Non finisce qui, scandisce Giuseppe Conte. Da questa piccola sala del parlamento olandese in cui è stato convocato “No Rearm, No War” parte una mobilitazione contro il riarmo europeo e l’aumento delle spese militari della Nato. L’ex premier propone ai quindici partiti che hanno aderito di ritrovarsi dopo l’estate in Italia. Per una manifestazione che contrasti le politiche belliciste della Nato. «Puntiamo ad allargare il fronte di opposizione a questa follia - confida a sera a Repubblica - Sono già arrivate altre richieste di coinvolgimento. Le tossine di questo sconsiderato investimento in armi nei prossimi mesi saranno percepite in maniera ancora più grave, quando fioccheranno tagli a sanità e welfare. Un suicidio economico e sociale».
Raggiungere l’Aia è quasi un’impresa, per Conte. Ci arriva da Bruxelles, non senza un piccolo contrattempo dovuto a un guasto ferroviario. Summit contro summit, pacifisti contro bellicisti: è questa la chiave dei promotori della contromanifestazione. …
Non finisce qui, scandisce Giuseppe Conte. Da questa piccola sala del parlamento olandese in cui è stato convocato “No Rearm, No War” parte una mobilitazione contro il riarmo europeo e l’aumento delle spese militari della Nato. L’ex premier propone ai quindici partiti che hanno aderito di ritrovarsi dopo l’estate in Italia. Per una manifestazione che contrasti le politiche belliciste della Nato. «Puntiamo ad allargare il fronte di opposizione a questa follia - confida a sera a Repubblica - Sono già arrivate altre richieste di coinvolgimento. Le tossine di questo sconsiderato investimento in armi nei prossimi mesi saranno percepite in maniera ancora più grave, quando fioccheranno tagli a sanità e welfare. Un suicidio economico e sociale».
Raggiungere l’Aia è quasi un’impresa, per Conte. Ci arriva da Bruxelles, non senza un piccolo contrattempo dovuto a un guasto ferroviario. Summit contro summit, pacifisti contro bellicisti: è questa la chiave dei promotori della contromanifestazione. Lo sfondo del palco è il simbolo della pace. Quando conquista il podio l’ex presidente della Camera greca sostiene: tra Greta Thunberg e Donald Trump, noi stiamo con la giovane ecologista. Applaudono i delegati, tra loro soprattutto verdi o esponenti della sinistra continentale: delegati della Linke tedesca, il capogruppo di Bsw, la leader del partito socialista olandese Ps, Lieke van Rossum, mentre la spagnola Yolanda Díaz di Sumar interviene per videomessaggio. Gradisce in prima fila anche Conte (e quanto sembrano lontani i tempi del feeling tra il tycoon e “Giuseppi”).
«Pace e giustizia», chiedono gli autoconvocati riuniti nella coalizione “no war”. Non mancano le critiche all’atteggiamento della Nato in Ucraina, di cui si fa portavoce il professore Jeffrey Sachs. Per Conte, il progetto del ReArm voluto da Ursula von der Leyen va contrastato, perché in questo modo la Nato «distrugge le speranze di pace». La critica è estesa a Giorgia Meloni, che non si è opposta a quel piano e ha nel frattempo sottoscritto l’aumento della spesa militare fino al 5%.
Al Senato, proprio la presidente del Consiglio attacca il leader 5S. «Dice che non ha sottoscritto l’impegno del 2% — sostiene Meloni — Una firma è una firma, quella firma è stata messa». Conte reagisce: «Falsità, un errore storico: io non ho mai firmato nessun 2%, perché nel 2014 facevo il professore a Firenze, mentre la premier era in politica da tempo».
La presenza dell’ex premier a un evento contrario al riarmo non piace neanche ad alcuni esponenti del Pd. Paolo Gentiloni contesta apertamente Conte, invitandolo a guardarsi da alcuni compagni di strada filoputiniani. Il leader cinquestelle è irritato, ma si contiene: «Se da parte del Pd vogliono fare polemiche — è la replica — noi non la facciamo. Io sono testardamente concentrato per costruire un’alternativa di governo. Se volessi polemizzare, e non voglio, ricorderei che i dem hanno votato contro il passaggio che chiede all’esecutivo di non rinnovare il memorandum di cooperazione militare con Israele». Fuori dall’evento, poi, si dice «ottimista» sulla solidità del campo largo alle regionali.
Un altro terreno sensibile è il capitolo della mozione parlamentare dei 5S che auspica la ripresa dell’approvvigionamento del gas russo. Per Conte, si tratta di una «montatura ad arte», perché — sostiene— la premessa di questo scenario è chiara: potrà avvenire solo quando ci sarà un accordo di pace «duraturo e stabile» con Mosca. Nel dubbio, fa inserire comunque un passaggio nel documento finale: «Mentre l’invasione illegale da parte della Russia e i continui bombardamenti devono cessare, è importante riconoscere che si sarebbe potuto fare di più attraverso la diplomazia per prevenire e risolvere questa guerra».