Adesso è ufficiale e definitivo: la base del M5S ha dato il via libera alle nuove regole che permettono di superare il limite dei due mandati. Ieri sera si è chiusa la votazione online sul portale del Movimento durata quattro giorni: dei 99 mila aventi diritto, hanno votato in 51.400. I sì sono stati oltre 43 mila.
La riforma interna prevede comunque dei contrappesi per non trasformare i ruoli istituzionali in un lavoro vero e proprio. Le nuove regole recepiscono quanto avevano deciso gli iscritti all'assemblea costituente dello scorso novembre a Roma, sancendo uno strappo definitivo con Beppe Grillo che si era sempre opposto. Dallo "stop and go", ovvero: se sei stato fermo una legislatura puoi fare un nuovo mandato, alle deroghe – il 5 per cento dei candidati possono essere dei "derogati" - concesse dal presidente e votate dagli iscritti, fino alla diversificazione del livello istituzionale: dopo due mandati in Parlamento, ad esempio, puoi tentare di passare in Regione o in un comune…
Adesso è ufficiale e definitivo: la base del M5S ha dato il via libera alle nuove regole che permettono di superare il limite dei due mandati. Ieri sera si è chiusa la votazione online sul portale del Movimento durata quattro giorni: dei 99 mila aventi diritto, hanno votato in 51.400. I sì sono stati oltre 43 mila.
La riforma interna prevede comunque dei contrappesi per non trasformare i ruoli istituzionali in un lavoro vero e proprio. Le nuove regole recepiscono quanto avevano deciso gli iscritti all'assemblea costituente dello scorso novembre a Roma, sancendo uno strappo definitivo con Beppe Grillo che si era sempre opposto. Dallo "stop and go", ovvero: se sei stato fermo una legislatura puoi fare un nuovo mandato, alle deroghe – il 5 per cento dei candidati possono essere dei "derogati" - concesse dal presidente e votate dagli iscritti, fino alla diversificazione del livello istituzionale: dopo due mandati in Parlamento, ad esempio, puoi tentare di passare in Regione o in un comune.
Altri punti modificati: i mandati nei comuni o nei municipi con meno di 15 mila abitanti non verranno conteggiati. Dopodiché «in ogni caso ciascun iscritto potrà beneficiare di una sola deroga per tutta la durata del suo impegno politico». Il nuovo Codice etico, poi, prevede che gli esterni candidabili come indipendenti nel M5S, proposti dal presidente, non potranno essere più del 5 per cento del totale delle candidature.
Adesso per i big del passato rimasti nel Movimento, e non più ricandidati per il vecchio limite, il via libera degli iscritti darà nuove opportunità di tornare protagonisti. Qualche nome? Per Roberto Fico c'è il via libera in Campania. In futuro potranno ricandidarsi Vito Crimi e la vicepresidente vicaria Paola Taverna, che per adesso ricoprono un ruolo negli uffici del Movimento. Ma anche l’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, l'ex sottosegretario Stefano Buffagni o l’ex ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. E ancora: Riccardo Fraccaro, Nunzia Catalfo, Gianluca Perilli, Carlo Sibilia, Luigi Gallo, Laura Bottici, Paola Carinelli, Roberta Lombardi, solo per citarne alcuni. Anche se non è detto che tutti abbiano voglia o intenzione di riprovare l'esperienza alla Camera o al Senato.
Ultima novità dal voto online. Di pochissimo è stato raggiunto il quorum (almeno il 50 per cento degli iscritti, sono stati il 50,13 per cento) per la modifica statutaria, vale a dire trasferire le funzioni del garante - il comico genovese e fondatore, la cui figura è stata soppressa per decisione della base sempre a novembre - al Comitato di garanzia, oggi composto da Fico, Raggi e Bottici. La proposta pertanto è approvata.