Nuovo decreto flussi, sì a 500mila migranti. Ma solo il 12 per cento alla fine troverà lavoro
di Alessandra ZinitiCinquecentomila ingressi nei prossimi tre anni, il dieci per cento in più rispetto ai 450.000 del 2025. Il consiglio dei ministri dà il via libero al nuovo decreto flussi, «meccanismo d’immigrazione legale e controllato», strumento per garantire «manodopera indispensabile al sistema economico e produttivo nazionale altrimenti non reperibile», dice il governo.
I numeri incrementati soddisfano il sistema imprese, le associazioni di categoria, le famiglie. Ma solo sulla carta. Perché poi, a farli atterrare nella realtà italiana, le cifre sono ben altre: appena il 12% degli stranieri entrati in Italia nel 2024 con il decreto flussi ha trovato lavoro stabile e permesso di soggiorno.
«È paradossale, ma fino a quando non cambieranno approccio e meccanismo, aumentare i numeri degli ingressi e i controlli servirà a ben poco. Il decreto flussi, così com’è congegnato, è una straordinaria macchina crea-irregolari, parliamo di diverse decine di migliaia ogni anno», spiega Filippo Miraglia di A…
Cinquecentomila ingressi nei prossimi tre anni, il dieci per cento in più rispetto ai 450.000 del 2025. Il consiglio dei ministri dà il via libero al nuovo decreto flussi, «meccanismo d’immigrazione legale e controllato», strumento per garantire «manodopera indispensabile al sistema economico e produttivo nazionale altrimenti non reperibile», dice il governo.
I numeri incrementati soddisfano il sistema imprese, le associazioni di categoria, le famiglie. Ma solo sulla carta. Perché poi, a farli atterrare nella realtà italiana, le cifre sono ben altre: appena il 12% degli stranieri entrati in Italia nel 2024 con il decreto flussi ha trovato lavoro stabile e permesso di soggiorno.
«È paradossale, ma fino a quando non cambieranno approccio e meccanismo, aumentare i numeri degli ingressi e i controlli servirà a ben poco. Il decreto flussi, così com’è congegnato, è una straordinaria macchina crea-irregolari, parliamo di diverse decine di migliaia ogni anno», spiega Filippo Miraglia di Arci e componente della campagna Ero Straniero che monitora l’applicazione del provvedimento e dell’emersione del lavoro nero.
Il meccanismo gira a vuoto in troppi punti: tempi infinitamente lunghi(anche più di un anno dalla richiesta del datore di lavoro all’arrivo del lavoratore), inadeguatezza dell’apparato burocratico, difficoltà insuperabili nell’incrocio di domanda e offerta a distanza, la lotteria del click day, tante truffe e gli appetiti della criminalità organizzata e delle mafia, come ha confermato la recente inchiesta della procura di Napoli. E proprio per cercare di evitare che - come accaduto - regioni con un tessuto imprenditoriale meno sviluppato si aggiudicassero in maniera assai sospetta il maggior numero di nullaosta, il nuovo decreto flussi prevede un meccanismo territoriale, con quote prestabilite in relazione ai fabbisogni effettivi dei territori. Non c’è invece il correttivo che la stragrande maggioranza delle organizzazioni di categoria e delle associazioni aveva sollecitato, e cioè il superamento del click day, l’appuntamento online con il quale nel giro di pochi minuti sul sito del Viminale vanno esaurite tutte le richieste. Una vera e propria lotteria ritenuta inadeguata alle esigenze dei comparti più diversi che chiedono invece di tenere aperte diverse finestre durante l’anno. Il governo non lo esclude e annuncia «la volontà di superare il meccanismo del click day, incentivando gli ingressi fuori quota con un percorso graduale, che riguardi anzitutto i profili professionali più ricercati dai datori di lavoro e che potenzi la formazione dei lavoratori nei Paesi di origine».
Ma torniamo ai numeri: nel 2026 saranno 164.850 gli ingressi autorizzati, quota che aumenterà leggermente fino al 2028. Nei prossimi tre anni per lavoro stagionale nei settori agricolo e turistico, potranno essere chiamati 267.000 stranieri, 230.000 invece gli ingressi per lavoro subordinato e autonomo.
Moderatamente soddisfatto Andrea Zini, presidente di Assindatcolf: «I numeri sembrano più in linea con le reali esigenze delle famiglie, ma servono correttivi per garantire procedure più semplici e tempi certi». E soddisfatta anche Coldiretti, soprattutto per quella quota di 47.000 ingressi che può gestire direttamente: «Un importante passo avanti per garantire la disponibilità di lavoratori nei campi, visto che i lavoratori ricevono spesso il nulla osta quando le attività di raccolta sono terminate». Per questo la campagna Ero Straniero chiede innanzitutto un cambio di passo con un permesso di soggiorno “in attesa di occupazione” per quegli stranieri - spiega ancora Filippo Miraglia - che arrivando in Italia a distanza di più di un anno non trovano più il datore di lavoro che li aveva richiesti».