e la situazione a Gaza, si è aggiunta l’escalation in Medio Oriente. Il consiglio europeo ci farà riflettere su quali sono le priorità dell’Unione europea”. Lo ha detto Giorgia Meloni nel suo intervento alla Camera.
M5s: no a Rearm Eu e no alla subalternità agli Stati Uniti
Sono trentasei gli impegni che il Movimento 5 stelle chiede al governo nella risoluzione sulle comunicazioni del premier, Giorgia Meloni, alle Camere, in vista del Consiglio europeo del 26 e 27 giugno prossimi. Fra questi un netto no al piano Rearm Eu e una chiara presa di posizione rispetto al ruolo delle istituzioni e dei valori dell'Europa che non può essere subalterna agli Stati uniti. Il Movimento, si legge nel testo a prima firma, alla Camera, del capogruppo Riccardo Ricciardi, impegna l'esecutivo "a manifestare, in tutte le sedi istituzionali, nazionali ed europee, la ferma contrarietà del Governo italiano al piano di riarmo europeo 'Rearm Europe'" e lo impegna "a ribadire la centralità e il peso strategico delle istituzioni e dei valori fondanti dell'Unione europea, in luogo di una mera subalternità all'indirizzo politico internazionale dell'amministrazione degli Stati Uniti d'America (e di Israele) che rischia di indebolire la democrazia e non garantire la sicurezza dell'Europa".
Pd si asterrà sulle risoluzioni delle altre opposizioni
Il Pd si asterrà sulle risoluzioni che le altre opposizioni presenteranno oggi alla Camera, dove sono previste le comunicazioni della presidente del consiglio Giorgia Meloni in vista del consiglio europeo. È quanto ha riferito la capogruppo Pd alla Camera, Chiara Braga, parlando con i giornalisti. Il Pd voterà contro la risoluzione della maggioranza.
"Ci asterremo sulle altre risoluzioni, anche condividendone diversi punti - ha spiegato Braga - perché la posizione del Pd è quella rappresentata dalla nostra risoluzione". "Su quella del governo - ha concluso - voteremo contro, salvo ascoltare parole radicalmente diverse da quelle che abbiamo ascoltato in questi ultimi giorni".
Avs: governo condanni attacchi di Israele e si dissoci da Usa
Il governo italiano esprima "una netta condanna dell'attacco militare di Israele contro l'Iran come una chiara violazione della Carta delle Nazioni Unite e chiedere la cessazione completa delle ostilità; dissociarsi fermamente e contestare in ogni sede internazionale l'attacco degli Usa all'Iran come atto irresponsabile, gravemente lesivo del diritto internazionale e con conseguenze potenzialmente catastrofiche per i civili, la regione e il mondo". È quanto si legge nella risoluzione di Avs in vista delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, oggi alla Camera.
Pd: sforzo diplomatico, no a utilizzo basi in Italia
"Oggi sarà un passaggio importante e chiederemo alla premier di chiarire la posizione dell'Italia in un contesto così complesso, la posizione del nostro paese sul ruolo dell'Europa e il rapporto con l'amministrazione Trump". Lo ha detto la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, al termine dell'assemblea congiunta dei gruppi dem. "La necessità è riprendere il prima possibile un tavolo negoziale per fermare una escalation che rischia di avere ricadute drammatiche. L'Europa faccia sentire una voce chiara e autorevole rispetto a tutti i dossier". Nella risoluzione presentata dal pd, tra lòe altre cose, c'è la richiesta al governo sulla "non disponibilità a utilizzare le basi presenti in Italia per una guerra che va fermata il prima possibile. Su questo ci aspettiamo che la premier esprima parole chiare anche in aula. La guerra va fermata il prima possibile con un di più di iniziativa diplomatica che è un tratto fondamentale del nostro Paese". In quanto al comportamento del Pd in Aula, "abbiamo espresso la nostra posizione e nella nostra risoluzione, ci asterremo dalle altre pur condividendone alcuni punti. Voteremo contro quella del governo", ha sottolineato Braga.