Ne resterà solo uno. E pazienza se nel frattempo il cinema italiano muore, ucciso da riforme sbagliate, risse tra alleati di governo, teste mozzate per dispetto. Un delitto perfetto. Figlio della guerra tra il meloniano Alessandro Giuli — ministro della Cultura intesa come motore della nuova egemonia tricolore (nel senso di fiamma) — e la sottosegretaria leghista Lucia Borgonzoni. Ormai non più …