ROMA – «Ma qual è la giustizia di cui avremmo il dovere di occuparci oggi, colleghi della maggioranza. Quali sono le emergenze, siamo sicuri che mettendo la tagliola ai pm state facendo la cosa che serve, o che non sia un boomerang», si chiede il Pd. Che poi sventola, in aula, al Senato una lettera del detenuto eccellente da Rebibbia Gianni Alemanno: la descrizione dell’inferno carceri è dettagliata, implacabile, le opposizioni plaudono, i pochi della destra tirano dritto con un po’ di imbarazzo, si torna a utilizzare ogni strumento per correre, fare presto sulla separazione delle carriere.
Senato, Fina (PD) legge in Aula la lettera dal carcere di Alemanno
«Incompetenti», «pericolosi», persino «diabolici», ma le accuse delle opposizioni cadono letteralmente nel vuoto. Silenzio dalla maggioranza in Senato. La destra applica ancora il “canguro”, che consente alla vicepr…
ROMA – «Ma qual è la giustizia di cui avremmo il dovere di occuparci oggi, colleghi della maggioranza. Quali sono le emergenze, siamo sicuri che mettendo la tagliola ai pm state facendo la cosa che serve, o che non sia un boomerang», si chiede il Pd. Che poi sventola, in aula, al Senato una lettera del detenuto eccellente da Rebibbia Gianni Alemanno: la descrizione dell’inferno carceri è dettagliata, implacabile, le opposizioni plaudono, i pochi della destra tirano dritto con un po’ di imbarazzo, si torna a utilizzare ogni strumento per correre, fare presto sulla separazione delle carriere.
Senato, Fina (PD) legge in Aula la lettera dal carcere di Alemanno
«Incompetenti», «pericolosi», persino «diabolici», ma le accuse delle opposizioni cadono letteralmente nel vuoto. Silenzio dalla maggioranza in Senato. La destra applica ancora il “canguro”, che consente alla vicepresidente Ronzulli di far cadere più emendamenti solo accorpando le parole «distinte esclusivamente», non senza l’aspro richiamo del senatore Andrea Giorgis, il costituzionalista dem. Che, con i compagni di partito Bazoli e Fina, e la senatrice Maiorino di M5s, picconano la riforma. «È un attacco ai principi fondamentali dello Stato al quale continueremo a opporci, chiamando i cittadini in incontri pubblici a comprendere e a reagire», dice Giorgis. Per Bazoli, «questo è il giorno in cui diventa verità definitiva la partecipazione dei neofascisti alla strage di Bologna, e voi volete mettere alle strette i pm? Per sottoporli poi al potere politico?». Per Maiorino, «è inaccettabile l’intento punitivo con cui è stata concepita una riforma costituzionale: basti dire che il senatore Gasparri, nello scagliarsi contro il Massimario della Cassazione, è arrivato a dire che la Corte si sarebbe trasformata in un centro sociale».
Passa il primo articolo del ddl Nordio-Meloni, con la norma che istituisce anche i due Csm, quello dei pm separato da quello dei giudici. Si riprende oggi, la corsa della riforma vede il traguardo del secondo sì sempre più vicino. Sono ormai le otto di sera quando il dem Michele Fina tira fuori dalla tasca l’atto d’accusa di Alemanno, la sua ultima lettera dal carcere, e indica la destra: «Chi scrive è lontano da me, è più vicino a tanti di voi, ma le sue parole meritano rispetto e ci interrogano tutti». E legge: «Questo caldo rovente, che ci porteremo addosso per i prossimi mesi, si aggiunge alla vergogna del sovraffollamento. Ma la politica dorme (con l’aria condizionata) e non si accorge che già a giugno siamo arrivati a cinque proteste carcerarie in giro per l’Italia, errore clamoroso (oggi anche reato, dopo il decreto sicurezza), follia da cervelli surriscaldati e da persone accatastate una sull’altra».