Nato, Trump: intesa con Mosca. E gela gli alleati sul soccorso Usa
dal nostro inviato Claudio Tito«Dipende dalla definizione. Ci sono diversi modi per definire l’Articolo 5». Volando sull’Air Force One che lo stava portando in Olanda per partecipare al summit della Nato, Donald Trump ha sganciato la bomba che ha messo in allarme tutti gli altri partner. In particolare gli europei. Perché quella frase, buttata lì con nonchalance, ha un solo significato: se la Russia attaccasse qualcuno dei Paesi del Vecchio Continente, non è detto che gli Usa debbano correre in aiuto.
Con ogni probabilità un ulteriore pressing per chi frena sull’aumento delle spese a favore della difesa, ma si tratta di una minaccia che richiama quelle di un abbandono dell’Allenza atlantica da parte di Washington. Un incubo che non si è ancora materializzato e che forse non si materializzerà mai, ma che aleggia costantemente sulle teste degli altri 31 membri dell’Organizzazione. E che si ripropone ogni volta che il presidente americano ricorre a queste frasi. «Non siamo stati mai così impegnati — ha cercato di abba…
«Dipende dalla definizione. Ci sono diversi modi per definire l’Articolo 5». Volando sull’Air Force One che lo stava portando in Olanda per partecipare al summit della Nato, Donald Trump ha sganciato la bomba che ha messo in allarme tutti gli altri partner. In particolare gli europei. Perché quella frase, buttata lì con nonchalance, ha un solo significato: se la Russia attaccasse qualcuno dei Paesi del Vecchio Continente, non è detto che gli Usa debbano correre in aiuto.
Con ogni probabilità un ulteriore pressing per chi frena sull’aumento delle spese a favore della difesa, ma si tratta di una minaccia che richiama quelle di un abbandono dell’Allenza atlantica da parte di Washington. Un incubo che non si è ancora materializzato e che forse non si materializzerà mai, ma che aleggia costantemente sulle teste degli altri 31 membri dell’Organizzazione. E che si ripropone ogni volta che il presidente americano ricorre a queste frasi. «Non siamo stati mai così impegnati — ha cercato di abbassare la tensione il rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la Nato, Matthew Whitaker — questi sono i fatti. Gli Usa sono qui per restare». Eppure alla cena di ieri sera con cui si è aperto il vertice dell’Aia, la tensione era palpabile. Chiunque fosse seduto davanti alla tavola imbandita — racconta chi era presente — non sapeva cosa aspettarsi dal tycoon.
Anche perché il “caso Spagna” sta continuando ad agitare tutti. E lo stesso Trump non ha fatto nulla per nascondere il suo fastidio per la pretesa iberica di non spendere il 5% di pil entro il 2035 per la difesa. «La Spagna — ha avvertito l’inquilino della Casa Bianca — è un problema» perché la decisione del premier spagnolo Pedro Sanchez di non spendere il 5% del Pil, «è molto ingiusta nei confronti degli altri». E in effetti molti hanno criticato la linea di Madrid.
Per far capire quanto il ”Commander in chief” sia impegnato su questo versante, basta notare come ha distrutto ogni regola del cerimoniale pubblicando il messaggio riservato che gli aveva inviato il segretario generale della Nato, Mark Rutte. Scelta che ha creato non pochi imbarazzi. «Congratulazioni e grazie per la tua azione decisiva in Iran — si legge nel messaggio — è stata davvero straordinaria e nessun altro avrebbe osato farlo. Ora siamo tutti più al sicuro. Stai volando verso un altro grande successo all’Aia questa sera. Non è stato facile, ma li abbiamo convinti tutti a firmare per il 5%! Donald, ci hai portati a un momento davvero, davvero importante per l’America, per l’Europa e per il mondo. Riuscirai in qualcosa che nessun presidente americano è riuscito a ottenere in decenni. L’Europa pagherà in grande misura, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria». L’olandese Rutte che dice «l’Europa pagherà».
Ma anche sull’Ucraina Trump ha fornito poche certezze ai partner europei e a Kiev. Nonostante oggi parli faccia a faccia con il presidente ucraino Zelenski, il leader americano ha di nuovo sparso dubbi sulla necessità di inserire nella dichiarazione finale del summit una censura all’aggressione russa. «Dovrò dare un’occhiata — è stata la sua linea — ma mi piacerebbe vedere un accordo con la Russia. Come sapete, Vladimir mi ha chiamato. Mi ha chiesto, “posso aiutare con l’Iran?”. Gli ho risposto che non avevo bisogno di aiuto con l’Iran, ma che era lui ad aver bisogno di me. Spero in un accordo perché è una vergogna. La settimana scorsa sono morti 6.500 soldati in una guerra che non sarebbe mai scoppiata se fossi stato presidente». E tutto questo mentre lo stesso Rutte ha sostenuto che nel documento finale invece ci saranno «parole importanti sul sostegno all’Ucraina». E anzi, contrariamente alle speranze trumpiane di intesa con il Cremlino, il leader della Nato è convinto che bisogna spendere di più per la difesa proprio perché «la Russia tenterà qualcosa in 3-7 anni ai nostri danni».
Insomma, mai come questa volta le nuvole dell’incertezza avvolgono il summit della Nato.