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Massini e la Pergola declassata: “Lapidato, però resto ottimista”

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La mattina era a Roma, dove ha incontrato pubblicamente il sottosegretario Gianmarco Mazzi e privatamente il ministro Alessandro Giuli. Nel pomeriggio è rientrato a Firenze, per “Repubblica Insieme”, il tour organizzato dal nostro giornale nelle principali città italiane per celebrare i 50 anni dalla sua nascita
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Trascinato davanti a un «plotone di esecuzione». Che ha fatto fuoco. «Un colpo di mannaia, si sono accaniti contro di me. Mi hanno lapidato». Usa tutte queste metafore Stefano Massini per raccontare cosa ha rappresentato la decisione della Commissione prosa del ministero alla Cultura di declassare il Teatro della Toscana da lui diretto, che ora non è più teatro nazionale. Ieri Massini ha vissuto una lunga giornata. La mattina era a Roma, dove ha incontrato pubblicamente il sottosegretario Gianmarco Mazzi e privatamente il ministro Alessandro Giuli, nel pomeriggio è rientrato a Firenze, per “Repubblica Insieme”, il tour organizzato dal nostro giornale nelle principali città italiane per celebrare i 50 anni dalla sua nascita. L’incontro nel capoluogo toscano, intitolato “La cultura cambia il futuro” si è svolto al Teatro del Maggio musicale fiorentino.

Massini prima ha dialogato con Mazzi nei saloni del Mic. Il sottosegretario ha tenuto una linea simile a quella adottata dal ministro ne…

Trascinato davanti a un «plotone di esecuzione». Che ha fatto fuoco. «Un colpo di mannaia, si sono accaniti contro di me. Mi hanno lapidato». Usa tutte queste metafore Stefano Massini per raccontare cosa ha rappresentato la decisione della Commissione prosa del ministero alla Cultura di declassare il Teatro della Toscana da lui diretto, che ora non è più teatro nazionale. Ieri Massini ha vissuto una lunga giornata. La mattina era a Roma, dove ha incontrato pubblicamente il sottosegretario Gianmarco Mazzi e privatamente il ministro Alessandro Giuli, nel pomeriggio è rientrato a Firenze, per “Repubblica Insieme”, il tour organizzato dal nostro giornale nelle principali città italiane per celebrare i 50 anni dalla sua nascita. L’incontro nel capoluogo toscano, intitolato “La cultura cambia il futuro” si è svolto al Teatro del Maggio musicale fiorentino.

Massini prima ha dialogato con Mazzi nei saloni del Mic. Il sottosegretario ha tenuto una linea simile a quella adottata dal ministro nei giorni scorsi. Massini, ha detto, «è un grandissimo artista. Porta alto il nome del nostro Paese in giro per il mondo. È un patrimonio e un artista libero, è fatto della stessa materia di Benigni, Celentano, Fo». Giuli aveva sostenuto che il drammaturgo e scrittore toscano è «patrimonio dell’Unesco». Mazzi ha rivelato di aver domandato agli uffici che Massini, come da lui richiesto, possa incontrare la Commissione.

Ma le gentilezze non riescono a nascondere tutte le tensioni. Mazzi, ad esempio, ha attaccato la sindaca di Firenze Sara Funaro: «Agisce come presidente della Fondazione culturale. C’è qualcosa di sospetto. Forse vuol far carriera nel suo partito occupando un’area culturale. Lo ripeto, attenzione Stefano. Ti stanno usando». La risposta di Funaro arriva a “Repubblica Insieme”. Il declassamento del Teatro della Toscana (che unisce le sale fiorentine della Pergola e di Rifredi e il teatro Era di Pontedera, in provincia di Pisa), dice, è «un attacco al teatro della Toscana e alla città. A Mazzi dico che fare la sindaca di Firenze è la cosa più bella, non ho bisogno di fare carriera». Al ministero, aggiunge Funaro, «ci sono le idee confuse. Il ministro dice che Massini è patrimonio dell’Unesco, ma una commissione sostiene l’esatto contrario». Per il presidente della Toscana, Eugenio Giani, anche lui sul palco di Repubblica, il declassamento ha «motivazioni chiaramente politiche».

Sul palco del Maggio, Massini prima ha ricordato come dopo la nomina di gennaio alcuni giornali di destra avessero presagito il declassamento del Teatro della Toscana. «Una profezia che si è avverata», ha sorriso amaramente. Poi ha adottato la linea del dialogo, proprio facendo leva sulle parole del sottosegretario e del ministro, che ieri gli ha manifestato di nuovo stima e al question time al Senato ha ribadito l’opportunità che il Teatro della Toscana chieda la rivalutazione da parte della commissione. «Mi piace confidare in un risvolto positivo della vicenda, sono un inguaribile ottimista e voglio pensare che, dopo le dialettiche politiche dai toni forti, la politica a un certo punto vada oltre. Altrimenti non ne usciamo. Dobbiamo fermare questo gioco e fare l’interesse della città. Ora spero di spiegare le mie ragioni alla commissione». La mano è stata tesa. Adesso è attesa la risposta del Collegio Romano.

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