Il tempo di studiarsi. Di intendersi. Una, in teoria, amica di Donald Trump. L’altro assai meno. Dura cinquanta minuti il primo faccia a faccia tra Leone XIV e Giorgia Meloni. In Vaticano. E in uno dei giorni più caldi dell’anno.
«Molto piacere»: si presenta così, la presidente del Consiglio. «Ha fatto tanti viaggi — la saluta il Pontefice — Io invece sono rimasto sempre a Roma…». Meloni sorride: «Io no!», risponde. E ricorda la sua prossima tappa, il summit sulla sicurezza alimentare ad Addis Abeba il 28 luglio. Poi le porte si chiudono, per un appuntamento non ordinario.
Con Jorge Mario Bergoglio il feeling era ormai consolidato, con il nuovo Papa il rapporto è tutto da costruire. È la prima udienza ufficiale, non il primo incontro. La premier aveva salutato il nuovo Papa alla messa di inizio pontificato. E si era presentata nuovamente in Vaticano di recente, unico capo di governo a prendere parte al Giubileo degli amministratori. Nel mezzo, anche due telefonate a metà maggio, per s…
Il tempo di studiarsi. Di intendersi. Una, in teoria, amica di Donald Trump. L’altro assai meno. Dura cinquanta minuti il primo faccia a faccia tra Leone XIV e Giorgia Meloni. In Vaticano. E in uno dei giorni più caldi dell’anno.
«Molto piacere»: si presenta così, la presidente del Consiglio. «Ha fatto tanti viaggi — la saluta il Pontefice — Io invece sono rimasto sempre a Roma…». Meloni sorride: «Io no!», risponde. E ricorda la sua prossima tappa, il summit sulla sicurezza alimentare ad Addis Abeba il 28 luglio. Poi le porte si chiudono, per un appuntamento non ordinario.
Con Jorge Mario Bergoglio il feeling era ormai consolidato, con il nuovo Papa il rapporto è tutto da costruire. È la prima udienza ufficiale, non il primo incontro. La premier aveva salutato il nuovo Papa alla messa di inizio pontificato. E si era presentata nuovamente in Vaticano di recente, unico capo di governo a prendere parte al Giubileo degli amministratori. Nel mezzo, anche due telefonate a metà maggio, per sondare la possibilità di ospitare in Vaticano negoziati di pace per l’Ucraina benedetti da Trump: Meloni aveva sbandierato la disponibilità vaticana con un impeto del quale il Palazzo apostolico avrebbe fatto a meno. Da allora, la strategia di avvicinamento al Papa venuto da Chicago si è fatta più discreta: l’udienza è stata annunciata solo alla vigilia e commentata da Meloni con un tweet assai conciso: «È stato un piacere e un onore essere ricevuta in udienza oggi da Sua Santità».
La presidente del Consiglio varca la soglia della biblioteca del palazzo apostolico alle 11.30. Lei indossa un tailleur nero, lui la semplice talare bianca (con Sergio Mattarella, che è un capo di Stato cattolico, aveva la mozzetta e la stola rossa). Quando le porte si riaprono, quasi un’ora dopo, Meloni gli presenta la delegazione italiana (i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sottosegretario alla Presidenza, il cattolicissimo Alfredo Mantovano, la fedelissima Patria Scurti, l’ambasciatore presso la Santa Sede Francesco Di Nitto, il portavoce Fabrizio Alfano). Segue lo scambio dei doni. Il Pontefice regala ai ministri e allo staff presidenziale una medaglietta giubilare, mentre alla premier dona una fusione in bronzo sulla pace e la carità. «Un monito particolarmente utile in questo tempo», coglie il segnale Meloni, che riceve anche un libro illustrato su San’Agostino. A sua volta, la leader porge al Pontefice una stampa del Seicento raffigurante la pontificia università romana dove Prevost ha conseguito il dottorato, l’Angelicum. «Cominciamo con gli studi!», sorride il Papa.
A porte chiuse, fa sapere il Vaticano, i due ragionano «del comune impegno per la pace in Ucraina, in Medio Oriente e per l’assistenza umanitaria a Gaza». Come detto, si è già lavorato nei mesi scorsi alla possibilità che il Vaticano ospiti colloqui tra Mosca e Kiev. Il Papa non esclude che in futuro possa accadere, ma con un paletto già fissato nelle scorse settimane: si deve trattare dell’ultima opzione e il vertice deve tenersi a livello di leader. Fonti non ufficiali ipotizzano anche che il Papa possa inviare un messaggio in occasione della conferenza sulla ricostruzione dell’Ucraina che si terrà il 10-11 luglio a Roma. Di certo, in occasione della sua visita nella capitale Volodymyr Zelensky ha chiesto un colloquio con Prevost.
L’altro nodo è quello di Gaza. Dal G7, la premier insiste sull’opzione di un cessate il fuoco. Leone XIV condivide. Chiede al governo italiano di insistere. Di incrementare se possibile il trasferimento dei bambini palestinesi bisognosi di cure all’ospedale Bambino Gesù e in altre strutture. E di fare il massimo, sul fronte diplomatico, per tenere al riparo l’unica parrocchia cattolica di Gaza. «Apprezziamo l’impegno della Sede apostolica per la pace in Ucraina, a Gaza e in tutte le aree di crisi», commenta Meloni, assicurando impegno per la «tutela delle comunità cristiane in Medio Oriente».
Scade il tempo, la premier lascia il Vaticano. Salutando il Pontefice con una formula ordinaria, «buona giornata e buon lavoro».