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Nordio: dalla Cassazione sgarbo a Mattarella. L’irritazione del Colle

Carlo Nordio

 

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Il ministro replica ai dubbi di costituzionalità sul dl sicurezza. “Magistrati irriverenti col Quirinale”. Il Csm difende i colleghi
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Ieri il ministro della giustizia Carlo Nordio, in un’intervista al Messaggero, ha tirato in ballo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: i giudici del Massimario, che nei giorni scorsi hanno criticato il decreto Sicurezza, sono stati «irriverenti» nei confronti del capo dello Stato, che l’ha firmato, non ravvisando profili d’incostituzionalità.

La critica al governo è stata uno sgarbo al Colle, insomma. Subito le opposizioni hanno attaccato Nordio: «Ha tirato il presidente per la giacca», l’ha criticato il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Federico Gianassi. O per dirla con il renziano Davide Faraone «per difendere i suoi strafalcioni ha provato a usare come paravento le parole del presidente della Repubblica».

E al Quirinale come l’hanno presa? A metà mattina rispondono seccamente: «Non c’è niente da commentare». Ed è un no comment che lascia trasparire un’irritazione per essere stati trascinati nella polemica politica. Mattarella comunque ha sempre auspicato ne…

Ieri il ministro della giustizia Carlo Nordio, in un’intervista al Messaggero, ha tirato in ballo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella: i giudici del Massimario, che nei giorni scorsi hanno criticato il decreto Sicurezza, sono stati «irriverenti» nei confronti del capo dello Stato, che l’ha firmato, non ravvisando profili d’incostituzionalità.

La critica al governo è stata uno sgarbo al Colle, insomma. Subito le opposizioni hanno attaccato Nordio: «Ha tirato il presidente per la giacca», l’ha criticato il capogruppo Pd in commissione Giustizia, Federico Gianassi. O per dirla con il renziano Davide Faraone «per difendere i suoi strafalcioni ha provato a usare come paravento le parole del presidente della Repubblica».

E al Quirinale come l’hanno presa? A metà mattina rispondono seccamente: «Non c’è niente da commentare». Ed è un no comment che lascia trasparire un’irritazione per essere stati trascinati nella polemica politica. Mattarella comunque ha sempre auspicato nei suoi interventi una piena collaborazione tra i poteri dello Stato. Quindi anche tra giustizia e politica.

Il clima è arroventato. I consiglieri togati e i laici Roberto Romboli, Michele Papa ed Ernesto Carbone («Nordio ha provato a coinvolgere in modo maldestro il capo dello Stato», ha puntualizzato quest’ultimo), hanno pertanto chiesto al Csm di aprire una pratica a tutela dei magistrati dell’Ufficio del Massimario e del ruolo della Cassazione: «Le reazioni del centrodestra trascendono il piano della dialettica politico-istituzionale trasmettendo alla pubblica opinione un’immagine deformata della funzione dell’Ufficio del Massimario e del ruolo nonché dei magistrati che la compongono. È sulla base di queste dichiarazioni che organi di stampa continuano a proporre accuse di politicizzazione alla Cassazione e all’ordine giudiziario tutto». I consiglieri laici del centrodestra sono intervenuti a loro volta: «Più che l’apertura di una pratica a tutela sarebbe stato più opportuno valutare i contenuti e il tono del documento elaborato dagli alti magistrati, che in più punti travalica i limiti della funzione tecnica assegnata all’Ufficio», hanno dichiarato Isabella Bertolini, Claudia Eccher, Daniela Bianchini, Enrico Aimi.

«Nordio è scorretto e in malafede», l’ha accusato invece la deputata Pd Debora Serracchiani, parlando di «uno scivolone istituzionale» del ministro. «Dopo aver trovato i magistrati cattivi nei vari tribunali e nelle corti d’appello oggi li hanno scovati persino nel Massimario della Cassazione, anche se molti di loro nemmeno sanno cosa sia», ha dichiarato in aula, a palazzo Madama, il senatore Ettore Licheri.

«Non c’è stata nessuna invasione di campo, è anzi l’attività fisiologica del Massimario», ha difeso il lavoro dei colleghi Cesare Parodi, il presidente dell’Anm, parlando con i giornalisti a margine di un incontro sulla giustizia a Lamezia Terme. «La relazione avviene abitualmente per tutte le nuove leggi, è un’attività meritoria che svolge per cercare di dare una prima interpretazione a tutti i nuovi provvedimenti, che quindi tutti i magistrati conoscono, che molti avvocati leggono».

A sera è intervenuto anche il vice ministro Francesco Sisto sottolinea: «C’è stata eccitazione mediatica sul valore di quel parere: sono sei magistrati validissimi ma è il parere di sei magistrati che sparano a zero, qualche volta con un eccesso di zelo che rasenta l’eresia. È un parere molto severo, in cui si può avere l’impressione di un certo nervosismo per la riforma costituzionale, man mano che ci si avvicina al traguardo ci si rende contro che questa riforma diventa possibile».

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