La maggioranza alla Camera aveva dato parere favorevole pur con qualche rilievo. Al Senato invece ci ripensa sollevando forti critiche alla nuova proposta di regolamento europeo sui rimpatri, che già aveva accolto molte istanze dei governi di destra. Il testo viene messo in discussione durante la riunione della commissione Politiche dell’Unione europea dove ieri il senatore di Fratelli d’Italia Marco Scurria ha presentato una risoluzione che chiede di velocizzare i tempi dei rimpatri, di non «appesantire il lavoro delle forze dell’ordine» ed evitare quello che viene definito un eccesso di burocrazia.
Succede nel giorno in cui il governo tedesco annuncia che interromperà i finanziamenti alle organizzazioni che soccorrono i migranti nel Mediterraneo. E dal partito di Giorgia Meloni arriva il plauso: «Ora anche la Germania sembra volere seguire la linea segnata dal governo Meloni, confermando che siamo un modello a livello internazionale in tema di lotta all’immigrazione». Sui rimpatri, …
La maggioranza alla Camera aveva dato parere favorevole pur con qualche rilievo. Al Senato invece ci ripensa sollevando forti critiche alla nuova proposta di regolamento europeo sui rimpatri, che già aveva accolto molte istanze dei governi di destra. Il testo viene messo in discussione durante la riunione della commissione Politiche dell’Unione europea dove ieri il senatore di Fratelli d’Italia Marco Scurria ha presentato una risoluzione che chiede di velocizzare i tempi dei rimpatri, di non «appesantire il lavoro delle forze dell’ordine» ed evitare quello che viene definito un eccesso di burocrazia.
Succede nel giorno in cui il governo tedesco annuncia che interromperà i finanziamenti alle organizzazioni che soccorrono i migranti nel Mediterraneo. E dal partito di Giorgia Meloni arriva il plauso: «Ora anche la Germania sembra volere seguire la linea segnata dal governo Meloni, confermando che siamo un modello a livello internazionale in tema di lotta all’immigrazione». Sui rimpatri, secondo FdI, il regolamento che serve ad armonizzare le leggi a livello europeo comporterebbe, per l’Italia, un «aggravio procedurale».
Bisognerebbe, per esempio, attendere fino a 14 giorni prima di eseguire il rimpatrio, un periodo considerato troppo lungo. Inoltre il provvedimento di espulsione, emesso da uno Stato membro, valido ed eseguibile ovunque nel territorio europeo, per il governo italiano, limiterebbe «la discrezionalità dello Stato per quanto riguarda, per esempio, la durata del divieto di reingresso». La maggioranza si oppone anche all’obbligo di creare strutture di assistenza e di consulenza perché comporterebbero «oneri organizzativi e amministrativi significativi».
Durante la riunione le opposizioni hanno contestato la risoluzione. «Gratta gratta e nella destra rispunta sempre il caro, vecchio antieuropeismo. Alla parola migranti - dice il senatore Pd Filippo Sensi - vedono rosso, via diritti, tutele, garanzie, basta che se ne stiano a casa loro». Per Pietro Lorefice di M5S «Meloni vuole il rimpatrio per direttissima, e altre tutele di carattere giuridico ed extragiuridico». Anche Marco Lombardo di Azione evidenzia il pericolo che le nuove leggi nazionali, se approvate con un provvedimento ad hoc come chiede la risoluzione, possano creare disomogeneità con le norme Ue, andando incontro a nuovi ricorsi e «scaricando sui giudici nazionali la responsabilità di interpretare le normative».