Ci sarà l’evoluzione della situazione in Medio Oriente al centro delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Parlamento. La premier parlerà oggi alle 15 alla Camera. Domani al Senato. L’appuntamento era già in calendario in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Mentre domani Meloni volerà all’Aia per il vertice Nato dove si parlerà di spesa militare oltre che della crisi mediorientale.
Dopo l’attacco Usa all’Iran, nella giornata di ieri la premier ha riunito in videoconferenza tutti i ministri interessati e i servizi e, a seguire, ha sentito diversi leader internazionali condividendo con loro la necessità di riprendere rapidamente i negoziati e giungere ad una soluzione politica della crisi. Poi, un punto telefonico con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, per tenerlo informato e condividere l'obiettivo di far tornare l'Iran al tavolo delle trattative. La posizione dell'Italia nello scacchiere mediorientale è stato oggetto anche di una lunga t…
Ci sarà l’evoluzione della situazione in Medio Oriente al centro delle comunicazioni della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in Parlamento. La premier parlerà oggi alle 15 alla Camera. Domani al Senato. L’appuntamento era già in calendario in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì. Mentre domani Meloni volerà all’Aia per il vertice Nato dove si parlerà di spesa militare oltre che della crisi mediorientale.
Dopo l’attacco Usa all’Iran, nella giornata di ieri la premier ha riunito in videoconferenza tutti i ministri interessati e i servizi e, a seguire, ha sentito diversi leader internazionali condividendo con loro la necessità di riprendere rapidamente i negoziati e giungere ad una soluzione politica della crisi. Poi, un punto telefonico con il capo dello Stato, Sergio Mattarella, per tenerlo informato e condividere l'obiettivo di far tornare l'Iran al tavolo delle trattative. La posizione dell'Italia nello scacchiere mediorientale è stato oggetto anche di una lunga telefonata con la segretaria del Pd Elly Schlein, che chiede al governo di non partecipare ad azioni militari né di consentire "che il nostro territorio possa essere utilizzato per fornire sostegno alla guerra".
In vista del primo confronto a Montecitorio, i partiti stanno limando le risoluzioni sul tema. Il Pd, come affermato dalla segretaria Schlein a Repubblica, chiederà “di dire con chiarezza che l’Italia non parteciperà ad azioni militari e non consentirà che le nostre basi vengano utilizzate per fornire sostegno a una guerra che la comunità internazionale, tutta, deve fermare”.
C’è poi Avs che domanda all'esecutivo di dissociarsi dall'azione condotta da Trump. "Abbiamo aggiornato la nostra risoluzione in vista del Consiglio europeo alla luce dei gravi fatti di questa notte - spiega la capogruppo di Avs alla Luana Zanella -. Chiediamo pertanto al governo di dissociarsi fermamente e di contestare in ogni sede internazionale l'attacco degli Usa all'Iran come atto irresponsabile, gravemente lesivo del diritto internazionale e con conseguenze potenzialmente catastrofiche per i civili, la regione e il mondo; di esercitare ogni sforzo diplomatico volto a determinare il cessate il fuoco, la fine delle ostilità e ripristinare la legalità internazionale a partire dal rispetto degli obblighi della Carta delle Nazioni Unite e di altre norme del diritto internazionale".
Per il Movimento 5 stelle, il presidente Giuseppe Conte spiega: "L'attacco degli Usa segna un'escalation dagli esiti incontrollabili". E, rivolgendosi direttamente a Meloni afferma: “Non dia la disponibilità delle nostre basi militari per questa escalation e garantisca che nessun colpo sarà sparato da un nostro soldato". Il capogruppo dei 5 stelle alla Camera, Riccardo Ricciardi, aggiunge: "Noi del Movimento pensiamo che non ci sia più tempo per ambiguità e che questo esiga la massima chiarezza. Per esempio, bisogna essere chiari nel pretendere che le basi italiane non vengano concesse agli Stati Uniti per eventuali attacchi all'Iran. Lo scriveremo nella nostra risoluzione, e speriamo che su questo ci sia la convergenza almeno di tutte le opposizioni".
La deputata di Azione, Daniela Ruffini, chiede a Meloni di lavorare per unire il Parlamento: "Non c'è - non dovrebbe esserci - spazio per le polemiche fuori luogo. Dopo i bombardamenti della notte sull'Iran, il mondo si è portato sul ciglio del burrone e soltanto gli stupidi si ingegnano di fare polemiche miserabili e speculazioni sterili. La presidente Meloni ha fatto bene a sentire Schlein, meglio ancora farebbe a sentire tutte le opposizioni per costruire in Parlamento quell'arco di solidarietà indispensabile per dare forza all'azione del governo nei rapporti con i nostri alleati”.