Non solo scenari mondiali, guerra e pace, libertà religiosa e impegno umanitario. L’udienza in Vaticano è per il Governo l’occasione per affrontare con i collaboratori del Papa anche le questioni bilaterali pendenti, temi dal profilo tecnico che hanno però un’evidente dimensione politica, a partire dall’otto per mille e dal fine vita.
Cordiali colloqui alla terza loggia
Ai «cordiali colloqui in Segreteria di Stato» Meloni è affiancata dai vicepremier Salvini e Tajani, da Mantovano e dall’ambasciatore Di Nitto, a fare gli onori di casa alla terza loggia del Palazzo apostolico il cardinale Pietro Parolin e il ministro degli Esteri Paul Richard Gallagher. La sala stampa vaticana si è limitata a riferire che oltre ai temi internazionali «ci si è soffermati su alcune questioni afferenti ai rapporti bilaterali, come pure su tematiche d’interesse per la Chiesa e la società italiana», formula vaga dietro la quale si celano accordi e disaccordi tra le due sponde del Tevere.
Il dissidio sull’8x…
Non solo scenari mondiali, guerra e pace, libertà religiosa e impegno umanitario. L’udienza in Vaticano è per il Governo l’occasione per affrontare con i collaboratori del Papa anche le questioni bilaterali pendenti, temi dal profilo tecnico che hanno però un’evidente dimensione politica, a partire dall’otto per mille e dal fine vita.
Cordiali colloqui alla terza loggia
Ai «cordiali colloqui in Segreteria di Stato» Meloni è affiancata dai vicepremier Salvini e Tajani, da Mantovano e dall’ambasciatore Di Nitto, a fare gli onori di casa alla terza loggia del Palazzo apostolico il cardinale Pietro Parolin e il ministro degli Esteri Paul Richard Gallagher. La sala stampa vaticana si è limitata a riferire che oltre ai temi internazionali «ci si è soffermati su alcune questioni afferenti ai rapporti bilaterali, come pure su tematiche d’interesse per la Chiesa e la società italiana», formula vaga dietro la quale si celano accordi e disaccordi tra le due sponde del Tevere.
Il dissidio sull’8x1000
Questione che ha creato fibrillazioni nei mesi scorsi, tornata ieri sul tavolo delle discussioni, è quella relativa all’otto per mille. I contribuenti possono destinare questa quota delle proprie imposte alla Chiesa cattolica ad altre confessioni o allo Stato, e da anni i governi italiani hanno modificato unilateralmente il Concordato per esplicitare specifici obiettivi (contrasto alla fame nel mondo, calamità naturali, assistenza ai rifugiati…). Il malumore della Conferenza episcopale italiana per questa sorta di concorrenza è venuto a galla quando il Governo Meloni ha dapprima aggiunto un’ulteriore casella per il contrasto alle tossicodipendenze, nel pieno della polemica tra esecutivo e vescovi sul naufragio dei migranti, e da ultimo lo ha pubblicizzato con spot televisivi. Un dissidio che ora il Governo e i maggiorenti della Chiesa cercano di comporre.
I paletti sul fine vita
Per l’esecutivo di centro-destra la priorità è però la legge sul fine vita, un testo finalizzato alla vigilia della trasferta in Vaticano. Oltretevere si guarda con attenzione, e una punta di apprensione, al dibattito politico innescato dalla sentenza della Corte costituzionale sulla depenalizzazione condizionata del suicidio assistito. C’è la preoccupazione per i rischi di una deriva eutanasica, l’auspicio che vengano potenziate le cure palliative. I maggiorenti della Chiesa guardano con favore ai paletti che vuole mettere il centro-destra in questa materia scivolosa. Il Vaticano non si spinge però a benedire nel dettaglio il testo che approderà presto in aula: si indicano alcuni principi di fondo, poi è il Parlamento a dover determinare la soluzione adeguata. Come ha detto di recente Parolin, «ci sono tante proposte, noi speriamo veramente che qualunque soluzione, qualunque decisione venga presa, sia a salvaguardia della dignità umana».
Nodo agrivoltaico
In Segreteria di Stato sono stati affrontati anche altri temi, come i lavori per il futuro trasferimento dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù dal Gianicolo alla sede dell’ex Forlanini. O il progetto agrivoltaico che papa Francesco ha voluto avviare nei terreni di Santa Maria di Galeria, dove sorgono le antenne della Radio vaticana oggi ampiamente in disuso. Papa Leone è consapevole che c’è qualche problema giuridico: «Bisogna finire gli accordi con lo Stato», ha detto di recente al Tg1, «però è veramente una bellissima opportunità» perché «tutti conosciamo gli effetti del cambiamento climatico».