Zaccaro: “Errori sui migranti, troppe cause da gestire, così perdiamo i fondi Pnrr”
di Conchita SanninoIl magistrato segretario di Area Giovanni Zaccaro
Mentre Nordio e governo aprono conflitti, indicano come avversari gli organi di garanzia, la giustizia italiana rischia di fallire un obiettivo centrale del Pnrr: che costerà al Paese un prezzo molto alto. E ciò avviene anche a causa dell’incomprensibile politica sulla protezione internazionale che ingolfa il settore civile». Giovanni Zaccaro, giudice d’appello e uomo pragmatico, è abituato a parlare guardando i dati. Da quasi 2 anni è alla guida di Area, corrente delle toghe progressiste.
Segretario Zaccaro, mancano 12 mesi al termine degli obiettivi Pnrr: conferma che è lontana la riduzione del 40 per cento della durata dei processi civili?
«È l’obiettivo che si chiama Disposition Time. Ed è un tema preoccupante: perché entro un anno dovremmo vedere abbattuti, quasi della metà, i tempi del civile. Ma ad oggi è impossibile riuscirci. E noi tutti come cittadini rischiamo di dover restituire decine di miliardi all’Europa: parliamo quasi del valore di due finanziarie, per il falliment…
Mentre Nordio e governo aprono conflitti, indicano come avversari gli organi di garanzia, la giustizia italiana rischia di fallire un obiettivo centrale del Pnrr: che costerà al Paese un prezzo molto alto. E ciò avviene anche a causa dell’incomprensibile politica sulla protezione internazionale che ingolfa il settore civile». Giovanni Zaccaro, giudice d’appello e uomo pragmatico, è abituato a parlare guardando i dati. Da quasi 2 anni è alla guida di Area, corrente delle toghe progressiste.
Segretario Zaccaro, mancano 12 mesi al termine degli obiettivi Pnrr: conferma che è lontana la riduzione del 40 per cento della durata dei processi civili?
«È l’obiettivo che si chiama Disposition Time. Ed è un tema preoccupante: perché entro un anno dovremmo vedere abbattuti, quasi della metà, i tempi del civile. Ma ad oggi è impossibile riuscirci. E noi tutti come cittadini rischiamo di dover restituire decine di miliardi all’Europa: parliamo quasi del valore di due finanziarie, per il fallimento degli obiettivi».
Domani si dovrebbe parlare anche di questo al comitato paritetico, tra Ministero e Cms: da via Arenula sono preoccupati?
«Se lo fossero, impiegherebbero diversamente le energie. I consiglieri del Csm potranno studiare pareri. Ma il Ministero dovrà adottare l’exit strategy: invece si insultano i giudici».
Il Ministero valuta tutto: pagare a cottimo 500 magistrati civilisti da remoto, coinvolgere i pensionati, far scrivere le sentenze ai mot, i tirocinanti. Possibile?
«Voci, per ora. Ma certo occorre coraggio e un’operazione verità, invece di slogan demagogici».
Forse anche tanto lavoro e uno sforzo collettivo: degli stessi giudici, con avvocati e cancellieri?
«E infatti, dalla stagione del Covid, proprio il lavoro collettivo tra tutti questi attori ha consentito di raggiungere altri obiettivi, come l’abbattimento degli arretrati».
Invece il macigno del civile resta. Davvero pensa sia anche colpa dello stop ai migranti?
«Vanno letti i dati: protezione internazionale e cittadinanza jure sanguinis, cioè le decine di migliaia di procedimenti sui migranti, incidono moltissimo sulle pendenze dei tribunali civili».
Ma voi cosa proponete?
«Se solo si attuassero in via amministrativa i diritti che, a distanza di anni, si devono poi riconoscere su decisioni delle Corti italiane, dopo i dinieghi del Viminale, il contenzioso verrebbe meno, i giudici si occuperebbero di altro, gli obiettivi sarebbero vicini, non restituiremmo miliardi all’Ue».
Chiede alla destra di rinunciare ai provvedimenti–bandiera?
«No, solo risposte logiche e possibili a emergenze che imbrigliano la giustizia e producono disservizi».
Anche l’Ufficio per il processo, 8500 assistenti che si sono rivelati preziosi, sarà smantellato?
«Altro grave errore. I benefici si sono visti in tutti gli uffici: la loro professionalità ci ha consentito di tenere in piedi altre scadenze Pnrr, e l’impegno con l’Europa era che fossero stabilizzati tutti. Non a caso si preparano ovunque pacifiche proteste. Ma non si capisce se il servizio giustizia da rendere ai cittadini sia bene primario o solo un’arma di cui servirsi».